F1: dal 2014 un sistema di patente a punti. No ai test liberi

In 12 mesi ciascun pilota non dovrà commettere infrazioni per un totale complessivo di 12 punti, pena la sospensione da una gara. La gravità della sanzione determina il valore dell'ammenda: potranno quindi essere comminate penalità da 1, 2 o 3 punti.

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Sette delle undici scuderie iscritte al campionato Formula 1 hanno approvato la decisione di introdurre un sistema per comminare sanzioni ai piloti colpevoli di manovre scorrette o non lecite, mantenendo l’impostazione della patente a punti e punendo i recidivi con la sospensione da una GP. Questa regola attende solo la ratifica dalla FIA e sarà introdotta nel 2014. I quattro team contrari – secondo le indiscrezioni riportate da Autosport – sarebbero Lotus, Red Bull, Toro Rosso e Williams. La decisione è maturata nel tardo pomeriggio di ieri, a Barcellona, al termine di un incontro fra i rappresentanti delle scuderie ed il delegato FIA Charlie Whiting.

Questo sistema di giudizio abbina un punteggio alle sanzioni esistenti. Ciascun pilota non deve quindi collezionare più di 12 punti, pena la sospensione da un Gran Premio. La gravità della sanzione determina ovviamente il valore dell’ammenda: il taglio della chicane ‘vale’ ad esempio 1 punto, la partenza anticipata decurta 2 punti, provocare una collisione evitabile o ignorare la bandiera nera comporta la sottrazione di 3 punti. Il sistema dei 12 punti ha durata annuale e vale quindi per un solo campionato, azzerandosi dalla stagione seguente.

Felipe Massa ha commentato il provvedimento in maniera poco entusiasta. “Non ritengo ci sia una differenza sostanziale con quanto avviene ora - il parere del brasiliano -. I piloti più irruenti saranno chiamati a limitare il proprio ardore, ma per chi come me non ha mai commesso errori o provocato incidenti l’evoluzione resta minima”. I team hanno poi abolito l’idea di organizzare test liberi.

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