I test di metà stagione? Per i team non rappresentano una priorità

Il managing director del team McLaren commenta con freddezza la possibile reintroduzione dei test di metà stagione. "Non mi sembra che le monoposto siano ora meno affidabili" il parere di Jonathan Neale, ritenendo l'argomento una non priorità.

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La maggior parte delle scuderie impegnate nel campionato Formula 1 è ancora scettica sulla reintroduzione dei test in calendario a metà stagione. Ne è convinto Jonathan Neale, managing director del team McLaren, intervenuto su Autosport a poche ore da un appuntamento cruciale: nel fine settimana si svolgerà a Barcellona lo Sporting Working Group, tradizionale appuntamento organizzato dalla FOTA in cui verrà affrontato (anche) il tema dei test. Resta infatti da chiarire dove, quando e come programmarli, senza scontentare le richieste di nessuno. “Non mi sembra che le monoposto di Formula 1 siano meno affidabili da quando abbiamo eliminato i test – ha spiegato il manager –. L’utilizzo ormai diffuso di simulatori e modelli rende l’impegno in pista meno obbligatorio”

“Penso che dovremo essere estremamente cauti nel reintrodurre i test, a patto che realmente si voglia optare per questa soluzione – ha commentato Neale –. Ci sarà molta pressione”. Il manager ha poi confessato che “pensare a nove o dodici giornate in pista significa ripristinare una sorta di test collettivi, ma non è certo ciò che abbiamo previsto per diminuire i costi della Formula 1”. “Affronto il tema con estrema cautela – ha concluso Neale –. Da parte mia sono concorde con quanto affermato da Ross Brawn”, il quale riteneva non più sostenibile la creazione di squadre di lavoro specifiche per i test.

La maggior parte dei test venne abolita ad inizio 2009, con il principale obiettivo di ridurre i costi. Da allora nessuno fra i principali attori ne ha avvertito la mancanza.

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