La recessione economica mondiale si sente? Sen bza dubbio, e anche la Formula1 non ne è esente, tutt’altro! Ed il recente addio del team Super Aguri dal dorato circus della massima serie ne è un esempio fin troppo lampante. Tanto da poter quasi essere considerato come una avvisaglia sul futuro.
Così mentre lo schieramento scende a sole 20 monoposto al via dei GP, la Fia ha capito che la situazione potrebbe essere più grave del previsto, e sembra aver deciso di premere sull’acceleratore di un piano di cui si era già parlato nei mesi scorsi: ovvero il tetto per il budget a disposizione delle scuderie.
Tanto che le nuove regole potrebbero arrivare molto presto: addirittura secondo il settimanale britannico Autosport già dalla stagione 2009, dove potrebbe essere introdotto un “tetto” che verrà poi via via abbassato.
A riguardo la Federazione internazionale auto ha scritto a tutti i team di F1 proponendo le cifre base per le future trattative. Che dovrebbero essere: per il 2009 limite di 175 milioni di euro, per il 2010 di 140 milioni e per il 2011 di 110 milioni. Senza limiti specifici, nell’ambito della cifra, sulla destinazione delle somme alle singole voci di bilancio.
Una ipotesi che però ha suscitato tra gli addetti ai lavori reazioni contrastanti. A partire da Flavio Briatore che, riguardo il contenimento dei costi, è stato un paladino in tempi non sospetti. A riguardo il responsabile della Renault ha evidenziato che la sua scuderia spende ora “il 40% in meno rispetto al tetto:
“Se voglio arrivare al limite devo spendere di più, non ha senso. La F.1 è inserita in un contesto economico generale che comprende anche sponsor e Case costruttrici. Forse non succederà oggi o domani ma la situazione economica mondiale di sicuro influirà su di noi”
Più scettico, ma forse anche più realista, il n°1 della McLaren, Ron Dennis, che dubita che la Fia sia realmente in grado di controllare le spese delle scuderie e ritiene più opportuno il ricorso “al buon senso”: Dennis si è diciarato perplesso sulla reale possibilità di controllare i costi “quando sono coinvolte compagnie che hanno strutture di ricerca e sviluppo in altri paesi, dove magari è difficile comprendere a fondo lingua e documenti. Sono perplesso sulla possibilità di monitorare i costi in Germania, Cina o Giappone. Come si fa?“.
Ma anche lui ha concluso dicendosi pronto a sostenere soluzioni “oggetto di valutazioni concrete“.
via | Gazzetta
Deimos
15 mag 2008 - 09:46 - #1Il tetto del budget è applicabile in sport dove non c’è ricerca e sviluppo (Football americano - NBA - magari un giorno il calcio). In F1 oltre ad essere poco controllabile non avrebbe senso.
giulianog
15 mag 2008 - 10:16 - #2Come mai non se lo da anche Ecclestone un budget…..invece di spremere fino all’osso tutto e tutti. Al circuito di Turchia (di sua proprietà) c’erano quattro gatti durante il GP ma non ha mai detto di “tagliarlo” fuori dal mondiale …( chissà perchè ;-))…..ma che bisogna “educare” lo sportivo turco, mentre altri circuiti gloriosi solo perchè l’affluenza è stata un po’ sotto le attese, li ha soppressi senza battere ciglio…
teo_(23)
15 mag 2008 - 10:47 - #3ohh ditemi quello che volete ma io la penso come Dennis!
fatta la regola trovato l’inganno
Robocop81
15 mag 2008 - 13:42 - #4D’accordo con Deimos, +1!!
chrisxxx
15 mag 2008 - 13:56 - #5è vero teo, anch’io la penso così. considero un tetto al budget una cosa positiva ma impossibile da controllare.
se adesempio hanno superato il budget per la ricerca aerodinamica chi ti garantisce che i costruttori non proseguano la ricerca in altre sedi magari fuori dalla giurisdizione della FIA (ad esempio nelle sedi di costruzione e ricerca delle macchine stradali) , quidi incontrollabili?
Gattopazzo
15 mag 2008 - 16:33 - #6Ritengo che piu che dare un tetto di budget si dovrebbe entrare nell’ottica delle “auto clienti”, in maniera che mezza griglia venda l’auto all’altra metà.
Le squadre ufficiali rientrano di una parte dei costi mentre le squadre piccole anzichè spendere soldi inutilmente si ritroverebbero in mano macchine decenti e già sviluppate.
Questo oltretutto sposterebbe l’interesse delle scuderie “minori” dai piloti vecchi (”esperti” di sviluppo, bolliti e costosi) verso piloti giovani, meno costosi e con tanta voglia di farsi vedere, che così si ritroverebbero in mano mezzi relativamente competitivi (comunque avanti rispetto a certe carrette attuali) prima di imbolsire nelle retrovie… chissà che non ci guadgni un po anche lo spettacolo.
Robocop81
15 mag 2008 - 18:51 - #7Giusto, Gattopazzo, ci stavano provando Toro Rosso e Super Aguri, ma poi qualche genio ha deciso che la vendita di telai in F1 non si può più fare estromettendo di fatto la SA e a breve anche la STR… Lasciando la F1 in mano ai costruttori che possono spendere quanto vogliono, tanto se volevano davvero abbassare i costi per iniziare non si trascinavano in giro per il mondo mega-motorhome di 3 piani e glamour vari…
GruppoC
16 mag 2008 - 09:40 - #8E’ IMPOSSIBILE pensare di controllare le spese di una scuderia.
Bisognerebbe che il regolamento lasciasse piena libertà ai progettisti, in modo da premiare di più chi ha fantasia e meno chi ha tanti soldi da spendere. Finchè le F1 non saranno altro che delle GP2 estremizzate, è ovvio che i team non baderanno a spese in galleria del vento ed in migliaia di kilometri di test, al fine di mettere a punto quello che è un vero e proprio progetto “preconfezionato”.
Cmq il lievitare dei costi è anche una diretta conseguenza della presenza di così tanti costruttori ufficiali, e di quanto la loro competizione sia esaltata a livello di marketing.
chrisxxx
16 mag 2008 - 10:49 - #9io farei solo ferrari e mcalren che fanno le macchine e gli altri che usano le ferrari e le mclaren clienti identiche alle originali, così c’è sia spettacolo, che diversità, che budget contenuto :D
Gattopazzo
19 mag 2008 - 12:05 - #10Robocop
il problema è che ci hanno provato in un certo senso a sgamo, sfruttando ombre regolamentari e tirandole avanti a suon di carta bollata.
Io parlo proprio di mettere mano al regolamento e permettere esplicitamente la cosa.
Come al solito la “massima serie” arriva in ritardo rispetto agli altri campionati, dove hanno da tempo capito che privati e ufficiali non possono competere direttamente; altrove questo problema è stato affrontato proponendo classifiche separate o sfruttando macchine “in kit” costruite da aziende esterne alla competizione, in formula uno basterebbe liberalizzare la vendita delle monoposto. Anche auto vecchie aggiornate per molti team sarebbero un enorme passo avanti.