Michael Schumacher: il video del suo primo titolo mondiale (1994)

Il tedesco esordice dominando i primi appuntamenti. Una serie di imprecisioni ed irregolarità lo costringe però a subire la rimonta di Damon Hill, che verrà tuttavia beffatto all'ultima gara in virtù di un finale thrilling.

Michael Schumacher era nel 1994 alla quarta stagione in Formula 1. Correva sempre in Benetton, scuderia con cui aveva conquistato la sua prima vittoria (Spa 1992) e per cui gareggiava ormai da tre anni. Suo compagno di team fu JJ Lehto, vittima però di un grave infortunio durante una sessione di test privati ad inizio stagione e quindi sostituito dagli esordienti Jos Verstappen ed Heinz-Harald Frentzen. Il tedesco guidava la Benetton B194, monoposto letale e molto affidabile, capace di aggiudicarsi 8 appuntamenti iridati, 6 pole position ed 8 giri veloci. Utilizzava un motore V8 da 3.5 litri ed oltre 760 CV, mentre il cambio era semiautomatico a 6 marce e la massa contenuta in 505 chili.

Il campionato 1994 si rivela decisamente tragico, in virtù della scomparsa di Ayrton Senna e Roland Ratzenberger e dei numerosi gravi incidenti che hanno purtroppo colpito altri piloti. La scomparsa di Senna assegna al pilota tedesco i crismi del favorito assoluto, mentre Damon Hill su Williams è il primo inseguitore. Schumacher rispetta questa investitura disputando un inizio di stagione esaltante, vincendo le prime 4 gare (Brasile, Pacifico, San Marino e Montecarlo) e stabilendo in 3 di essere il giro veloce. Giunge secondo in Spagna (vince Hill), ma si riscatta e sale sul gradino più alto del podio nei due appuntamenti successivi (Canada e Francia).

Nel GP di Gran Bretagna commette però una leggerezza: supera Hill per due volte nel giro di ricognizione e viene quindi punito con uno stop-and-go, che tuttavia i vertici della squadra gli suggeriscono di non rispettare. Schumacher viene quindi punito con la bandiera nera, sconta un altro stop-and-go ed arriva al traguardo in seconda posizione. I vertici della FIA lo sanziona annullandogli il piazzamento ed infliggendogli due gare di squalifica. La Benetton riesce tuttavia a permettergli di correre il GP di casa (in cui si ritira), posticipando la penalità ai GP d’Italia e Portogallo.

Schumacher vince il GP d’Ungheria e quello del Belgio, al cui termine viene nuovamente squalificato per irregolarità al fondo della vettura: era infatti troppo rovinato, forse per colpa di un’uscita. L’allora 25enne di Hermülheim sconta la squalifica ed al suo ritorno vede Hill ad un solo punto in classifica generale. Schumacher vince tuttavia la gara successiva (GP d’Europa) ed arriva secondo i Giappone. Arriviamo dunque al GP d’Australia. Il pilota della Benetton esce indenne da un incidente nelle prove del venerdì e va subito in testa alla gara.

Al 36° commette però un errore: tocca un muro e si rimette in carreggiata, ma nella manovra chiude la traiettoria al sopraggiungente Hill. Quest’ultimo lo evita e finisce con il piegare una sospensione, mentre il tedesco è costretto al ritiro. Hill prova a rientrare ai box; non ha fortuna ed è anch’egli obbligato ad alzare bandiera bianca. Schumacher vince così il suo primo titolo del mondo, aggiudicandosi 8 delle 17 gare complessive. Precede Hill di un solo punto (92 a 91), mentre terzo è Gerard Berger. Williams però si riscatta vincendo il titolo costruttori.

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