F1, McLaren respinge le tesi di chi insinua ordini di scuderia

Dopo il Gran Premio di Spagna di Formula 1 qualcuno ha mosso dei rilievi alla McLaren, ipotizzando degli ordini di scuderia per consentire a Jenson Button di chiudere davanti a Sergio Perez la sfida di Barcellona.

In realtà il team di Woking ha dimostrato a più riprese di non amare queste pratiche, quindi suonano strane le critiche, anche se delle indicazioni dai box sono effettivamente arrivate sulla pista di Montmelò. Ci sono però delle spiegazioni, tecnicamente motivate.

Ricordiamo che nella gara iberica si stava prefigurando un nuovo e intenso duello fra i due interpreti delle vetture britanniche, dopo quello ruota a ruota andato in scena a Sakhir, in Bahrain, che mise a rischio il bottino della squadra.

Nelle ultime fasi della gara dello scorso weekend Perez sembrava più veloce del compagno di team, al quale si stava facendo sotto, prima che un messaggio radio lo mettesse in guardia dal rischio di rimanere con le tele delle gomme, nel tentativo di scavalcare Button.

Questa tesi non convince tutti e c’è qualche osservatore che interpreta la segnalazione giunta dal muretto come un ordine di scuderia, teso a congelare le posizioni. Il team principal Martin Whitmarsh smentisce la tesi, come riporta Planet F1: “La nostra scelta non è stata il frutto del timore di veder ripetere i fatti del Bahrain. Noi non mettiamo freni all’agonismo dei nostri piloti, di cui ci fidiamo, al punto da dargli carta bianca, sapendo che non faranno del male alla squadra. A Barcellona la situazione era particolare, perché le gomme di Sergio era davvero al limite e rischiava di non raggiungere il traguardo. Se aveste visto gli pneumatici della sua monoposto a fine gara vi sareste resi conto di cosa sto parlando. Lo stesso Perez ha ammesso la situazione, quindi il nostro messaggio non era tattico, ma pratico”.

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