Mosley si sente tradito e vede ricorsi al primo GP

max fia

Max Mosley, dopo il comunicato diffuso dalla Fia sulla disponibilità a spostare al 2010 l'idea di un mondiale piloti assegnato in base al numero di vittorie, crede che il cambio di rotta sia nato da una comunicazione sbagliata di Bernie Ecclestone, che lo aveva convinto dell'unanime consenso dei team, poi smentito dai fatti. Una situazione che lo ha costretto ad annullare le decisioni prese, con conseguente danno d'immagine.

Parlando dell'accaduto, il boss della Federazione accoglie il punto di vista dei costruttori, ma è netto per il futuro: "Quando dovranno essere prese nuove decisioni, si cercherà una serietà diversa. Ecclestone mi aveva detto che aveva parlato con tutti i team e che tutti erano soddisfatti; sono stato indotto a pensare che tutti fossero d'accordo. Il Consiglio Mondiale aveva l'impressione che tutti fossero favorevoli".

Evidentemente le cose sono state lette male, oppure con questa strategia non si è voluta far passare la proposta di allargare la forbice tra primo e secondo classificato, conservando il vecchio criterio, anche a costo di una rimediare una magra figura. Riferendosi agli aspetti agonistici, Max Mosley ritiene che l'apertura del Campionato creerà nuove polemiche, di natura anche forte.

Secondo lui il Gran Premio di Melbourne si chiuderà con una decisione dei commissari: "Quasi sicuramente ci sarà un ricorso di chi si considera penalizzato. E tutto questo andrà avanti fino alla Corte d'appello". All'origine della possibile contesa il sospetto di irregolarità nei diffusori adottati da Williams, Toyota e Brawn GP, che hanno interpretato il regolamento in forma abbastanza elastica.

Facile prevedere che qualcuno chieda delle verifiche, anche se queste saranno complesse, come ammette lo stesso Mosley: "Sarà difficile giudicare. Si può dire che il dispositivo sia legale e si può dire che non lo sia. Se avessimo avuto più tempo probabilmente avrei sottoposto la questione alla Corte d'appello della Fia prima del GP d'Australia. Ci ho pensato questa settimana, non è il momento giusto; non sarebbe corretto. Se tutti i team avessero pensato che il dispositivo è illegale, non avrebbero dovuto usarlo già dai test di Barcellona".

Via | Eurosport.com

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