Ieri si sono celebrati 80 anni del "Barone Rampante"

Wolfgang von Trips, pilota nobileCome ci ha giustamente segnalato il nostro lettore Vittorio84, ieri si celebravano gli 80 anni dalla nascita di Wolfgang von Trips - uno dei piloti più amati dall'indimenticabile Enzo Ferrari - che fu un nobile, solare e veloce pilota della Scuderia Ferrari.

Von Trips iniziò la sua carriera ufficiale nel 1957, Gran Premio d’Argentina del 1957, ma la sua prima apparazione fu a Monza, 4 mesi prima, quando dopo essersi iscritto con la Ferrari aveva distrutto la vettura e si era quasi ammazzato senza riuscire a qualificarsi.

Ma l'anno dopo la Scuderia di Maranello lo ricontattò, come raccontò lo stesso Enzo Ferrari nelle sue memorie: “Il pilota che apre la quarta generazione, quella che segna la svolta professionistica è Wolfgang von Trips. Questo ragazzo mi fu particolarmente caro, perché era un giovane di grande nobiltà d’animo".

"Era l’unico discendente di una famiglia baronale, una di quelle che in Germania rappresentano ancora il feudalesimo terriero. Un giovane Junker. Viveva in un vecchio castello nella foresta e si dilettava con l’equitazione: amava tutti gli sport, ma in particolare l’automobilismo, ed era un signore nella guida come lo era nella vita.

Pilota velocissimo, era capace di qualsiasi ardimento senza che quel sorriso costantemente atteggiato a una leggera mestizia abbandonasse il suo volto finemente nobile”.

Era stato Hawthorn a soprannominarlo “Taffy” per ragioni oscure, forse per via di una filastrocca. Fu il nomignolo che von Trips conservò anche quando iniziò a vincere, nel 1961, in Olanda e Inghilterra, avviandosi verso la palma di campione del mondo.

Finché non arrivò la tragica gara di Monza Ed è sempre lo stesso Ferrari a raccontare: “Morì in quel Gran Premio d’Italia che doveva essere il suo trionfo. Al secondo giro subì il tamponamento di Clark, che lo incalzava al centimetro. Alla Parabolica la Ferrari di von Trips decolla verso le reti di protezione:

L’irreparabile avvenne fulmineo. Clark ne uscì indenne, ma Taffy fu letteralmente frombolato in mezzo al pubblico e le conseguenze assunsero dimensioni catastrofiche”.

L’incidente è fatale anche per 12 spettatori, ma la corsa non viene sospesa. Vince Phil Hill, gara e Titolo, ignaro della sorte toccata al suo compagno di squadra: “Finiva in questo modo sconvolgente un’annata per noi gloriosa. Quella giornata, che doveva essere il premio all’ardimento, alle vittorie, ai successi e al lavoro di tutti ci portò alla più cruda e dolorosa amarezza”.

via | Grand Chelem

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