Già qualche tempo fa abbiamo affrontato il tema droghe e competizioni automobilistiche, ed ora le dichiarazioni di Stirling Moss ci stupiscono e ci riportano sugli stessi discorsi. Come riportato da italiaracing.net nelle edicole è in vendita un DVD allegato a quattroruote intitolato “Le corse più belle di tutti i tempi”. In questo Stirling Moss dichiara di aver assunto delle pasticche ricevute da Juan Manuel Fangio in occasione della Mille Miglia del ‘55, per sconfiggere la stanchezza ed il sonno. Sembra che questa fosse una pratica piuttosto diffusa in coloro che partecipavano ai Rally e che assumevano benzedrina ed exedrina, sempre allo scopo di reggere al massacro cui erano sottoposti negli interi finesettimana. Tornando alle pasticche di Moss non è dato sapere di cosa si trattasse ma a detta dello stesso pilota: “Non so cosa ci fosse dentro quelle pastiglie, ma di sicuro funzionavano! Oggi non sarebbero certo consentite”.
Vanni
25 mar 2006 - 13:40 - #1beh,non avevano già parlato di assunzione di cocaina da parte dei piloti di F1??…
Axel351
25 mar 2006 - 13:47 - #2Non vedo intaccato l’onore di Moss e nemmeno dell’impresa che ha compiuto. Sono epoche diverse, un tempo non sapevano nemmeno cosa fosse il doping nel mondo dell’automobilismo e si assumevano farmaci senza la conoscenza di cosa fossero.
Basta guardare una foto dei piloti dell’epoca, di sicuro non in forma e perfetti come quelli di adesso!
Ora come ora i piloti sono più che esperti atleti, oltre a non poter assumere sostanze vietate devono seguire regole ferree sulla dieta e sul fisico.
E di sicuro qualcuno che consuma sostanze al limite del divieto c’è di sicuro.
No, nessuna macchia, quella è stata una gara storica con o senza doping.
Frango
25 mar 2006 - 13:54 - #3nessuna pubblicità stefano… la mille miglia, così come era ai tempi, era umanamente impossibile da fare senza ricorso, come minimo a massicce dosi di caffeina (che sopra un certo limite viene sanzionata come doping)
non solo i 1600 kilometri di gara consecutivi con piccolissime soste tra una tappa e l’altra, ma anche la necessità di una concentrazione estrema, non potendo imparare a memoria il percorso
vorrei sottolineare come all’epoca non si conoscevano gli effetti collaterali di determinate sostanze (i piloti d’aereo inglesi della seconda guerra mondiale prendevano addirittura anfetamine), e lo stesso fausto coppi in un intervista radiofonica ammetteva senza problemi di bere “la bomba”, bevanda di cui descriveva gli ingredienti, praticamente un mix delle varie sostanze oggi vietate più un “paio di gambe nuove e tanta volontà di finire”
giani
25 mar 2006 - 14:30 - #4Come dice Frango in passato si è fatto largo uso di anfetamine in particolare fra gli anni ‘20 e gli anni ‘50 ; in quel periodo poco nulla si sapeva sugli effetti collaterali, perciò era considerata normale la pratica della distribuzione anche fra i soldati in guerra. Effetti: ipereccitazione, iperattività, soppressione del sonno e della stanchezza.
Sarei curioso di sapere quanto ha impiegato per riprendersi dalla gara!
.....
25 mar 2006 - 14:56 - #5La cosa non mi stupisce affatto, anzi, tutto questo discorso nulla toglie alle imprese di questi grandi campioni.
ciao