Bernie Ecclestone a processo: la posizione del boss della F1 si aggrava

Ancora l'ex banchiere tedesco sul banco dei testimoni: "Avrebbe preferito darsi fuoco, che perdere la Formula 1".

Ecclestone Trial Continues In Munich

Sembra aggravarsi la posizione di Bernie Ecclestone, nel corso del processo di Monaco di Baviera, che lo vede accusato di corruzione. Per la seconda udienza consecutiva, è stato Gerhard Gribkowsky a deporre, come principale testimone dell’accusa. Dopo le rivelazioni di venerdì, nella quarta udienza l’ex banchiere tedesco è entrato nel dettaglio di un nuovo presunto tentativo di corruzione da 80 milioni di dollari, avvenuto a Singapore nel 2005: “Ecclestone aveva dato l’impressione di conoscere molte persone nella città asiatica, compreso il presidente della polizia”.

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Una possibile svolta decisamente negativa per il patron della Formula 1, che rischia fino a 10 anni di carcere per questo lungo procedimento: ci sono ancora una ventina di udienze già calendarizzate e la sentenza arriverà solamente il prossimo settembre. “Il signor Ecclestone aveva un interesse chiaro: proseguire l’opera della sua vita – ha proseguito Gribkowsky, nel corso della sua deposizione – Avrebbe preferito buttarsi in una vasca di benzina e darsi fuoco, piuttosto che perdere il vertice della Formula 1”.

Una dichiarazione choc, accolta da Big Bernie scuotendo la testa. Ecclestone era presente in aula, come nelle precedenti udienze, accompagnato dalla moglie Fabiana Flosi, e si è fatto tradurre parola per parola le accuse dell’ex banchiere della BayernLB. Il n° 1 del circus ha sostenuto di essere stato costretto a versare quei soldi dallo stesso Gribkowsky: “Non sono un estorsore”, la risposta del tedesco. Appuntamento alla prossima udienza.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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