
La sua linea, flessuosa e compatta, esprime grinta, ma lo fa con gusto. Segna un primato storico, essendo stata la prima Ferrari carrozzata da Sergio Scaglietti. A partire dalla Mondial il talentuoso maestro darà infatti inizio al felice connubio con la Casa di Maranello. Il suo propulsore è una diretta derivazione del 4 cilindri che Lampredi aveva sviluppato nel 1951, tenendo conto del regolamento di Formula 2 sul quale si sarebbe imperniata la stagione successiva.
Con Umberto Maglioli e Giulio Musitelli al volante arriva una magnifica doppietta alla Conchiglia d’Oro, che si disputa sul circuito di Imola. Netta la vittoria di classe alla 12 Ore di Reims. Con la piccola “rossa” Picard domina limpidamente il Gran Premio del Pena Rhin, in Spagna. Il filante bolide del “cavallino rampante” regala il titolo Intercontinentale del 1954 alla Casa di Maranello.
il duca
23 dic 2008 - 12:05 - #1che mezzo!
agostino.vaccara
23 dic 2008 - 12:34 - #2Dire auto eccezzionale è ancora dir poco. Se solo ne avessi
una solo per me!
Vorrei però lanciare un dibattito sulle derilanti affermazioni di Ecclestone. Comprare la Ferrari per 80 miseri milioni di
euro! Assurdo! E dove sarebbe la F1 e quindi i miliardari
introiti di Ecclestone senza la Ferrari? Niente Ferrari, niente
F1. E poi tutte le scuderie già lo sapevano e non avevano da
obiettare vista la enorme importanza di Maranello per la
sopravvivenza della F1.
willy82
23 dic 2008 - 15:35 - #3quoto agostino