F1, Watson vede depotenziato il muretto della Red Bull

L'ex pilota John Watson torna sul tema del mancato rispetto degli ordini di scuderia in casa Red Bull durante il Gran Premio di Malesia di Formula 1.

Secondo lui, in quella circostanza, non sono stati presi gli opportuni provvedimenti, indebolendo gli uomini del muretto, che non avranno più alcun potere nei confronti dei due piloti qualora dovesse ripetersi una situazione particolare in pista.

Ricordiamo che a Sepang c’è stato un chiaro atto di disobbedienza agli ordini di scuderia di parte di Sebastian Vettel che, ignorando le indicazioni dei box, ha scavalcato il compagno di squadra Mark Webber, privandolo del piacere della vittoria.

Il campione del mondo in carica non si è mai pentito di quel gesto, mentre il team principal, Christian Horner, ha detto che la questione è stata chiarita internamente. Anche Helmut Marko, consulente sportivo delle “lattine volanti”, ha minimizzato le voci su una spaccatura tra i due piloti, dicendo che adesso va tutto bene.

Watson, però, crede che la situazione non sia proprio idilliaca, come si evince dalle sue parole pubblicate su Planet F1: “I fatti malesi incideranno sul futuro del team di Milton Keynes. Ho il sospetto che le tensioni potrebbero riesplodere. Ci saranno occasioni in cui Webber e Vettel entreranno in lotta fra loro. In casi del genere il muretto non avrà più poteri di controllo sui due drivers. Posso immaginare Webber portato a non ascoltare gli ordini di scuderia, perché legittimato dalla condotta del compagno di squadra, che non è stato sanzionato dopo aver ignorato le indicazioni provenienti da chi gestisce le operazioni in pista. Anche Vettel non sembra pentito del suo comportamento malese. Penso che la squadra abbia dimostrato un’incredibile debolezza nel non penalizzare il tedesco. Adesso l’autorità del team principal può essere facilmente calpestata”.

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