F1 - GP Monaco 2013: le valutazioni Ferrari di Domenicali e Fry

Il Gran Premio di Monaco di Formula 1 non è stato felice per la Ferrari. La scuderia del “cavallino rampante” sperava in un risultato migliore, dopo il successo nella sfida di Barcellona.

Purtroppo le cose non sono andate nel modo migliore per gli uomini di Maranello, che hanno perso terreno nei confronti dei diretti rivali. Le prime avvisaglie si erano avute nelle qualifiche, con una posizione in griglia poco brillante.

In gara si è confermato il disagio, con una prestazione scarsamente fruttuosa. Fernando Alonso si è dovuto accontentare del settimo posto: ora si trova ora a 29 punti da Sebastian Vettel, che governa la classifica conduttori.

Niente di grave, considerando la particolarità della gara di ieri, ma il quadro era migliore prima della sfida del Principato. Ancora più marcata la perdita di terreno della Ferrari nella classifica costruttori, dove il team italiano occupa la piazza d’onore, a 41 punti dalla Red Bull.

La situazione delle “rosse” è stata resa più complessa dall’incidente di Felipe Massa, ma c’è tempo per un eventuale recupero. Interessante scoprire il punto di vista di Stefano Domenicali dopo la gara di ieri.

Ecco le parole del team principal della Ferrari, riportate sul sito ufficiale della scuderia: “Non possiamo dirci felici di questo fine settimana, sia per l’esito della gara di Fernando che per i brutti incidenti occorsi a Felipe. Fortunatamente possiamo dire lui sta bene. Al di là della sorte è stata una corsa complicata, condizionata da qualche problema di natura tecnica. Adesso è importante capire perché qui non siamo riusciti ad essere competitivi come nelle gare precedenti e cercare di reagire già dal Canada. Gli obiettivi sono sempre di migliorare in qualifica e cercare di ritrovare quel rendimento che abbiamo visto sinora”. Frasi rituali, che sentiamo spesso. Vedremo.

Anche il direttore tecnico Pat Fry dice la sua sulla gara: “Non credo sia stato il Gran Premio di Monaco che tutti si aspettavano e dove solitamente i piloti scendono in pista per correre al limite. Mi è sembrata più una gara di contenimento, il cui ritmo lento è stato imposto dal gruppo di testa: è abbastanza evidente come il raggruppamento delle vetture abbia diminuito di conseguenza le opportunità di strategia degli inseguitori. Era impossibile trovare uno spazio per effettuare una sosta e rientrare senza traffico, soprattutto perché il passo nelle ultime posizioni era simile a quello delle prime. In più le varie safety car e le bandiere rosse hanno consentito che lo stesso ragionamento fosse applicato nella seconda metà di gara ed è quindi stata una processione che per tutta la durata della gara ha concesso poche ma rischiose opportunità di sorpasso”. Siete d’accordo con lui?

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • Mail
1 commenti Aggiorna
Ordina: