Ferrari verso il GP di Spagna di F1 con Alonso come idolo di casa

Si avvicina l'appuntamento con il Gran Premio di Spagna di Formula 1, ospitato in una terra sempre più legata all'universo automobilistico. Il merito di questo grande interesse si lega a due grandi personaggi di quella nazione, che hanno tenuto alti i colori iberici nel WRC e nel Circus.

Stiamo parlando, ovviamente, di Carlos Sainz e Fernando Alonso, che vantano due titoli mondiali a testa nel loro luminoso palmares. Ad ospitare l'evento all'orizzonte sarà il Circuit de Catalunya, vicino Barcellona. Qui si sono disputate ventidue edizioni della sfida spagnola.

I successi raccolti dalla Ferrari, come riporta il sito ufficiale della casa di Maranello, sono stati sette in questo spazio temporale. L'ultimo sigillo delle "rosse" risale però al 2007, quando Kimi Raikkonen conquistò il titolo iridato con un bolide del "cavallino rampante".

Una tradizione decisamente positiva, ma a far diventare l'appuntamento spagnolo davvero molto speciale per tutta la scuderia è stato l'arrivo in squadra di Fernando Alonso, che genera un calore e una partecipazione emotiva del pubblico davvero intensa e coinvolgente.

L'evento si trasforma così in una festa per lui, che lo spinge a cercare di ripagare tanto affetto con un impegno in pista al massimo livello, come sempre del resto. Nelle sue undici partecipazioni complessive, spicca la vittoria nel 2006, conseguita davanti al Re di Spagna Juan Carlos. Complessivamente Fernando ha conquistato sei piazzamenti sul podio e, nelle tre edizioni in cui è sceso in pista con la Ferrari, il bottino è stato di due piazze d’onore ed un quinto posto.

Ecco le sue parole sullo spazio web della Ferrari: "La vittoria a Barcellona del 2006 – insieme a quella di Monza nel 2010 e quella di Valencia l’anno scorso – sono indubbiamente le gare che mi hanno regalato alcune tra le emozioni più belle della mia carriera. Il calore del pubblico e le sensazioni che si provano quando si corre in Spagna sono sempre speciali, dal momento in cui arrivi all’aeroporto e vai in albergo e poi in circuito. I primi giri in pista, il venerdì e il sabato mattina, senti subito la passione dei tifosi sulle tribune e scatta così un’ulteriore motivazione perché vuoi fare quel qualcosa in più, magari nascosto nei dettagli, che li possa far gioire. Nasce anche così la ricerca di quel decimo di prestazione che insegui sempre quando sei nell’abitacolo di una Formula 1".

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