Force India, lodi da Mallya per Paul Di Resta

Vijay Mallya loda la maturità e il duro lavoro di Paul Di Resta. Il proprietario della Force India esprime il suo elogio nei confronti del pilota d'oltremanica, che ha messo alle spalle il difficile finale di stagione dello scorso anno, per guadagnare le luci dei riflettori in questo primo scorcio di campionato.

Lo scozzese è finito a punti in tre dei quattro Gran Premi sin qui disputati, sfiorando il podio in Bahrain. Attualmente il suo vantaggio in classifica sul compagno di squadra Adrian Sutil è di quattordici punti.

Questo concorre ad inquadrare meglio il tenore delle sue performance. Ecco le parole di Mallya, riportate da F1 Times: “Le prestazioni di Paul confermano quanto è maturato come pilota. Lui sta offrendo costantemente una buona tempra e noi stiamo raccogliendo i frutti di tutto il suo duro lavoro”.

Ricordo –prosegue il ricco imprenditore indiano- il difficile finale di stagione che ha vissuto lo scorso anno, ma sta dimostrando di avere grande forza mentale. Questa lo ha portato a trovare la giusta determinazione per riorganizzarsi durante l'inverno e riconquistare la sua forma migliore. Sta spingendo il team ed è esigente verso tutti. E’ esattamente quello che ci serve. Con simili premesse, guardiamo con fiducia all’appuntamento di Barcellona”.

Anche Bob Fernley crede molto nelle doti di Paul di Resta. Secondo il vice team principal della Force India, il pilota scozzese sarebbe già diventato campione del mondo se avesse occupato il posto guida di una Red Bull.

Di Resta, come ricorda il sito di F1 Times, è stato molto vicino alla conquista del primo podio nella sfida di Sakhir, che ha mancato di poco.

Interpellato da Sky Sport sulla possibilità iridate di Paul qualora fosse stato al volante di una “lattina volante”, Fernley ha risposto: "Assolutamente sì, avrebbe già un titolo all’attivo, perché lui è molto bravo e veloce. Del resto non è il solo che sarebbe riuscito nell’impresa. Oggi ci sono in griglia molti drivers che con l’auto giusta e un pacchetto adeguato sarebbero campioni del mondo, perché le doti di pilotaggio in giro non mancano”.

Del resto, nella Formula 1 odierna la monoposto è forse più importante che mai. Chi trova la strada migliore gode di un vantaggio a volte importante nei confronti dei rivali, che non può essere colmato facilmente, pur avendo delle qualità professionali di altissimo livello.

Certo, qualche pilota riesce a fare i miracoli anche in presenza di un mezzo inferiore, come Fernando Alonso lo scorso anno con la Ferrari, ma non tutti, per quanto bravi, sanno sopperire in modo così marcato alle lacune della monoposto, il cui apporto al risultato è fondamentale. Senza una buona base è impossibile puntare ai risultati più luminosi, a meno che la gara non si svolga in condizioni particolari, che scombussolano il quadro. Ma in quel caso la storia è diversa, come pure l’analisi.

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