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Storia, la splendida Targa Florio del 1965

Pubblicato: 29 apr 2009 da Rosario Scelsi

Commenti dei lettori

targa

Il 9 maggio del 1965 appartiene al mito della Targa Florio. In quella data si svolge la 49ª edizione della corsa più vecchia del mondo, che per i siciliani equivale a un’abbuffata di gioia. Il loro idolo vince sull’auto dei loro sogni, nel cuore di un circuito a loro tanto caro. Un memorabile successo fortemente desiderato dagli ottocentomila tifosi presenti.

Al via tre Ferrari 275 P2, destinate a Vaccarella-Bandini, Scarfiotti-Parkes e Guichet-Baghetti. Completano l’armata “rossa” alcuni modelli di grande fascino, gestiti da team indipendenti. La Porsche conta sulla 904 Gts di Antonio Pucci che, spinto dall’affetto dei conterranei, spera di regalare una bella prestazione. Della cavallina di Stoccarda sono anche i prototipi di Bonnier-Hill, Maglioli-Linge e Davis-Mitter.

Il confronto è serrato. Nessuno vuole arrendersi prima che il tempo faccia chiarezza. La Sicilia è splendida e il tracciato madonita è un banco di prova importante, che esalta la qualità della sfida. Forte la motivazione dei drivers e delle case automobilistiche. Grande il desiderio di vittoria. Ad amplificare le emozioni ci pensa il caloroso pubblico che abbraccia il rombante passaggio dei bolidi da gara.

L’entusiasmo esplode allo sfrecciare dell’idolo di casa Vaccarella, che parte a un ritmo indiavolato, segnando il tempo di 40’05” nella prima tornata. Al secondo passaggio il “Preside volante” abbatte per la prima volta il muro dei quaranta minuti, girando all’andatura record di 39’21”, seguito da Scarfiotti, che deve abdicare. Il sedile del “cavallino” più rapido passa a Bandini, che conduce autorevolmente le danze. Al secondo posto si insedia la “rossa” di Baghetti, il cui abbandono è però alle porte.

A tenere alto l’onore della Casa di Maranello, oltre alla Sport capofila, restano le vetture affidate ai privati. Le Porsche, intanto, cercano di recuperare terreno, ma Bandini, forte dell’abbondante vantaggio, riesce a gestire con equilibrio la situazione. Alle tribune di Cerda, la Ferrari farà vibrare le coronarie della folla esultante, consegnando ai presenti le note di un grande trionfo.

Il duo Vaccarella-Bandini chiude davanti alla Porsche 904 spider 8 cilindri di Davis-Mitter (ad oltre 4 minuti e venti) e alla 904 coupè 6 cilindri di Maglioli-Linge (a quasi 6 minuti). Una marea umana abbraccia il “Preside volante” e lo eleva a simbolo dell’isola. E’ una manifestazione di affetto di rara intensità, che gli altri campioni ricorderanno con invidia.

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8 commenti

Commenti dei lettori

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  • agostino.vaccara

    29 apr 2009 - 13:07 - #1
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    Il solo fatto che non c’è ancora nessun commento, significa che si è persa la memoria storica di certi entusiasmanti eventi sportivi. Chi scrive ha avuto la gioia ed il piacere di assistere a questi eventi. In quel periodo partivo da Trapani a mezzanotte con la mia 500 per poter essere sul circuito prima che chiudesse.
    Portavo con me il pranzo, posteggiavo ai lati del circuito ed aspettavo. Guardare arrivare le prime macchine, cercare di calcolare con mezzi rudimentali i tempi al 2°
    giro, aspettare con ansia il 3° e poi il quarto, perche in Targa l’errore era sempre in aguato. C’era la possibilità che Vaccarella o Merzario non passasse e quando era lì
    c’era un boato di tutti quelli che come me si erano alzati in piena notte per vederli!
    Altri tempi. Ora le gare si vedono seduti in poltrona, ma quei tempi non si possono dimenticare!!!

  • Alfredo James

    29 apr 2009 - 13:52 - #2
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    Chi scrive ha avuto la gioia ed il piacere di assistere a questi eventi.

    Beh, beato te, a me sarebbe piaciuto poterla vedere la Mitica Targa ma ancora non ero nato…

  • Profilo di kra-x

    kra-x

    29 apr 2009 - 15:04 - #3
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    caro amico siciliano, ognuno è ancorato ai suoi ricordi. certo per me sarebbe stato difficoltoso andare a vedere la Targa Florio solo perchè mi separano circa 1000 km. Però hai detto una cosa molto giusta: oggi le gare si vedono seduti in poltrona. Il problema è questo. Le corse su strada sono sparite anche per intrinsechi motivi di sicurezza. I rally sono semplicemente banali, con pochi concorrenti, poco spettacolari. Chi ha vissuto la stagione dei rally fine anni 70 inizio 80 sa di cosa parlo e mi capisce la volo. Le gare nei circuiti sono sempre più distanti dal pubblico. Io amavo andare a Monza dove in alcuni tratti la pista scorre a pochi metri dalla rete e sentire il rumore delle vetture “dentro”. Oggi vedo le immagini di spettatori in tribune distanti almeno un centinaio di metri dalla pista , in condizioni di sicurezza assoluta ma senza nessuna emozione. e poi si corre in cattedrali nel deserto (mai definizione fu più indovinata) vedi il G.P. di domenica scorsa o circuiti finti, come ad esempio Valencia che però è stato osannato dalla critica….. mah !! Per me è stato veramente ridicolo, ma almeno nessuno potrà dire che il povero Briatore la sera si annoia , come ebbe a dichiarare tempo fa per Imola. Sono cambiate le corse e sono cambiati i tempi. Caro amico siciliano, abbiamo vissuto l’epoca d’oro e più spettacolare dell’automobilismo, tu forse con qualche anno di anticipo rispetto a me, ognuno si tiene i suoi ricordi e credimi, almeno noi qualche ricordo lo abbiamo. E non soltanto si è persa la memoria ma si fa di tutto per seppellirla perchè il confronto con il giorno d’oggi sarebbe impietoso !!!

  • exdriver

    29 apr 2009 - 21:30 - #4
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    Sì,allora le corse erano corse,con tutti i rischi connessi,senza telemetria,
    senza tanta politica,senza troppe ingerenze degli ufficiali di gara,poi si
    guidava,senza ausili elettronici il rapporto pilota-macchina era una faccenda a due.
    Le strategie prima della corsa e il contatto con i box con i cartelli di segnalazione.

  • Profilo di etsabba

    etsabba

    29 apr 2009 - 23:37 - #5
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    … e i box ogni 40 minuti!!!

    Quello era automobilismo, e lì la ferrari si è fatta una dignità che sta perdendo correndo contro produttori di bibite in lattina in F1…

    Inoltre la targa del ‘65 evidenzia l’interesse della Ferrari x i piloti italiani, perchè erano i migliori, Enzo NON sceglieva il Pilota in base a logiche di mercato…

    Per i prossimi decenni non illudiamoci ….. NON vedremo mai uno spettacolo come fu la Targa.

  • Profilo di dobermann

    dobermann

    30 apr 2009 - 11:58 - #6
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    Ciao a tutti,
    leggo con piacere questo post ed i commenti perché allora il direttore sportivo in Ferrari era l’ormai dimenticato Eugenio Dragoni, mio nonno.
    Molti dei giovani piloti italiani in Ferrari erano sue scoperte (Bandini e Baghetti su tutti) essendo stato co-fondatore della Scuderia Sant Ambroeus di Milano con l’intento di lanciare giovani piloti nostrani e nel 1953 della FISA ( Federazione Italiana Scuderie Automobilistiche).
    Con lui la Ferrari vinse il Titolo Piloti e Costruttori di F1 nel 1964, il Campionato Internazionale Costruttori Gran Turismo >2.000 cc (gruppo III) nel 1962-1963-1964, il Trofeo Internazionale Prototipi GT fino a 3.000 c.c. e il Trofeo Internazionale Prototipi GT oltre i 3.000 c.c. nel 1963 e il Trofeo Internazionale Prototipi GT nel 1965.
    Nel 1974 è direttore sportivo della “nazionale giovanile” all’Europeo di F2 e sempre quell’anno partecipa alla 1000 Km di Monza come Commissario di percorso dove purtroppo una crisi cardiaca lo coglie “sul campo” subito dopo la partenza.
    Oggi avrebbe 100 anni e tanto da raccontarci….

  • exdriver

    30 apr 2009 - 19:58 - #7
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    @Agostino.Vaccaro
    Di che millesimo sei? Io del 1946 nel 1966 in prova bucai un pistone
    sul dritto di Bonfornello ed addio corsa.Ma erano tempi di improvvisazione,
    le sensazioni di guida del circuito le porto ancora dentro,specialmente quando
    in un tratto, uscendo da un dosso, frenando mi si attaccarono le ruote davanti
    e per poco non andai di sotto nella scarpata.

  • Profilo di kra-x

    kra-x

    02 mag 2009 - 22:42 - #8
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    caro dobermann , è un piacere conoscere sebbene virtualmente, chi può vantarsi di dire “mio nonno era Eugenio Dagoni..” io non l’ho conosciuto ma so chi era e sono sicuro che quelli che ormai hanno un po’ di capelli bianchi o sanno benissimo. ed è un piacere trovare persone su queste pagine che hanno un pedigree come il tuo. con ammirazione.