
Le gare del WTCC sono troppo corte. Le auto non sono abbastanza “da sogno”. Non sono abbastanza “pompate”. Vanno troppo piano per quello che costano.
Ho riportato le critiche che vengono periodicamente fuori quando noi appassionati, noti masochisti sempre alla ricerca del “campionato ideale”, parliamo del Mondiale FIA Turismo, ed delle macchine che ci corrono. Critiche non prive di fondamento, ma il WTCC rappresenta un successo indiscutibile quando si va sul piano della capacità di riempire gli autodromi, e sulla possibilità che offre alle case di fare dell’ottima comunicazione e dell’ottimo marketing. Andiamo ad analizzare separatamente i due aspetti principali di questo successo, dato che il secondo non potrebbe esserci senza il primo.
Power to the people
La foto di apertura non mostra il podio del Gran Premio di Formula 1. Sono Alain Menu, Yvan Muller ed Augusto Farfus i campioni applauditi da un pubblico che riempie il rettilineo dei box. Alla fine ammonterà a 45000 la stima degli spettatori complessivi del weekend di gara.
Allora è possibile, in una nazione in cui i giornali parlano solo di Formula 1, portare spettatori, decine di migliaia di spettatori, in un altro evento automobilistico.
A cosa è dovuto questo successo? Non è solo questione di biglietti regalati in gran numero dalla Seat. Almeno non solo.
E’ infatti innegabile che il WTCC possa mettere in campo uno sforzo promozionale e comunicativo imponente, grazie agli abbondanti fondi messi a disposizione dalle case. Ma non è buttando biglietti dalla finestra che si portano gli appassionati in pista.
Il pubblico italiano ha fame di automobilismo, e in special modo di automobilismo vero, fatto di battaglie e sorpassi. La maggior parte dei campionati a ruote coperte che si corrono in Italia potrebbe avere tanti appassionati sulle tribune, ma quanti milanesi, romani e bolognesi sanno che nel loro circuito di casa, la Monza, Vallelunga o Imola della situazione, le auto dei loro sogni, Porsche, Ferrari o Maserati, si stanno sfidando in una gara spettacolarissima??? Nessuno che non legga i giornali specializzati. L’automobilismo italiano vive nella clandestinità.
Lo sforzo comunicativo del WTCC invece non trascura nessun mezzo di comunicazione. Pagine pubblicitarie su tutti i quotidiani, Televisione, radio nazionali, internet. E poi il mezzo più antico ma forse più efficace: portare le auto in piazza il giovedì prima della gara. E così, in Piazza Duomo a Milano migliaia di persone hanno “scoperto” le grintose Super2000, ed il fatto che avrebbero potuto vederle all’opera all’Autodromo Nazionale di Monza. Non è certo una novità. Persino la Formula 1 lo fa, quando va a correre in nazioni nuove entrate nel Mondiale. Per non parlare della NASCAR, del FIA GT, della IRL e della CART. Quand’è che anche gli organizzatori italiani lo capiranno?
E poi una copertura televisiva eccellente sulla più grande potenza europea del settore, vale a dire Eurosport. Certo non tutti i campionati possono permettersi simili alleanze (Eurosport ha contribuito a far nascere l’Europeo, oggi divenuto Mondiale), ma in Italia abbiamo avuto persino casi di coperture televisive discrete buttate al vento in nome di quattro lire in più (tipo l’Italiano GT passato da SKY Sport alla “pay per view”).
Terzo elemento che gli spettatori “profani” presenti in pista avranno sicuramente apprezzato, è un programma comprendente belle gare di contorno, come una spettacolare Formula 3000, e le GT da sogno dell’Open GT, le sessioni di autografi, e un po’ di “sgumme” per il pubblico più di bocca buona.
Tutti questi accorgimenti si possono replicare anche su scala nazionale.
Magari non ci si può permettere di “affittare” un pezzo di Piazza Duomo, ma un angolo di un centro commerciale il weekend prima della gara?
Magari esponendo non necessariamente l’auto che correrà, ma magari il telaio dell’anno prima che passa il tempo in officina ad impolverarsi?
Magari non ci si può permettere di regalare i biglietti, ma regalare compreso nel prezzo del biglietto una bella maglietta o un modellino da pochi euri? Alla gente l’idea di “fare un affare” piace ancora di più di avere qualcosa a basso prezzo…
Comunicare attraverso le corse
Nonostante sia diventato quasi politically scorrect far pubblicità sulle prestazioni, non c’è niente come le corse per raggiungere importanti obiettivi di marketing. Far conoscere maggiormente un marchio, dare un’immagine più dinamica e giovanile ad un marchio già conosciuto, far conoscere la validità di determinate soluzioni tecnologiche, elevare l’immagine complessiva di una casa a livello di concorrenti più prestigiosi.
Il Gruppo VW ha di volta in volta utilizzato tutti i vari tipi di gare a ruote coperte, dai rally alle gare di durata, principalmente col marchio Audi, per raggiungere tutti gli obiettivi elencati. Sempre con costi infinitesimali rispetto alla Formula 1.
Il WTCC è oggi il terreno di caccia scelto per la Seat per migliorare il proprio posizionamento sul mercato. Dal debutto di due anni fa, le Toledo e poi le Leon hanno avuto risultati sempre migliori e nel 2006 la Seat ha incrementato ulteriormente il proprio investimento. Ben sei sono le auto ufficiali, con 6 piloti di sei nazionalità europee diverse, per attrarre il tifo del pubblico nel maggior numero di gare possibili.
E veniamo ai biglietti omaggio. Insieme ai biglietti sono stati distribuiti cappellini e cuscini. Vivendo le gare dalle tribune ci siamo resi conto di quanta gente facesse il tifo per le Seat, mentre queste attaccavano le BMW. Inoltre, per sostituirsi più velocemente nel cuore dei tifosi ad un Alfa dalle limitate prospettive, i cappellini e i cuscini sono stati realizzati in color rosso, benché le Leon abbiano giallo e blu come colore dominante.
Chi si trovava a Monza, dopo le gare che hanno visto Muller conquistare la testa della classifica davanti ai piloti delle più prestigiose Alfa e BMW, è andato a casa con un’immagine della Seat finalmente paragonabile a tutti gli effetti a quella delle grandi case storiche europee. Non ancora un alternativa alla BMW, ma nemmeno l’auto economica, o la parente povera di Volkswagen ed Audi. Con in più una forte caratterizzazione verso i giovani, una parte dei quali rimarrà fedele alla casa quando cambierà la sua attuale Seat.
Nel suo piccolo anche la Chevrolet, grazie alla partecipazione al WTCC, sta migliorando fortemente la propria immagine di ex-Daewoo. Ma sarà necessario inserire al più presto nelle gamme stradali delle versioni “pepate”, altrimenti lo sforzo di riposizionamento verso l’altro rimarrà a metà.
Una scommessa vinta?
Alla luce di tutto ciò che abbiamo detto, possiamo dire che il WTCC sia una scommessa vinta. Il regolamento Super2000 ha permesso di contenere i costi rispetto al precedente regolamento D2, e rende ancora più facile affidare a strutture esterne la preparazione delle auto, come dimostra la buona competitività delle Honda preparate “in proprio” dalla JAS.
Il divorzio dal Mondiale FIA GT, una serie complementare col WTCC nell’economia del weekend, è stato metabolizzato accogliendo un nuovo campionato, l’Open GT, meno ingombrante come tempi (solo un’ora di gara in luogo di tre), e come immagine, con la sua base di partecipanti totalmente composta da team privatissimi.
Le Super2000 certo non sono “da sogno”, ci mettono una vita a percorrere tutto il rettilineo dei box di Monza, ma al pubblico vengono regalate tonnellate di spettacolo.
I 45000 di Monza torneranno, ancora più numerosi. Vorrà tornare sul serio, in forma totalmente ufficiale, anche un certo gruppo automobilistico italiano?
Paolo Bitta
04 apr 2006 - 00:22 - #1penso che il WTCC sia un bellissimo campionato che, come la superbike, utilizza mezzi “normali” che chiunque potrebbe acquistare in un concessionario…però nessuno dei due viene viene supportato a sufficienza dai media, al contrario di motogp e f1…peccato…
Marco Della Monica
04 apr 2006 - 00:34 - #2Bellissimo pezzo Frango. Sono d’accordo su tutti gli elementi che hai affrontato. Il WTCC si è dimostrato così avvincente, nella gara di Monza, che mi ritorna quella paura sottile di una lobby effeuno che non gradisce questi risultati. Rocordiamoci la storia dei campionati come l’Europeo Turismo degli anni ‘70/’80, i Gr. C, l’ITC, etc. etc.
paco
04 apr 2006 - 02:24 - #3ma ragazzi un pò di serietà, non possiamo paragonare auto come le vecchie dtm o le gruppo a degli anni ‘80 a queste che, senza offesa, sono un pò patetiche! come è possibile che la massima espressione del turismo mondiale si accontenti di macchine poco più che propedeutiche, quando 10 anni fa si correva con mezzi assai più seri (bellissimo il vostro articolo di poco tempo fa). dall’itc (veramente il meglio) si passò al superturismo per ridurre i costi, all’inizio tutti entusiasti poi di nuovo un’ulteriore triste abbassamento…andando avanti così si correrà con i carrelli della spesa con scritto sopra bmw…
Gian
04 apr 2006 - 06:31 - #4A dire la verita’ io mi diverto di piu’ a guardare queste “patacche” (come le chiama qualcuno) che la F1… qui si’ che si vede lo spettacolo. Sportellate e sorpassi a non finire. Ha ragione Paolo Bitta, e’ come la superbike. Molti la conoscono e la seguono, ma non e’ molto “pubblicizzata” perche’ ci sono campionati piu “importanti” (notare gli apici) che li “nascondono”.
Sauzer
04 apr 2006 - 09:22 - #5W le sportellate…
paco
04 apr 2006 - 12:50 - #6si ma qua nessuno penso ritenga automobilismo la f1, che ormai si è trasformata in un baraccone a se stante modello wrestling…dico soltanto che vorrei vedere in un campionato che si definisce mondiale delle auto anche solo un pò più potenti della s3 rimappata del mio vicino di casa, il che non mi sembra un’eresia dato che fino a qualche anno fa queste categorie correvano regolarmente…
Vanni
04 apr 2006 - 12:53 - #7tutto bello,però sono d’accordo con che dice che stanno diventando troppo poco potenti a livello di motore le auto turismo: una volta c’era l’audi quattro da 700 e passa cv…adesso queste hanno poco più di 250 cv(li trovi anche su una golf R32)e 5 marcie,come se non bastasse…lo so che si corre il rischio che da un giorno all’altro i costi facciano scoppiare tutto in una bolla di sapone,ma io preferisco il dtm,dove ci sono almeno 450/500 cv.
Frango
04 apr 2006 - 14:53 - #8il dtm esiste perchè l’audi si è trovata in tasca du lire in + del previsto, dopo aver costruito la r10, altrimenti ciao…
Frango
04 apr 2006 - 14:54 - #9inoltre nella stessa domenica del WTCC ci si può comunque saziare di cavalli con le GT, le Formula 3000 e la Coppa Maserati
PesaroX
04 apr 2006 - 15:01 - #10E’ vero che vedere auto da corsa con molti cavalli è sempre bello ma và detto anche che tanti cavalli non sono sempre sinonimo di spettacolo.
Marco Della Monica
04 apr 2006 - 16:30 - #11Per i commenti 3,7 e 10: sicuramente queste Super2000 sono molto meno spettacolari e affascinanti delle Superturismo categoria D2. Il problema, però, è sempre da inquadrare in termini di costi. Per tutte le Case più importanti il parametro di riferimento, in termini di investimenti, rimane la F1. All’epoca del Superturismo, quando non esisteva un Campionato del Mondo, una casa spendeva cifre da capogiro per presidiare con proprie squadre ufficiali e semi-ufficiali cifre da capogire che diventavano poco conventienti in termini di ritorno. Questo nuovo regolamento, sicuramente un’involuzione, si è reso necessario proprio per convincere i costruttori a rientrare in forma massiccia e, sembra, che il gioco inizi a funzionare se pensiamo ad una Lada, recentemente rinazionalizzata, che decide di affacciarsi sulla scena. Infine i privati, la linfa di questo genere di competizioni. Se scorriamo la griglia ne vediamo diversi e tutti di buon livello, come abbiamo visto possono anche sperare di lottare per le posizioni di vertice e questo grazie ad un regolamento che a livellato l’aspetto tecnico a tutto vantaggio di un compattamento dell’intero gruppo dei partecipanti. Per adesso, secondo me, è saggio tenerci questo pacchetto tecnico, lavorare, come ha sottolineato Frango, sulla comunicazione, richiamare ulteriori protagonisti e vedere cosa succede.
paco
04 apr 2006 - 17:06 - #12sicuramente il livello di spettacolarità del campionato è elevato ed oltretutto i nomi dei piloti sono decisamente di alto livello, ma secondo me abolire le flangiature ai motori, ad esempio, non aumenterebbe i costi di troppo…non vedo poi perchè una casa non possa presentarsi con la trazione integrale se ha macchine del genere in listino.non vorrei esagerare ma mi sembra che anche in europa ci si stia avvicinando al concetto di gare usa, dove a contare è solo lo spettacolo modello coca e pop-corn, con auto del tutto simili ed unificate distanti anni luce dalla tecnologia moderna…ripeto infine un parere che espressi tempo in cui dissi che le uniche auto derivate dalla serie veramente interessanti siano ormai le sole wrc, ma ormai stanno smontando anche quelle…
Frango
04 apr 2006 - 17:33 - #13in realtà non ci sono flangiature ma limitatori di giri
non sempre limitano anche i costi, anzi per superare il massimo di cavalli fisiologico con un certo numero di giri bisogna spendere eccome, ma non avrebbe senso fare motori da 10000 giri ed oltre finendo nell’assurda spirale di costi della Formula 1.
ma qui comunque non posso darti nemmeno torto a priori
ciò che non riesco a capire è il paragone con la nascar: siamo all’estremo opposto
nella nascar abbiamo delle monoposto tutte uguali con sopra delle carrozzerie tutte uguali che differiscono solo per gli adesivi
qui abbiamo delle auto relativamente vicine alla serie, che sono piuttosto diverse tra loro (non mi dirai che una bmw, una leon e una lacetti sono la stessa cosa)
poi lo spettacolo può non piacere (ci sono tanti americani che non sopportano la nascar e i suoi 195 giri su 200 quasi ininfluenti sul risultato finale)
ma finchè il giocattolo funziona, io direi di tenercelo stretto ;-)
paco
05 apr 2006 - 01:51 - #14mi riferivo al fatto, ad esempio, delle zavorre da applicare alle auto via via più veloci durante la stagione: secondo me è un controsenso, insomma la bmw si è sbattuta per fare una L6 TP per poi vedersi penalizzata dai regolamenti ed avere in parte una assai più modesta leon…(infatti ora se ne sono accorti e sono passati ad un L4). è per questo che dico che si sta cercando un livellamento forzato ed innaturale anche dove è palese il dislivello delle forze in campo (potremmo citare anche il mondiale gt)che assomiglia tanto ai giochi da ragazzini sulla playstation dove una punto sorpassa una carrera gt…se questi sono i massimi campionati mondiali, preferisco rivedermi le cassette delle gare di qualche anno fa…
Frango
05 apr 2006 - 19:05 - #15rileggi le prime cinque righe del mio editoriale… mi confermi che siamo una massa di masochisti
paco
06 apr 2006 - 02:07 - #16verissimo, ma è questo il bello, non accontentarsi mai…
Krokko
12 apr 2006 - 01:25 - #17Sono d’accordo che auto come quelle del vecchio DTM (o dell’attuale GT giapponese) sono certamente più veloci e spettacolari delle attuali WTCC, ma ricordiamoci che proprio l’eccessiva esasperazione ha portato a costi eccessivi e, insieme ad altri motivi, alla morte del vecchio DTM. Come del resto sta ora capitando anche a WRC e S1600.
Quindi non lamentiamoci troppo, auspichiamo pure auto un po’ più mostruose senza essere estreme tecnologicamente, e godiamoci le sportellate del WTCC. Che poi non direi vadano così piano: non dimentichiamo che oltre ai cavalli conta il peso…
Marco Della Monica
12 apr 2006 - 08:47 - #18Quoto in pieno krokko
Luca
02 mag 2006 - 22:55 - #19il WTCC è un gran campionato, andare a vedere delle gare la domenica con questo tipo di qualità/prezzo è il massimo, vedi gare corte, d’accordo, ma molto divertenti e paghi una cavolata……..prenda esempio la formula 1 che è uno spreco di denaro…..si uno all’autodromo non si addormenta come in poltrona…..
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12 nov 2007 - 20:14 - #20small hard nipplessmall hard nipples