Auto piloti F1: la Ferrari F40 di Pierluigi Martini

Il suo fascino è più vivo che mai, perché incarna al meglio la filosofia del “cavallino rampante”. Impossibile resistere al richiamo di questa creatura di Maranello.


Tra le auto dei piloti di F1 un posto di primo piano va alla Ferrari F40, amata dagli interpreti della massima categoria del motorsport. Diversi di loro ne hanno avuta una in garage. Fra questi il nostro Pierluigi Martini.

L’ex driver italiano, nato a Lugo di Romagna nel 1961, ha corso nel Circus nel 1984 e 1985; poi una breve sospensione, per riprendere il discorso dal 1988 al 1995. Al suo attivo 119 Gran Premi, 107 dei quali al volante della Minardi. In totale i punti raccolti sono stati 18. Per lui un successo alla 24 Ore di le Mans, nel 1999, insieme a Yannick Dalmas e Joachim Winkelhock.

Ovvio che uno con simili credenziali sapesse gustare al meglio la F40 nel periodo in cui ne ebbe una in garage. Oggi quel capolavoro, scelto anche da Michele Alboreto e Nigel Mansell (solo per citarne alcuni), è in altre mani, ma sono sicuro che Pierluigi che ne custodisce splendidi ricordi.

Questa sublime creatura è uno dei modelli più amati dai cultori del "cavallino rampante", che venerano tale gioiello alato. Ammirarne le linee, ascoltarne il rombo, viverne l'azione sono dei piaceri che non hanno prezzo, specie per chi ama i capolavori automobilistici.

La F40 è un mito senza tempo, destinato all'eternità. Giusto parlare di un'opera d'arte, unica e irripetibile, dal carattere focoso ed esuberante. Il suo fascino magnetico e contagioso ne fa un'icona della casa di Maranello.

La nascita risale al 1987, per celebrare i 40 anni di attività del marchio. Il nome deriva da Ferrari Fourty, suggerito dal giornalista Gino Rancati al Commendatore, per siglare il nuovo modello nel segno della ricorrenza, con un abbinamento molto simile a quelli utilizzati per identificare i caccia militari.

La F40 è l’oggetto stradale più simile ai velocissimi jet che solcano i cieli, ma è anche un condensato della storia della marca, interpretata ai più alti livelli. Nessun’altra vettura è riuscita ad esprimere una così vistosa aggressività, in una forma comunque estremamente elegante. Incredibili le sue performance.

Questa inimitabile dispensatrice di emozioni ha oggi 27 anni. Nessuno saprebbe portarli meglio. Il suo arrivo viene annunciato da un crescendo rossiniano, che si ode a distanza: una splendida sinfonia metallica, dai toni inebrianti. La sublime musicalità fa da cornice a una sagoma affusolata, che produce sensazioni irripetibili.

E' un’auto meravigliosa: somiglia a un prototipo da corsa pronto a mordere l’asfalto, col suo muso basso e profilato, la fiancata slanciata, l’enorme alettone a tutta larghezza che domina il posteriore. Alla sua vista si rimane senza fiato! La linea di questo bolide del “cavallino rampante” è fantastica.

Una vera scultura su quattro ruote, che cattura lo sguardo e fa schizzare in alto le pulsazioni cardiache. Forse è la "rossa" più affascinante dai tempi della 330 P4. Ogni volta rivederla è come ammirarla per la prima volta. Purissime le emozioni elargite agli appassionati, che ricambiano con venerazione il suo carattere forte e corsaiolo.

Foto | Ferrari

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