500 miglia di Indianapolis 1982



Sul fascino di Indianapolis non ci sono dubbi, si tratta della più antica corsa che tutt’oggi viene disputata e dal 1911 si fregia del titolo di manifestazione automobilistica più veloce, spettacolare, ricca e pericolosa del mondo. Sul catino di poco più di 4 km con quattro curve sopraelevate lo spettacolo comincia con le prove, spesso più difficili e selettive della stessa gara. Ci sono squadre, piloti e meccanici che lavorano un intero anno solo per Indy e se si fallisce la qualifica si torna a casa, ma quando il direttore di corsa pronuncia la storica frase “Start your engines” il fragore di circa 20.000 CV lacera l’aria, e i 33 concorrenti dopo i giri di riscaldamento dietro la pace-car si lanciano e si inseguono in maniera indiavolata per 200 giri. Una delle edizioni più combattute e spettacolari fù quella del 1982, fin dalle prove sono le Penske PC10 di Rick Mears e kevin Cogan a imporre il proprio ritmo complice una aerodinamica molto raffinata che consente loro di affrontare le curve sopraelevate più velocemente degli altri, anche senza essere le più veloci nei rettilinei dove anzi pagano parecchi km alle March 82C e alle Wildcat. La pole va a Mears che supera abbondantemente le 200 miglia orarie stabilendo 207,004 mph (333,27 km/h) accanto a lui Cogan e Foyt su march 82C, in seconda fila Andretti e Gordon Johncock entrambi su Wildcat MK8B e Bill Whittington su una March 81C dell’anno prima. Le tribune sono piene il giorno della gara in un tripudio di colori, si susseguono sfilate bande e majorettes, ma è il momento della partenza, le auto si allineano sul rettifilo e all’ordine del mossiere di avviare i motori le 33 vetture si accodano ordinate dietro la pace-car una Chevrolet Camaro Z28. Mears in testa controlla il gruppo con una andatura blanda, e quando viene data la bandiera verde Cogan accelera a fondo, perde il controllo dell’auto rimbalza sulla March di Foyt e si mette di traverso sulla pista, venendo speronato da Andretti e coinvolgendo altre auto che tentano di schivare i rottami. La corsa viene interrotta e quando riprende dopo un’ora per ripulire la pista solo 29 auto sono in grado di riprendere il via, e allo start scatta in testa Foyt seguito da Mears, Johncock e Sneva. Foyt conduce per 160 km poi al secondo rifornimento propiziato dalle bandiere gialle passa in testa Tom Sneva davanti a Johncock e Mears.

Ad un successivo refuel i meccanici di Foyt gli inondano l’abitacolo di metanolo facendogli perdere un giro per ripulirlo e al termine di ciò gli si blocca il cambio, sulla pista intanto infuria una lotta a quattro tra Mears, Johncock, Sneva e Carter. Johncock che ha il motore più potente passa Mears al 160° giro, il quale si accoda e rientra per l’ultimo rifornimento al 183° giro quando ne mancano 17 alla fine ma perde parecchio tempo sia perchè si vede ostacolato da una Eagle nella corsia di rallentamento, sia perchè la sua squadra per errore gli effettua un pieno completo. Johncock che era rimasto in pista aveva aumentato il suo vantaggio, Mears con 18 secondi di svantaggio si lancia in un disperato inseguimento, quando si ferma Johncock fa una sosta veloce e perfetta e si trova ancora davanti a Mears. E’ battaglia fino al traguardo, la Wildcat di Johncock sottosterza mentre la Penske di Mears è appesantita dal pieno di carburante, a dieci giri dalla fine Mears si trova a 9,5 secondi, e a cinque giri dalla fine il distacco e sceso a meno di 4 secondi. Quando mancano due giri al termine Mears è ormai sotto a un secondo e cerca il punto migliore per il sorpasso, ultimo giro Mears è nella scia a 350 Km/h ed entra all’interno nella curva uno, sembra quasi farcela ma Johncock sfutta tutta la sua esperienza è alla sua 18° Indy, lo stringe all’interno nella parte della pista dove c’è poca aderenza e lo costringe ad alzare il gas e ad accodarsi nuovamente. Alle curve successive Johncock e ancora in testa, l’unica possibilità per Mears e un sorpasso nel rettilineo d’arrivo ma non ha più abbastanza slancio e dopo 804 km di gara sfrecciano sul traguardo con un distacco di 26 centesimi di secondo.



Gordon Johncock

Rick Mears

Tom Sneva

La Chevrolet Camaro Z28 pace-car nel 1982

Foto del titolo: Johncock con Mears nella scia durante l'ultimo giro

[Foto:indy500.com]

  • shares
  • +1
  • Mail
6 commenti Aggiorna
Ordina: