Barrichello torna sulla disparità di trattamento in Ferrari

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In Turchia il brasiliano Rubens Barrichello segnerà il più alto numero di Gran Premi disputati da un pilota di Formula 1. Mai, prima di lui, qualcuno era riuscito ad affrontare tante sfide nel mondo del Circus. Il traguardo alle porte gli regala l'occasione per riflettere sulla carriera, togliendosi qualche sassolino dalle scarpe. Specie con gli uomini della Ferrari, rei, a suo avviso, di aver tradito i patti.

Dice Barrichello: "Quando firmai il contratto con Maranello non c'era nulla che dicesse che i piloti sarebbero stati trattati in modo diverso. Mi arrabbiavo, perché tutti sostenevano che non esistevano differenze. Invece era una battaglia impari". Ai microfoni di TV Globo il driver carioca chiarisce meglio la sua tesi facendo riferimento alla gara di Indianapolis del 2005, che registrò la partecipazione di sole sei vetture.

In quella circostanza la squadra cercò di favorire Michael Schumacher: "A un certo punto il team mi invitò a rallentare il passo, in modo che Michael potesse avvicinarsi e superarmi". Fu la classica goccia che fece traboccare il vaso: "In quel momento -conclude Rubinho- mi resi conto che dovevo andarmene".

Via | F1grandprix.it

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