Abbiamo trovato questo testo, in giro sulla rete, datato 22 Ottobre 2006, ore 9:45 pm, su un blog di nome Suzuki Maruti. E ci è piaciuto. Non è attuale, forse non dice niente di nuovo, o non troverà tutti d’accordo. Ma merita di essere letto. E così ve lo proponiamo anche a voi. Mentre ripensiamo all’uomo di Kerpen, al sette volte campione del mondo, a Micheal Schumacher. Leggenda dei nostri tempi.
“Non ci sono scuse: era antipatico. Anzi, aveva tutti i caratteri insopportabili del “crucco di merda”. Non quello caciarone da Sturmtruppen, che sbevazza birra, si commuove facilmente e chiede sempre il bis al pianobar quando suonano “Il ballo del qua qua”. Ma il crucco peggiore: quello silenzioso, pignolo, maniacale, con un senso del dovere preponderante e una dedizione al lavoro quasi fastidiosa per quanto è naturale e connaturata nello “spirito di un popolo” (sicuramente c’è una parola tedesca che ne è efficace sinonimo).
Infieriamo: non aveva la velocità innata di Senna o di un Felipe Massa, gente un po’ selvatica che sembra vada veloce per necessità; e non aveva i basettoni anni Settanta, che fanno molto pilota britannico (o membro dei Deep Purple, volendo), gran guascone e consumatore di birra. Proprio lui che veniva dal paese dove la birra non è esattamente un piacere per pochi. E non aveva la freddezza aliena dei tanti finlandesi: un popolo nato per correre in automobile, impassibile ai limiti della devianza, come i suoi tanti campioni. Nemmeno aveva la scusa sempre pronta, come quelle mammole dei piloti italiani, che poi sono una versione ricca dei taroccatori di utilitarie che si schiantano al sabato sera in città“.
“Non aveva niente di caratterizzante, era noiosissimo per lo showbusiness: nessuna liason con soubrette o succedanee, mai visto al Billionaire, nessun vizio, sempre la stessa moglie (non esattamente miss-mondo), i figli lontani dalle telecamere, un cane meticcio che si porta in tutti i GP europei (manco uno di razza), nessuna dichiarazione off-topic, vita privata più che blindata, livello polemico molto basso e - nelle poche dichiarazioni - un diluvio di avverbi cautelativi. Insomma, che palle.
Qui gliene abbiamo fatte di tutti i colori, perché l’amore non viene gratis. Ci è sempre stato cordialmente antipatico, poco da fare. Mancava di “umanità”, ingrediente che evidentemente non serve in Formula 1. Poco importa, per dire, che recentemente abbia versato (anonimamente: si è saputo dopo e contro la sua volontà) più soldi lui per risarcire gli alluvionati di New Orleans di quanti ne avesse versati l’allora governo Berlusconi. Dieci volte tanto, per la precisione. Ma un pilota che non piange a noi tifosi piace poco.
Il fatto è che la Ferrari è una questione di viscere o, se vogliamo fare i nobili, di cuore. Certo, c’è la tecnologia, c’è la precisione - quella sì - teutonica, c’è la ricerca delle prestazioni al limite. Ma c’è tutto quel nonsochè che taglia fuori i tecnicismi, l’approccio cerebrale. E non è solo il tanfo della benzina, il rombo realmente assordante o la percezione - noi lì, fermi - della velocità. E’ un qualcosa in più, indefinibile. Quella strana emozione che ti prende - se ti capita di andare a Maranello - quando senti il “rumore” delle Ferrari di Formula 1 da 2 paesi prima. E senti, tu che fai lo scettico e il marxista da esportazione anche nelle piccole cose, che nel raggio di 100 kilometri tutti lì vivono per una cosa sola: quel puntino rosso che corre lì davanti, più veloce di tutti e di tutto. Follia emiliano-romagnola, forse. Forse qualcosa di più.
Ecco, noi non gli abbiamo mai perdonato la totale assenza di retorica, il profilo bassissimo, l’understatement come stile di vita. Perché sulla Ferrari abbiamo costruito decine di anni di pippe retoriche, principalmente per colpa di Enzo Ferrari, che - ora possiamo dirlo - era un imprenditore di bassa lega, un reazionario e non assolutamente il mito che ci raccontano i media.
E a noi non piaceva questo crucco la cui filosofia era un tremendo “shut up and drive”, che non ha mai speso una parola sul mito, non ha mai pronunciato una sillaba sul tritissimo Drake e non ha mai versato una delle tante lacrime napulitane che noi tifosi chiediamo quasi quanto le vittorie.
Non a caso ci è sempre stato simpatico Barrichello, che vinceva poco, guidava così così, ma era in grado di produrre performance in cui ogni curva diventava un caso emotivo. Barrichello era un Don Chischiotte, un perdente che ogni tanto si riscatta con imprese mostruose, una sorta di Fantozzi alla riscossa.
L’altro, il crucco antipatico, macinava risultati, infilzava record, superava solo più se stesso, visto il rapido svanire di qualsiasi concorrenza in qualsiasi ambito. Freddamente, come se si trattasse di un normale adempimento di un dovere.
Beh, ora che non potremo più vederlo guidare una Ferrari da Formula 1 lo posso dire: ci siamo sbagliati. Sì, era antipatico e non si è mai degnato di imparare l’italiano (cosa giustissima nella sua filosofia: la lingua ufficiale della F1 è l’inglese, che lui parla perfettamente): ma è il più forte di tutta la storia dell’automobilismo. Nessuno al mondo è andato più veloce di lui, nessuno ha vinto di più e nessuno ha dato l’impressione di poter continuare a vincere ancora, come ha fatto lui.
Vero, non ha mai speso una parola sul mito Ferrari. In compenso lo ha alimentato coi fatti, con le vittorie, coi record. Vero, non è mai sembrato un degno compare di sbronze per noi tifosi. Però ha risollevato un marchio corsaiolo gettato nel fango e lo ha trasformato nella realtà più vincente della storia dell’automobilismo.
E forse ci ha insegnato qualcosa. Forse abbiamo imparato che il talento puro va bene per l’arte, ma la disciplina ne è il fertilizzante se si tratta di coltivare un campione sportivo. Non era un Jimi Hendrix, tutto intuito e niente canone. Era un Paganini: talento, regole, abnegazione, dedizione. Noiosissimo. Imprendibile.
Noioso fino al momento in cui iniziava a guidare, quando robotico sorpassava tutti, senza rabbia, senza tamarrismi, ma con la pura e semplice precisione. Quando penso al crucco antipatico mi viene sempre in mente il Comandante Data di Star Trek: un essere umano in tutto per tutto, ma capace di tanto in tanto di ricordarsi che è una macchina e agire di conseguenza.
Quest’uomo è il più vecchio della griglia di partenza. E oggi li ha di nuovo sorpassati tutti, salvo i fortunati che gli sono stati davanti grazie ad una provvidenziale foratura che lo ha ridotto ultimo a inizio gara, a 38 secondi dal penultimo. Ma sono stati sorpassati “dentro” da un uomo che non solo ha stravinto, ma ha stravinto in tutte le varie incarnazioni della Formula 1. E volta per volta è stato sempre il primo: quando c’era il cambio manuale, quando non c’era il traction-control, quando c’erano le gomme slick, coi V8, coi V10, con le auto ad effetto suolo.
L’errore è pensare che la Formula 1 sia una pratica per gentlemen drivers. Balle, quello è un mito britannico. E non è un caso che i servitori di Sua Maestà non vincono un piffero da anni, in F1. In Formula 1 non servono i gentiluomini, ma i vincitori.
Questo, in lui che è vincitore per definizione (non un vincente), ha dato fastidio. Pochi antipatici - su tutti la stampa inglese, disperatamente alla ricerca di un’identità corsaiola nazionale - lo hanno accusato delle peggiori nefandezze.
Molti dicevano cose mostruose di lui, ovviamente alle sue spalle. Anche perché lui li *costringeva* alle sue spalle. E mangiare ogni 15 giorni la polvere di un altro fa la bocca amara, si sa.
La cosa divertente è che se anche le accuse fossero state vere, avrebbe vinto ugualmente ogni singolo titolo che ha vinto. Questo perché era semplicemente superiore a tutti. E di gran lunga. E le accuse si sono tutte rivelate false. Facile fare il conto.
Difficile che uno sportivo di questo genere ti emozioni. Personalmente il cuore l’ho speso tutto su cause perse come il Toro o Pantani, altro grande Barrichello su due ruote a trazione umana. Realtà che ti travagliano, perché vivono esaltanti cicli sinusoidali di sconfitta e riscossa: leopardianamente ben poco noiosi.
Uno così invece ti annoia, a volte ammazza i campionati (qualcuno gli ha perfino fatto una colpa di vincere troppo e “uccidere la Formula 1″), demoralizza gli avversari, manda in crisi i gommisti francesi, intristisce la multinazionale della lamiera coi colori avversi. Il suo mestiere è vincere, non intrattenere: per quello ci sono le Pit Babes o piloti incapaci ma spettacolari, come Montoya (che giustamente è stato spedito nel wrestling motoristico dell’automobilismo statunitense: cosa c’è di più stupido che correre sugli ovali?).
Però è anche quello che ti rivoluziona la Formula 1, nel bene e nel male: lui, unico figlio della working-class in uno sport dove corrono solo i miliardari. Si adatta a tutto, ma porta nel paddock la novità del pilota-ingegnere, che unisce al talento la capacità di leggere al millimetro una telemetria, che sente con 3 cellule della chiappa destra se una barra di torsione è mezzo millimetro più in là di dove dovrebbe essere, che si impone (e ci riesce) di perdere 3 chili per partecipare col peso ottimale ad una gara di kart amatoriale.
E soprattutto inventa il pilota che frena col piede sinistro (come nei kart), il pilota che sfiora il freno mentre accelera, per correggere l’assetto dell’automobile, il pilota che risparmia il 2% di benzina rispetto ai compagni di squadra, dio sa solo come.
Sì, la Formula 1 non ha mai avuto a che fare col “personaggio”, ma solo col pilota: quell’uomo che inizia e finisce dentro la tuta e il casco. Una sorta di cavaliere inesistente che vince praticamente tutte le guerre. Poco importa cosa ci sia dietro il cimiero, anzi la visiera.
Oggi ha concluso la sua carriera. Non ha vinto. Nè la gara, nè il campionato. Perseguitato da una sfiga che per anni ha fatto in modo di non incrociare quasi mai. E ha chiuso nel migliore dei modi: dimostrando che a quel puntino rosso là davanti correre piace più di vincere.
Ho guardato gli ultimi 30 giri di Michael Schumacher con gli occhi lucidi e un po’ di pelle d’oca: la foga contenuta con cui ha rimontato l’intera griglia, i sorpassi azzardati ma stilosi, il suo dominio totale, la sua innegabile superiorità nel controllo dell’automobile sono uno spettacolo che è difficile scordare. L’antipatico si divertiva.
Meglio arrivare quarti così - sprizzando voglia di correre, compiendo una serie di sorpassi entusiasmanti (incluso uno nei primi giri in cui ha infilzato 2 avversari in una volta) - che stravincere da primi, giro dopo giro.
Qualcuno temeva che il campione, anzi il Campione, si fosse adagiato sugli allori, capace solo di stravincere in testa, uomo solo al comando.
Oggi ha smentito i pochi scettici, in gran parte in malafede.
E soprattutto oggi ha fatto la sua ultima corsa in Formula 1. E’ stato il più grande. Mi è sempre stato antipatico. Ho sempre tifato per lui, perché se lo è sempre meritato.
Grazie di ogni singolo chilometro, Michael Schumacher“.
via | Suzuki Maruti
giulianog
13 ott 2008 - 09:06 - #1“Infieriamo: non aveva la velocità innata di Senna o di un Felipe Massa , gente un po’ selvatica che sembra vada veloce per necessità…”
trattasi di gran boiata…..
Skk_3dfx
13 ott 2008 - 09:17 - #2#1
Secondo me ci ha azzeccato invece.
-JkFromZocca-
13 ott 2008 - 09:22 - #3Schumy… Mi manchi tanto… Il Campione + forte di tutti i tempi… E comunque gli ultimi anni era anche simpatico e umano…
patrick depailler on tyrrell p34
13 ott 2008 - 09:24 - #4motorsport blog queste sono le notizie da postare!!:
tristissima notizia..e poi non lamentiamoci se perdiamo le gare importanti in italia!!!!!!!!!! la 1000km di monza cancellata dal calendario lms per il poco pubblico avuto nelgi ultimi anni!!!!!!!!!!1 da tifoso di motorsport italiano mi vergogno!!!!!!!!!!!!!!! è una cosa tristissima,tristissima
http://www.endurance-info.com/article.php?sid=6570&mode=&order=0&thold=0
giulianog
13 ott 2008 - 09:27 - #5Sì la descrizione è molto aderente al personaggio….ma vedere Senna “messo” vicino a Massa…
giulianog
13 ott 2008 - 09:27 - #6Patrick…non hai bisogno di spammare…abbiamo capito ;-))
fever
13 ott 2008 - 10:02 - #7“Enzo Ferrari imprenditore di bassa leva” mi sembra fuori luogo. Aveva delle idee, ha avuto la coerenza di portarle avanti, ha vinto, quando non lo ha fatto è riuscito comunque a creare un mito in tutto il mondo avvicinado milioni di tifosi e migliaia di clienti facoltosi.
airondella
13 ott 2008 - 10:06 - #8senna vicino a massa ci sarà tempo per dirlo, fino a prova contraria massa non va piano assolutamente, ma schumacher vicino a senna e massa mi fa sorridere, lui la velocità di senna e di massa ce l’ha quando va a prendere le figlie a scuola non esiste essere umano che sulla stessa monoposto possa pensare di girare a meno di mezzo secondo da lui, quando a monza si sono toccati i 360 per la prima volta molti piloti dissero che era forse troppo pericoloso lui ha detto che non c’era problema più si va e meglio è, ma senza la spavalderia di chi lo fa per fare il fenomeno, l’ultima gara che ha fatto schumacher numeri alla mano tempi sul giro alla mano da l’impressione che il suo limite reale non si era mai visto prima di quel giorno girava 2 secondi più veloce di massa che era primo e secondo più veloce in pista sulla stessa macchina e sulla pista di casa, Briatore fresco capione del mondo ha dichiarato a fine gara sono contento di avere vinto ma sinceramente penso che oggi i complimenti vadano fatti a michael che ha fatto una cosa che non si era mai vista in formula 1 sembrava volasse.
troppo forse!!!!!! il campionato di quest’anno lo vinceva 4 gare fa, soprattutto contro hamilton che sull’asciutto è più lento del tanto criticato massa
fever
13 ott 2008 - 10:09 - #9Per quanto riguarda Schumy… grande campione, di quelli che riescono ad esserlo sia in macchina che fuori, nulla da eccepire, ma anche grande fortuna, quella di capitare in una F1 priva di rivali all’altezza. Hill, Hakkinen, Villeneuve non erano proprio dei “mastini” come avversari. L’unico alla sua altezza è stato Alonso.
-JkFromZocca-
13 ott 2008 - 10:18 - #10@9:Hakkinen non è stato un degno rivale?
pistu_foghecc
13 ott 2008 - 10:26 - #11Amen
fever
13 ott 2008 - 10:27 - #12#10
Paragonati a Schumy
Hill poco talento
Hakkinen scarsa personalità
Villeneuve scarsa dedizione al lavoro
Alonso è stato l’unico avversario ad avvicinarsi a Schumy su tutti i fronti.
-JkFromZocca-
13 ott 2008 - 10:29 - #13@12: secondo me Mika è stato all’altezza, peccato si sia ritirato presto… Hill concordo con te… Villeneuve mistero… Però Hakkinen e Alonso non mi sembrano due da poco… E ti ricordo anche Kimi dei tempi migliori… Poi va beh..Schumy era fuori dal normale… Un siluro, preciso… Regolava la macchina da paura… Forse è anche per questo che gli altri sembravano scarsi…
dyd70
13 ott 2008 - 10:36 - #14boh la velocita innata di SENNA paragonata a quella di MASSA sinceramente e tanto una licenza poetica…..
Quartana
13 ott 2008 - 10:56 - #15Non direi che “Alonso si sia avvicinato a Schumy su tutti i fronti”, direi che Alonso ha battuto Schumi su tutti i fronti!
giulianog
13 ott 2008 - 11:42 - #16Della “concorrenza” ho sempre ammirato Senna e Hakkinen…la cui signorilità è rimasta sempre indiscutibile un po’ come quella di Raikkonen…
il_pollo
13 ott 2008 - 11:47 - #17quartana, alonso ha vinto, ma aveva auto diversa e gomme diverse. e ha sudato per farlo. bello l’articolo, mi sembrava scritto da terruzzi. si puo nn essere d’accordo su tutto ma mi è piaciuto. per me che sono giovane schumy è il migliore di sempre. anche se non ha senso fare confronti tra piloti di ere diverse. me lo ricordo il gp del brasile, gara bella e commovente, un cui schumacher fece il giro veloce, ed era l’ultimo giro della gara e della sua carriera. mi intristisce vedere che in ferrari ha solo ruolo di marcheting. io lo metterei a dirigere un reparto della scuderia. quest’anno hanno sbagliato tutto lo sbagliabile e anche di piu. forse lui col suo perfezionismo maniacale avrebbe evitato qualche cavolata. lui che vinse facendo 4 pit stop voluti.
giulianog
13 ott 2008 - 11:52 - #18#17
il problema è che lui vuole restare in pista..non dietro una scrivania…
giulianog
13 ott 2008 - 11:53 - #19guidare è la cosa che gli piace di più al mondo….
-JkFromZocca-
13 ott 2008 - 12:00 - #20@18: mettiamolo sulla ferrari n°1 x le ultime gare!!! :D
Richard88
13 ott 2008 - 12:43 - #21ragazzi l’ultima gara di schumy è qualcosa di incredibile…mai vista una cosa del genere!
solo con quella gara si può definire il più grande..
X-VOX
13 ott 2008 - 13:15 - #22Ha scritto anche molte cose inesatte e non condivisibili..
cmq la lezione di Schumacher è questa: non basta il talento, si deve anche lavorare, e molto
anche se la F1 molto istinto e meno ragionamento dei tempi di Senna (e prima) è stata cmq la migliore..
Tonietto 67
13 ott 2008 - 13:17 - #23Ma se Schumacher è il più forte e Alonso lo ha battuto per due volte facendolo andare in pensione da perdente, cosa è Fernando un alieno???
Scumacher era un buon pilota niente di più. Era anche molto scorretto e fortunato. Hakkinen era più veloce.
Wolfsburg
13 ott 2008 - 13:27 - #24Come si fa a scrivere Senna e Felipe Massa nella stessa frase
Ryo8585
13 ott 2008 - 13:32 - #25Schumacher è stato un buon pilota, ma anche fortunato a stare per 10 anni nella ferrari, risollevata si da lui, ma anche con un ottimo budget per far rinascere la ferrari (dal 96 in poi la ferrari aveva stanziato molto di più per ricerche, piloti ecc…) se ad esempio nel 2000 avesse cambiato squadra (come molti altri piloti fanno dopo un paio di anni) non penso avrebbe vinto 7 mondiali…. insomma…lui è un misto tra bravura e fortuna (come tutti i campioni in ogni caso)
-JkFromZocca-
13 ott 2008 - 13:33 - #26@23: sette mondiali non sono da un semplice buon pilota… Poi sa che fortuna… Spaccarsi una gamba… Era un mondiale vinto anche quello…
Giggione
13 ott 2008 - 13:41 - #27Il post piu bello di motorsportblog… Schumacher era si antipatico poiche non parlava in italiano ma quando abbassava la visiera non c’è n’era per nessuno.nel 2005 sono cambiate le regole di F1 propio perchè il campione aveva letteralmente distrutto lo spettacolo.Mi manchi sempre di piu Schumy soprattutto vedendo gare come spa,singapore o l’ultima al fuji.
ivan1979
13 ott 2008 - 14:02 - #28Tonietto 67
13 ott 2008 - 13:17 - #23
Stando al tuo “ragionamento” che mi vergogno definirlo tale! Perchè il ragionamento è frutto di attività cerebrale(cosa che sembra assente da quanto scrivi)Senna era un pidocchioso che si è ammazzatto pur di stare davanti!!! Visto che Schumy lo bastonava da inizio campionato!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
MA STIAMO SCHERZANDO PIANTATELA CON LE FESSERIE!!!!!!!!
Procuratevi un cervello e collegatelo(tu e tutti quelli che non riescono a distinguere i veri campioni della Formula1)!!!!!!!!!!!!!!!!!!
w HERNÁNDEZ
13 ott 2008 - 14:20 - #29paragonare Massa a lui mi sembra una grandissima boiata!!!
se massa aveva 1 centesimo delle sue capacita forse andava meglio
il_pollo
13 ott 2008 - 14:27 - #30non è che massa è bravo come senna, ma magari gli somiglia come stile di guida. alla fine è veloce e molto, ma piu istintivo. quindi essendo poco perfezionista rispetto a schumy, per andare veloce vuol dire che ha del talento. ovviamente senna è un altro mondo. bisogna saper interpretare e non solo leggere.
diegofac
13 ott 2008 - 14:49 - #31Shumi era così forte….che nessuno lo poteva nemmeno avvicinare….e se non fosse stato un po’ stupido e troppo ansioso di vincere…mondiali ne avrebbe fatti suoi almeno nove..se non dieci
nèt
13 ott 2008 - 14:50 - #32Non vedo come non si possa definire Michael il migliore di sempre: costanza, precisione, velocità, freddezza. Il pilota perfetto.
frappa
13 ott 2008 - 16:07 - #33vabè apparte le voste insulse repliche… testo stupendo,che invoglia a farsi leggere.proporrei l autore x il nobel della letteratura apparte il “dio sa solo come” ke nn si puo sentire…testo stupendo e raffigurante la realta dei fatti.
forse la figura dell uomo vincitore e di carattere (quindi vincente),è appena approdata in formula 1.menomale,era ora.
tuan
13 ott 2008 - 16:09 - #34# sei riuscito a ridicolizzare la razza umana con un commento. Complimenti!
In pensione da perdente….
uahahahahahhahahahahahahaahahhaahahah
Sei la parodia di un essere umano, no davvero senza scherzare
tuan
13 ott 2008 - 16:09 - #35Il post sopra era in risposta a 23 Tonietto67
italian style
13 ott 2008 - 16:34 - #36massa invece non avrà il talento di senna ma ha lo stesso modo di guidare sempre troppo veloce; infatti gli anni prima che venisse in ferrari andava spesso lungo nelle curve lente
NOTTIO
13 ott 2008 - 17:03 - #37Kaiser Michael Schumacher…….un mito. grazie per quello che ci hai fatto vivere…………7 volte campione del mondo!….
schumacherina93
13 ott 2008 - 17:31 - #38schumacher è il piu grande pilota di tt i tempi,basta guardare i risultati. I suoi sorpassi,la sua velocità,le sue rimonte proprio come nell ultima gara della sua vita in f1,la sua tecnica,la sua correttezza e le emozioni ke riusciva a regalare sono uniche!!!nessuno x ora ha saputo fare di meglio…e i mitici risultati della ferrari sn maggiormente opera sua.è vero anke todt e ross brown hanno tanti meriti ma senza di lui la ferrari non avrebbe conquistato 6 mondiali costruttori consecutivi…QND GRANDE SCHUMI!!!M MANKI
Dirk Pitt
13 ott 2008 - 19:38 - #39Opinabile quanto si vuole per le frasi su Enzo Ferrari.
Discutibile il paragone fra Felipe Massa ed Ayrton Senna.
Semplicemente perfetta la descirizione del GP del Brasile del 2006. Leggendola mi sono tornate in mente tutte le emozioni vissute in quell’indimenticabile GP, che, tempo permettendo, riguardo ancora oggi con grande piacere ed un pizzico di nostalgia.
Grazie di cuore Kaiser Schumi. Grazie per aver permesso a quelli della mia generazione di poter assistere ad un avvenimento mai visto prima di quell’altrettanto indimenticabile 8 ottobre 2000.
La Ferrari ed un suo pilota di nuovo campioni del mondo.
Thor87
13 ott 2008 - 20:59 - #40“Grazie di ogni singolo chilometro, Michael Schumacher”
amen
marcossss
14 ott 2008 - 00:19 - #41ho lo stesso pensiero
non lo sopportavo e tifavo per lui forzatamente in quanto ferrarista
ma ora mi manca tanto
quell’ultima gara la ricordo poco, ma ricordo la sensazione di solitudine che ho provato al traguardo
come fosse mancato qualcuno
me ne sono reso conto tardi, ho sbagliato tutto!
Richard88
14 ott 2008 - 01:52 - #42come fai a non ricordare l’ultima garaaaaa…da lacrime agli occhi…perchè era l’ultima gara..e per come l’ha condotta…semplicemente da re….imparagonabile
gilez
14 ott 2008 - 14:47 - #43condivido tutto il testo, e comunque Schumacher è veloce come Senna.. solo che ha una voglia di vincere e una determinazione incredibili.
Quello che piu rimpiango è vederlo correre sul bagnato, era un mago assoluto. Grandissimo.
lelu79
14 ott 2008 - 17:42 - #44Schumi mi manca tantissimo…la formula 1 senza di lui non ha più il fascino che aveva prima…oggi siamo senza campioni, visto che i Ferraristi sono due piloti decisamente mediocri (soprattutto Massa!!), e Hamilton vedremo quello che riuscirà a combinare! Ma Schumi è e sarà sempre il migliore di sempre, poche balle.
gattten
14 ott 2008 - 21:04 - #45Enzo Ferrari non si tocca.
Ha fatto filosofia sull’ automobile… non marketing.
Ha creato il brand esclusivo, ha reso la macchina un’opera d’arte creando allo stesso tempo la passione per la velocità pura.
E la cosa migliore è che lo ha fatto partendo dalle campagne con poca cultura alle spalle.
- - XxXxX - -
14 ott 2008 - 22:16 - #46Fantastico quadro! Per me tutto assolutamente vero dalla prima all’ultima riga!
Lui antipatico come pochi! IO avevo già incominciato a tifare Kimi anche ai tempi in cui Shummi correva! Lui sempre perfetto, noioso… L’altro Kimi un paperino che non si capiva bene se suscitasse più compassione o più simpatia.
Un Barrichello con attaccato dietro la schiena il cartello “eternamente secondo”
… e poi l’ultima gara! Un tristezza! Non solo ha perso lui, ma ha vinto Alonso! Insomma… ‘na sfortuna nella sfortuna… ma queste sono considerazioni mie!
Richard88
15 ott 2008 - 00:06 - #47a volte non contano solo i freddi numeri…bisogna vedere anche “come” ha perso…dimostrando per l’ultima volta di essere ancora il N 1°
PieroG
15 ott 2008 - 00:59 - #48Forse qualcuno si scorda dei due mondiali vinti su una Benetton (una Benetton!!!), o del fatto che prima di lui Alesi e Berger si erano spartiti le gare, un anno ne vinceva una Alesi, quello dopo Berger, e via dicendo… Prima di lui la Ferrari era alle pezze, vinceva con la stessa frequenza con cui vince oggi la Toro Rosso. E mi sembra che non ci sia altro da dire. Le ha prese per quattro anni da macchine (non piloti) innegabilmente più veloci, e nennemo la madre di Villeneuve direbbe oggi che era tutto merito del figlio e non della vettura. Cosa si può volere di più?? Che vincesse più di un solo mondiale l’anno?
harry1875
15 ott 2008 - 09:20 - #49certo che voi siete cosi depressi e cosi paranoidi… cercate sempre qualcosa di male anche li dove e molto difficile da trovare… questo articolo e completamente privo di senso o di raggione… e non e un fan di Schumi che lo dice, ma un fan di Ferrari che a sempre voluto un scarso pilota italiano alla guida di una Ferrari o pure un arrogante latino preferibilmente dalla Columbia o Brasile, cosi sarebbe stato piu bello per noi tutti no? non avremmo vinto ma per lo meno avremmo avuto quella cosa “mistica” in piu che voi cercate come se fosse il Santo Gral. Beh quando lo trovate in qualcuno di Felipe o Kimi o Fernando o di un altro buono a nulla fatemelo sapere perche sono curioso di scoprire di che si tratta veramente… spero solo che non siete in cerca di telenovele messicane o brasiliane perche non hanno a che fare con la Formula 1. Ma voi continuate e cercarlo e quando dico voi dico anche noi, un popolo di maccheroni buono solo per cuocere pasta e di lasagne e che l’unica cosa in cui siamo riusciti bene e la Ferrari e la Formula 1 che guarda caso non ha niente a che fare con la pasta, ma con uno spirito e mentalita di cui noi siamo tagliati fuori, e infatti si e voluto un tedesco ha far tornare il succeso alla nostra casa dopo l’ultimo lontanissimo ricordo di Jody Scheckter nel 1979.
PieroG
15 ott 2008 - 21:36 - #50Non ci è voluto un tedesco, ci è voluto il miglior pilota in circolazione, niente di più e niente di meno. Ti auguro una buona guarigione!