La città di Roma vuole una Gran Premio di Formula 1

La Formula 1 arriverà anche a Roma?

I presupposti volendo ci sono tutti: la voglia, il progetto, studiato nei particolari, e anche l'impegno di un manager che di queste cose la sa lunga e che potrebbe realmente riuscire nell'impresa. Ma quale? Quella di portare nella Capitale, Roma, un suo Gran premio di F1. Ipotesi fattibile? Sulla carta di si, anche se per ora tutto è ancora solo sulla carta.

Ma a rendere la cosa più reale ci pensa anche la Formula 1 stessa, che come sempre continua a guardarsi in giro, fedele al suo spirito di evento internazionale che ormai tocca tutti i continenti tranne quello africano, lasciato pochi anni fa ovviamente per mancanza di soldi (Johannesburg).

Perchè è altrettanto vero che la F1 di Ecclestone va solo dove ci sono i quattrini e un organizzatore disponibile a farne guadagnare tanti al piccolo grande capo della F1.

E Maurizio Flammini lo sa bene, ed è lui l'uomo dietro il quale si sta muovendo il progetto "Formula 1 a Roma" che ha già una data di arrivo: 2011. E lui è un cavallo di quelli buoni, manager introdotto nel motorismo mondiale visto che la sua società gestisce la Superbike e il campionato Superstars, ma anche (da poche settimane), presidente degli imprenditori della FederLazio, oltre cheuomo vicino alla giunta Alemanno.

Uno tosto insomma, creativo e decisionista, un vero manager sensibile all'affare ma con una infinita quanto sincera passione per i motori. E Flammini non ci ha pensato nemmeno un minuto quando due settimane fa ha saputo che Bernie Ecclestone era a Madonna di Campiglio, ospite di Wroom!,

E così oltre al più importante incontro - quello per il futuro della F1 tra Ecclestone e Montezemolo, questo sì coordinato dallo sponsor tabaccaio - sule nevi c'è stato un breve faccia a faccia tra Flammini ed Ecclestone (anticipato ieri dal Corriere dello Sport): e qui Philip Morris non c'entra proprio niente.

L'imprenditore romano ha fatto vedere le carte, l'ipotetico circuito cittadino, localizzato in zona Eur, a Ecclestone. Il boss della F1 era spaventato, addirittura terrorizzato, che Flammini potesse riproporgli l'antico progetto del 1985, puntualmente bocciato allora da Ecclestone e mai preso in considerazione dalla Federazione internazionale, allora guidata dal francese Jean-Marie Balestre.

Ma Bernie ha accantonato ben presto le sue paure questa volta: il progetto è serio, accurato, generoso nei particolari e, quel che è più importante, ha già coinvolto qualche altro sponsor (che, sia chiaro, non è la Philip Morris). E Bernie ci sta pensando, anche se ha preso tempo perché ora ha altri gravi problemi da affrontare.

Prima c'è una crisi economica internazionale da contrastare, argomento che sta tormentando la F1 come abbiamo visto in questi mesi, con grandi gruppi (la Honda) che lasciano e sponsor (due banche e altri ancora) che fuggono. E come si sa è lui la legge in F1 oltre quello che prende le decisioni.

Intanto a Roma sognano in tanti a quanto pare, e come Alemanno, il sindaco di Roma, che mostra interesse: "Ho dato incarico al senatore Andrea Augello (Pdl) di istruire una prima valutazione di massima, soprattutto dal punto di vista del ritorno commerciale e finanziario per la città di Roma, dello studio di prefattibilità elaborato dal gruppo Flammini relativo all'organizzazione del Gp di Formula 1 a Roma. Il progetto è molto interessante".

E lo confermiamo anche noi, anche se da Monza già arrivano commenti minacciosi e di preoccupazione per una eventuale concorrenza in Casa con la pista lombarda.

via | Corriere

  • shares
  • Mail
50 commenti Aggiorna
Ordina: