GP India F1 2013, il resoconto Pirelli della gara orientale

Sebastian Vettel, con il successo di ieri al Gran Premio d’India di Formula 1, ha messo all’incasso il quarto titolo iridato consecutivo, rendendo ancora più brillante il suo palmares.

Il pilota tedesco è un vero rullo compressore, che segna continui primati. Nessuno aveva vinto quanto lui allo stesso avanzamento anagrafico. Se i suoi meriti sono chiari, altrettanto significativi sono quelli della Red Bull, che gli ha dato la monoposto più competitiva del lotto.

Contro la forza delle “lattine volanti” e del loro interprete di punta nulla hanno potuto gli agguerriti avversari, che non si sono risparmiati per cercare di contrastarne il passo. I loro sforzi, però, sono stati vani, come dimostrano i risultati.

Sul Buddh International Circuit, il nuovo campione del mondo si è reso protagonista di una gara perfetta, gestendo al meglio le gomme. La sua strategia di gara è stata quella delle due soste: partito con il P Zero Yellow soft, è passato già al secondo giro ai P Zero White medium, confermati anche nella sosta successiva, effettuata al 31° giro.

I primi dieci piloti in griglia hanno puntato su strategie-gomme differenti: sei hanno preferito partire con le soft, quattro con le medie. I primi pit stop sono stati effettuati già al primo giro (la Force India di Paul di Resta e la Toro Rosso di Jean Eric Vergne, entrambi passati dalla mescola morbida a quella media).

Più o meno, Vettel ha rispettato la previsione di Pirelli, che aveva ipotizzato alla vigilia un’architettura agonistica simile alla sua. Ecco il resoconto di Paul Hembery, direttore motorsport del fornitore italiano: “La gestione delle gomme, caratterizzate da differenze prestazionali importanti, è stata in prima linea in questa vivace gara. Il pit stop precoce di Sebastian Vettel è stata la conferma che egli era in grado di mettere in difficoltà anche coloro che avevano scelto la sua stessa strategia. Va detto che siamo un po’ delusi dal fatto che alcuni team hanno utilizzato le gomme per più giri di quanti ne avessimo raccomandati”. Questa, però, è un’altra storia…

Foto | Pirelli.com

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