GP Abu Dhabi F1 2013, anteprima Renault Sport F1

Si fa sempre più prossimo l'appuntamento con il Gran Premio di Abu Dhabi di Formula 1, che avvicina la stagione agonistica 2013 al suo epilogo.

La gara araba ha la sua dose di fascino, per la magia della struttura ospitante, ma ormai i giochi sono fatti, perché nel precedente appuntamento del calendario agonistico, andato in scena sul Buddh International Circuit, in India, sono stati assegnati entrambi i titoli iridati.

A Sebastian Vettel è andato l'alloro piloti, alla Red Bull quello costruttori. Per entrambi si tratta del quarto successo mondiale consecutivo, che diventa tale anche per la Renault, fornitrice dei motori utilizzati in pista dalle "lattine volanti".

Ora la casa francese di prepara ad affrontare l'impegno di Yas Marina, uno di quei circuiti che richiedono un'impostazione "neutra" del propulsore. Ecco le parole di Rémi Taffin, Direttore Operazioni in Pista di Renault Sport F1: "Sulla pista di Abu Dhabi, la compresenza di lunghi rettilinei e tornanti lenti richiede un motore in grado di garantire prestazioni solide in ogni condizione, anziché essere tarato su un parametro in particolare". Come andrà a finire? Difficile dirlo, ma Vettel e la Red Bull non sembrano sazi. In attesa si scoprire l'andamento della gara, leggiamo alcuni settori del tracciato nelle note di Renault.

Curva 7

Il circuito di Yas Marina è considerato un tracciato a media velocità, nonostante la sensibilità alla potenza sia ridotta dall’elevata concentrazione di curve a velocità medio-bassa nella parte del circuito che si snoda lungo il porto. Il tornante della curva 7 è il più lento del circuito e presenta le stesse sfide del Grand Hotel Haripin di Monaco. Il freno motore deve essere particolarmente efficiente per garantire la stabilità in coda all’ingresso in curva, ma al tempo stesso la risposta deve essere assolutamente puntuale perché l’uscita dal tornante immette direttamente sul lungo rettilineo principale. Quindi, anche la minima esitazione può compromettere l’accesso al rettilineo e, di conseguenza, il tempo di percorrenza complessivo del giro.

Rettilineo principale (tra le curve 7 e 8)

Analogamente al circuito di Montreal, circa il 55% del tracciato viene percorso alla massima accelerazione, con una velocità media attorno ai 190 km/h. A una percentuale così elevata contribuiscono i due lunghi rettilinei, il più lungo dei quali, situato tra le curve 7 e 8, misura 1,2 km. In questo punto, il motore RS27 verrà spinto ai massimi regimi per 14 secondi, raggiungendo una velocità superiore ai 310 km/h.

La calibrazione dei rapporti al cambio è fondamentale: il pilota deve attendere fino all’ultimo prima di ingranare la settima, se vuole raggiungere una velocità competitiva a fine rettilineo con il DRS attivo. Tuttavia, le curve a destra del terzo settore richiedono rapporti al cambio ravvicinati per ottenere i brevi colpi di accelerazione necessari ad affrontare queste strette curve, pertanto gli ingegneri saranno costretti a trovare un compromesso.

Curva 21

La terza parte del circuito, dalla curva 11 fino alla curva finale 21, presenta per lo più curve a destra, che vanno affrontate in seconda o terza marcia. La curva 21 rappresenta una curva tipica di questa sezione del tracciato. La velocità media è bassa, appena 160 km/h, quindi l’RS27 verrà impostato in modo da garantire un’ottima guidabilità, pur mantenendo una buona risposta ai colpi di gas tra una curva e la successiva. La stabilità in coda è fondamentale, perché se la vettura resta “inchiodata” all’asfalto nelle curve a bassa velocità, si possono guadagnare decimi di secondo preziosi.

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