Mateschitz auspica una F1 diversa e più classica

Dietrich Mateschitz crede che le gomme abbiano assunto un peso specifico troppo elevato nel definire le dinamiche delle gare di Formula 1. Secondo lui ci si è spinti troppo avanti quando si è scelto di affidare a questa importante componente un ruolo primario nella geografia agonistica, portando gli pneumatici ad incidere pesantemente sulle trame dei Gran Premi.

Il miliardario austriaco, proprietario del team Red Bull, sostiene che quello odierno non è l’universo racing nella sua accezione classica, perché la variabile gomme esercita un ruolo sempre più pregnante, scrivendo troppi fotogrammi del film sportivo.

In alcune gare la frequenza dei pit stop è fin troppo elevata, imponendo delle strategie forzate che non generano uno spettacolo naturale come quello insito nella natura classica del motorsport.

Mateschitz non è felice della situazione, anche se la Red Bull ha vinto la metà delle gare andate in scena nel 2013. Ecco le sue parole su F1 Times: “I Gran Premi odierni non hanno nulla a che fare con le corse nel senso tradizionale del termine. Oggi non è il pilota più veloce sulla macchina migliore che vince, ma quello che gestisce meglio le gomme sulla macchina più tenera verso le gomme”.

Questo –aggiunge Mateschitz- incide pure sul passo di gara, che non è il più rapido possibile, dal momento che nella gestione del pacchetto bisogna stare attenti a non strapazzare troppo gli pneumatici, davvero poco duraturi. Per mostrare meglio il nostro potenziale avremmo bisogno di intervalli più lunghi fra un pit-stop e l’altro”.

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