LMES Spa: la Pescarolo domina ancora




Ne succedono di tutti i colori sulla spettacolare pista delle Ardenne, con oltre un'ora di gara persa alla partenza per due incidenti consecutivi, ma la Pescarolo-Judd di Collard e Buoillon, che partiva dalla pitlane per una penalizzazione, conduce una gara impeccabile girando sempre almeno 1 secondo più forte degli altri, e perdendo l'avversaria più pericolosa, la Courage-Mugen ufficiale di Gounon e Frei, dopo appena un'ora di gara.
Alla partenza un incidente coinvolge, al termine della salita dell'Eau Rouge, la Protran-AER (McGarrity-Cope), la Courage-Judd della GForce (Leroch-Morris-Lemeret), la Porsche GT3 Autorlando di Simonsen e Gunnar Kristensen, la Ferrari 430 della Icer-Brakes (Villaroel-Sundberg), tutte destinate al ritiro, ed in misura minore alcune altre auto.
Segue una lunga interruzione con bandiera rossa, per sgombrare la pista, ma appena si riparte, dietro la safety car, la Lola-AER LMP1 della Chamberlain (Berridge-Evans-Owen) esce contro il guardrail, causando ulteriori giri di caution.
Finalmente dopo oltre un'ora si parte, e la lotta si sviluppa tra Gounon, Fassler (Courage-Judd LMP1 Swiss Spirit) e Nielsen (Zytek LMP1). E' il francese a prendere il largo, grazie alla velocità della sua Courage, mentre la gemella affidata a Nakano e Kurosawa perde rapidamente posizioni ed esce praticamente subito di scena.
La Pescarolo e la Lister (Moller-Kiesa) nel frattempo recuperano rapidamente posizioni, ma mentre per la sport britannica la rimonta si arresta intorno al decimo posto, la barchetta francese raggiunge in pochi giri la seconda posizione, superando senza particolari patemi sia la Zytek (John Nielsen-Elgaard-Andersen), sia la Courage "svizzera" (Fassler-Primat).
Ben più difficile sarà raggiungere e superare la Courage di Gounon, che viene passata solo poco prima dei cambi pilota. Appena il francese cede l'abitacolo a Frei, la Courage si avvia e raggiunge il top della collina dell'Eau Rouge, per poi piantarsi e ritirarsi mestamente.
Da questo momento la gara è praticamente decisa. La sola Zytek potrebbe pestare i piedi alla Pescarolo, ma una sosta di troppo ai box, per risolvere alcuni "gremlins" del cambio, ne azzera le speranze, mentre la Courage svizzera, seppur senza particolari problemi, non riesce a replicare i tempi dei leaders. La Swiss Spirit conclude con un comunque incoraggiante secondo posto assoluto, alla seconda gara nella vita del team, davanti alla Zytek.
Chi invece si mette prepotentemente in luce è la Lola-AER LMP2 della Chamberlain (De Castro-Amaral-Burgueno), che prima si installa saldamente in testa alla sua classe, grazie ad una foratura della Lola-AER della RML(Erdos-Newton), ed a piccoli problemi della Lola-Zytek di Bill Binnie (Binnie-Timpany-Hancock), poi scala addirittura la seconda posizione assoluta della classifica generale, che si gioca fino alla fine con la Courage Swiss Spirit e con la Zytek. Alla fine un piccolo problema vanifica il tentativo, facendola concludere in quarta posizione, ma non le toglie il primato di classe, davanti alle altre due Lola, nell'ordine.
La GT1 offre un grande spettacolo, con le due migliori interpreti, ossia la Saleen ORECA di Ortelli e Ayari, e l'Aston Cirtek di Garcia e Lyons, che si marcano strette per tutte le 5 ore di gara. Nelle fasi iniziali l'Aston Larbre (Lamy-Vosse-Gardel), che partiva dalla pit lane per non aver potuto disputare le qualifiche, è addirittura riuscita a portarsi in testa, ma evidentemente la corsa contro il tempo per ripararla dopo l'incidente di venerdì, non ha assicurato un'affidabilità a tutta prova. La lotta per la terza piazza ha visto coinvolte diverse auto, come la Ferrari 550 della Convers (Kox-Pergl-Vasiliev), la Corvette C6 della PSI (Palttala-Menten-Kuismanen) e la Corvette C5 di Alphand (Policand-Gueslard-Beltoise). La vittoria finale premia gli sforzi dell'ORECA per rendere affidabile la sua Saleen, che solo nelle fasi finali riesce a racimolare un piccolo margine sull'Aston Martin DB9 Cirtek, a sua volta tranquillamente seconda davanti alla Corvette C6R della PSI Experience.

Altrettanto spettacolo lo offre la classe GT2, con i primi quattro che arrivano alla fine tutti nello stesso giro. E' l'Autorlando a trionfare con la sua Porsche 911 GT3 (Lieb-Camathias), battendo la Panoz Esperante di Tomlison, Dean e Kimber-Smith, staccata di un giro. Nello stesso giro della Panoz terminano la Ferrari 430 Virgo (Sugden-Eagling) e la Porsche GT3 Farnbacher (Lars Erik Nielsen-Seefried). Eliminata da un'altro incidente la Ferrari 430 GPC (Rosa-Drudi-De Simone), spesso in testa nella classe, centrata da uno dei piloti della seconda Panoz (Hughes-Bell), che stacca in modo a dir poco maldestro in una curva lenta.

Con 20 punti in due gare la Pescarolo deve proprio mettercela tutta per perdere il campionato. Piuttosto, vista la gara impeccabile, e la superiorità dimostrata sugli avversari, ci si chiede se la 24 Ore di Le Mans sia già in tasca all'Audi...

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