La Red Bull rompe l’egemonia della Brawn GP, centrando una magnifica doppietta nella gara di Shanghai. Le auto di Dieter Mateschitz, pur senza Kers e doppio estrattore, hanno dettato legge nel Gran Premio di Cina. Il successo porta la firma di Sebastian Vettel, grande eroe di una corsa dominata in lungo e in largo. Dietro di lui il compagno di squadra Mark Webber, seguito da Jenson Button, terzo alla bandiera a scacchi. E’ la prima volta che, quest’anno, l’inglese non taglia per primo il traguardo con la BGP 001. Resta sua, però, la leadership del mondiale.
Ancora una gara piena di ombre per la Ferrari, costretta a tornare a casa con le tasche vuote. Ma andiamo alla cronaca della sfida, partita nel segno del vento e della pioggia. Le parti più critiche del circuito sono i saliscendi, dove si concentrano i rivoli d’acqua più insidiosi. Per le condizioni impervie lo start non avviene con il classico scatto da fermo, ma secondo la modalità lanciata, dopo alcuni giri dietro la Safety Car. Il tutto nella speranza di pulire la traiettoria e di rendere più congrui i parametri di esercizio.
La visibilità è faticosa, anche durante il regime dell’auto di sicurezza. La pioggia ha sorpreso tutti, mettendo in difficoltà le squadre, che confidavano in una gara asciutta. Il quadro di riferimento costringe tutti a cambiare strategia. All’ottavo giro parte la lotta vera e propria. Il riavvio è una delle fasi più delicate, per le temperature non ottimali di freni e gomme. Subito un bel duello tra Kimi Raikkonen e Lewis Hamilton, che supera agevolmente il finlandese della Ferrari.
Anche Sebastien Buemi attacca l’alfiere del “cavallino rampante”, ma arriva lungo e perde terreno. Nel decimo passaggio Hamilton supera Jarno Trulli e si porta al quinto posto. Alla tornata successiva Buemi passa Raikkonen che, poco dopo, cede la sua posizione al compagno di squadra Felipe Massa. Più avanti Hamilton fa un testacoda, esce fuori pista e lascia scorrere gli avversari. Al tredicesimo giro Massa scavalca Buemi e poi anche Trulli, guadagnando la sesta piazza. Buona la prima fase di gara del brasiliano, che appare molto determinato.
L’abruzzese della Toyota, invece, per evidenti problemi di grip, viene superato anche da Raikkonen ed Hamilton. Il quindicesimo giro viene scelto per il primo pit-stop da Sebastian Vettel, che comanda le danze. La sua sosta dura circa 8 secondi. Nello stesso passaggio Hamilton si sbarazza di Raikkonen, guadagnando il settimo posto. Kubica è in rimonta, ma al al diciassettesimo giro centra in pieno Trulli, sormontando in frenata la sua monoposto. La safety car viene introdotta tempestivamente in pista.
In queste fasi concitate Vettel giunge dietro l’italiano e rallenta, per capire la situazione, ma viene tamponato da Buemi. Nessun danno il leader, mentre il “siciliano” deve rientare ai box. Massa, che è terzo, si ferma in mezzo alla pista, per problemi di natura elettrica. Il brasiliano si ritira, gettando nello sconforto gli uomini di Maranello. Per i tifosi delle “rosse” è un boccone amaro da digerire. Al rientro della safety car Vettel precede Button, Webber e Raikkonen, che poco dopo cede il passo a Hamilton. Dietro di loro Heikki Kovalainen, Rubens Barrichello e Sebastien Buemi.
Al 29° passaggio Jenson Button arriva lungo e Webber ne approfitta per scavalcarlo. Le due Red Bull sono in testa: un’emozione che sembra destinata a svanire per Mateschitz, dopo la sbavutura di Webber che permette all’alfiere della Brawn GP di ripassarlo. Ma è un attimo: l’autraliano riprende con cattiveria il secondo posto.
A venti giri dalla fine i tempi cominciano ad abbassarsi, perché le condizioni della pista migliorano. Hamilton commette un paio di errori di guida, cedendo la sua posizione a Kovalainen e poi a Sutil. Quest’ultimo, nel tentativo di allungare, perde il controllo della sua Force India e finisce rovinosamente fuori pista. Per lui è la fine di un sogno. Vince Vettel, che ha dimostrato lucidità, grinta, controllo e maturità. Dietro di lui Webber, seguito da Button e Barrichello, che chiudono al terzo e quarto posto. Seguono Kovalainen, Hamilton, Glock, Buemi e Alonso. Solo decimo Raikkonen, con una Ferrari in chiaro affanno.
GP Cina, ordine d’arrivo:
01. S. Vettel Red Bull - Renault 1h57′43″485 155.480 Km/h
02. M. Webber Red Bull - Renault +00′10″9 (2 pit-stop)
03. J. Button Brawn GP - Mercedes +00′44″9 (2 pit-stop)
04. R. Barrichello Brawn GP - Mercedes +01′03″7 (2 pit-stop)
05. H. Kovalainen McLaren Mercedes +01′05″1 (1 pit-stop)
06. L. Hamilton McLaren Mercedes +01′11″8 (1 pit-stop)
07. T. Glock Toyota +01′14″4 (1 pit-stop)
08. S. Buemi Toro Rosso - Ferrari +01′16″4 (2 pit-stop)
09. F. Alonso Renault +01′24″3 (2 pit-stop)
10. K. Raikkonen Ferrari +01′31″7 (1 pit-stop)
11. S. Bourdais Toro Rosso - Ferrari +01′34″1 (1 pit-stop)
12. N. Heidfeld BMW Sauber +01′35″8 (1 pit-stop)
13. R. Kubica BMW Sauber +01′46″8 (2 pit-stop)
14. G. Fisichella Force India - Mercedes + 1 giro (1 pit-stop)
15. N. Rosberg Williams - Toyota + 1 giro (3 pit-stop)
16. N. Piquet Jr. Renault + 2 giri (3 pit-stop)
17. A. Sutil Force India - Mercedes out @ lap 50 incidente
18. K. Nakajima Williams - Toyota out @ lap 43 tecnico
19. F. Massa Ferrari out @ lap 20 tecnico
20. J. Trulli Toyota out @ lap 18 incidente
Classifica Piloti:
01. Jenson Button (Brawn GP) 21
02. Rubens Barrichello (Brawn GP) 15
03. Sebastien Vettel (Red Bull) 10
04. Timo Glock (Toyota) 10
05. Mark Webber (Red Bull) 9
06. Jarno Trulli (Toyota) 8
07. Fernando Alonso (Renault) 4
08. Heikki Kovalainen (McLaren) 4
09. Nick Heidfeld (BMW-Sauber) 4
10. Lewis Hamilton (McLaren) 4
11. Nico Rosberg (Williams) 3
12. Sebastian Buemi (Toro Rosso) 3
13. Sebastien Bourdais (Toro Rosso) 1
14. Adrian Sutil (Force India) 0
15. Felipe Massa (Ferrari) 0
16. Giancarlo Fisichella (Force India) 0
17. Kazuki Nakajima (Williams) 0
18. Kimi Raikkonen (Ferrari) 0
19. Nelsinho Piquet Jr (Renault) 0
20. Robert Kubica (BMW-Sauber) 0
Classifica Costruttori:
01. Brawn GP 36
02. Red Bull 18
03. Toyota 16
04. McLaren 8
05. BMW-Sauber 4
06. Renault 4
07. Toro Rosso 4
08. Williams 3
09. Ferrari 0
10. Force India 0
stern
19 apr 2009 - 13:13 - #101@ Architetti
Buemi è svizzero, di italiano non ha nulla come tutti gli italiani nati e cresciuti all’estero, attaccarsi “all’italianità” poichè il nome è di origine “italiana” (ammesso che lo sia) è infantile.
airondella
19 apr 2009 - 13:14 - #102secondo me la ferrari sta dimostrando solo che i successi di schumacher sono arrivati soltanto perchè con uno così vince i mondiali anche la benetton, ora o si svegliano e prendono un altro schumi, che spero sia vettel ma non si può ancora dire, oppure ciao ciao, perchè abbiamo bello che capito che la scuderia e i progetti non valgono niente se non c’è uno che mette in riga il gruppo e che fa il ruolo di leader indiscusso in pista e fuori come era il kaiser
LHHK
19 apr 2009 - 13:16 - #103Architetti e Giulianog
2a o 3a generazione poco importa è Svizzero punto e basta.
lionpdn bs
19 apr 2009 - 13:17 - #104I FERRARISTI SI DIVIDONO IN DUE:
DA UNA parte quelli che continuano a tifare ed essere fedeli nel bene o nel male ed ammettono le superiorita dei altri
DA UNA parte quelli che non sanno perdere,che hanno sempre un po criticato schummy,quelli che dicono che questo campionato è falsato,che accusano le brawn,che non vedono la redbull,adrian neway e vettel, quelli che criticano i piloti attuali in ferrari, come se kimi non avesse vinto un mondiale e massa non si fosse dannato x vincere l’anno scorso.
LHHK
19 apr 2009 - 13:17 - #105101
Ma a loro fa comodo Italiano solo.. se è bravo
Dirk Pitt
19 apr 2009 - 13:20 - #106@ stern
allora per lo stesso motivo possiamo dire che tra il 1988 e il 1991 a essere fenomeni erano Senna, Prost, Murray e la Honda e NON la McLaren.
Capisco che ogni appiglio sia buono per dare addosso alla Ferrari, ma vediamo di non esagerare…
glp
19 apr 2009 - 13:22 - #107@innominato96
Non era provocatorio,passo e chiudo!
lionpdn bs
19 apr 2009 - 13:23 - #108C’è solo una cosa da fare x salvare la ferrari
Strappare ingenieri e pilota a redbull
chissa se adrian newey dopo aver vinto mondiali con williams mclarren e forse redbull
ambisca di lavorare x il cavallino
LHHK
19 apr 2009 - 13:24 - #109106
Murray non era mica na pippa
etsabba
19 apr 2009 - 13:27 - #110@teddeum
CIUCCIO!
..ma che dici?
la F1 è iniziata nel 1950!!
le auto del 1928 correvano su strada!!
Avevano le ruote scoperte perchè allora l’automobile era una carrozza che si muoveva da sola!!
Oggi la F1 è un circo di carrozze dove vincono bibite in lattina e tu ne sei il degno spettatore.
Dirk Pitt
19 apr 2009 - 13:27 - #111@109
Non l’ho detto di certo. Rileggi bene… :)
esseesseTT
19 apr 2009 - 13:31 - #112104 VATTI A BUTTARE A MARE CON UNA PIETRA INTORNO AL COLLO
esseesseTT
19 apr 2009 - 13:32 - #113teddeum.108 ANDATEVI A BUTTARE A MARE CON UNA PIETRA INTORNO AL COLLO
lionpdn bs
19 apr 2009 - 13:33 - #114esseesseTT non capisco ???
evidentemente sei uno di quelli che non sanno perdere
allora di chi è la colpa oggi?
di Adrian newey?
we believe in red-bull racing
19 apr 2009 - 13:35 - #115@110
“vincono bibite in lattina”
Non ho parole,
è una vettura progettata da Dio con un pilota che guida da Dio…
Gestita da un signore che ha speso bene un ingente parte delle sue entrate dovute alla magica bibita in lattina
E’ una fortuna per il motorsport che ci sia gente così
Non è che se non vincono Ferrari o Mclaren la F1 è una farsa, è più vera adesso che gli anni passati. Tutti si sono trovati a paritre da zero e i valori in campo si vedeono.
Ripeto non ho parole quando leggo certe cose, certe “Italianate”
Architetti
19 apr 2009 - 13:37 - #116Stern e altri:
Io ho la doppia nazionalità svizzera e italiana.
Esercito la mia professione in Svizzera e mi considero per questo un architetto Svizzero, anche quando, come spesso capita, sono invitato a tenere conferenze in altri paesi.
Sono un’esponente dell’Architettura Svizzera che attualmente gode di un prestigio considerevole a livello internazionale.
Ciò nonostante, sono di fatto un italo-svizzero. Sia dal lato giuridico (passaporti), sia dal lato pratico, sia da quello genetico.
Se corressi in F1, lo farei per la Svizzera, perché vivo qui e ho una grande stima per questo paese. Ma non mi offenderi se mi chiamassero italo-svizzero….
A me risulta che Buemi sente la sua italianità nello stesso modo. Nè è un esempio la sua preoccupazione e iniziativa a favore dei i terremotati abruzzesi…
Io non so se Stern e LHHK hanno la doppia nazionalità. Se ciò non fosse sono gli ultimi autorizzati a sparare sentenze su questo. CHiediamo a Buemi come si considera?
esseesseTT
19 apr 2009 - 13:37 - #117LIONPDN BS VATTI A BUTTARE A MARE CON UNA PIETRA INTORNO AL COLLO
Architetti
19 apr 2009 - 13:39 - #118Dispiace trovare tanta superficialità in certi commenti. E poi per un dettaglio.
E oggettivamente Stern e LHHK hanno torto.
LHHK
19 apr 2009 - 13:47 - #119Architetti
Buemi ha SCELTO di diventare SVIZZERO e correre come SVIZZERO con passaporto e licenza SVIZZERA quindi è un pilota a tutti gli effetti SVIZZERO, se devo essere sincero quelle mezze scelte (doppia nazionalità) non le condivido proprio, anzi andrebbero abolite.
LHHK
19 apr 2009 - 13:51 - #120Architetti
Più che mezze scelte sono scelte di comodo.., senza offesa.
etsabba
19 apr 2009 - 14:05 - #121@Teddeum
CIUCCIO DOPPIO!
Appena Ferrari diventò costruttore fece un auto a ruote coperte, e fu da corsa! la 166. Fece corse su strada come la 1000 miglia… non so se hai mai sentito.
La F1 non era nata ancora e Ferrari da decenni correva su strada, appena ha potuto (alla fine della guerra e costruendo la SUA Ferrari ) ha abbandonato l’anacronistica formula a ruote scoperte!
Mi sa che sei tu l’imbeRille che non conosce la storia…
alberto12357
19 apr 2009 - 14:12 - #122@ Stern#85
Che le condizioni di cambiamento da una stagione all’altra siano uguali per tutti non ci piove, è perfino banale dirlo… chi ha detto il contrario?. Tu hai fatto una cosa diversa, hai tratto indicazioni sul passato a partire dal presente, senza contare che quest’ultimo è stato caratterizzato da cambiamenti profondi e indipendenti dallo staus quo di due stagioni fa, o della stagione scorsa. Capisci? E’ un po’ come se dicessi che la Renault del 2005 e 2006, alla luce del basso successo progettuale odierno, debba aver corrotto FIA e persone influenti affinché riuscisse a vincere.
Che la Ferrari abbia un alto budget è chiaro, anche se non so se sia il più alto nel circus; così come lo hanno McLaren e Toyota per esempio… anche la Brawn ora vede i frutti di tanto impegno durante il quale lo sviluppo non aveva di certo vincoli economici… quindi la si smetta di ricorrere alla metafora di Davide che batte Golia quando si parla della Brawn…
alberto12357
19 apr 2009 - 14:19 - #123Al #88 hai scoperto l’acqua calda Stern.
Hai scoperto che i team sono composti di persone! Bravo, ma cosa credevi? Che fosse lo spirito santo a fare di un team ciò che è? C’è da dire, però, che di sicuro il contorno di uomini Ferrari che stavano intorno alle persone che hai citato dovevano essere, nei loro compiti, alla loro altezza… perché in caso contrario un team non funzionerebbe in modo ottimo.
Gilles88
19 apr 2009 - 14:30 - #124La doppia nazionalità non è una mezza scelta, si ha dalla nascita. Per il resto è normale che si simpatizzi di più per il paese in cui si vive e lavora, ma questo non vuol dire che l’altro lo si rinneghi.
Architetti
19 apr 2009 - 14:39 - #125Che palle LHHK…#120
Non sono mezze scelte. Non capisci proprio.
È da codardi, senza offesa, rinnegare le proprie origini. O le nazionalità ereditate. Se hai 2 genitori con 2 nazionalità, come ti comporti?
La doppia nazionalità è un dato di fatto, non una scelta. Forse non possiedi la sensibilità e, senza offesa, l’intelligenza necessaria per capirlo.
Vivere culture differenti, è comunque un’arricchimento. Ti consiglio di viaggiare un po’, ti aiuterà ad aprirti e a comprendere realtà un po’ più complesse di quella che tu descrivi.
Gilles88 #124 invece lo capisce.
Architetti
19 apr 2009 - 14:43 - #126Io ho insegnato negli USA, tenuto conferenze e sono stato ospite di simposi e tavole rotonde in Germania, Svizzera, Italia, Spagna, ecc.
Sono cittadino del mondo, LHHK……ho una, dieci, cento nazionalità….
Cerca di ampliare i tuoi orizzonti, di allargare le tue vedute.
Il nazionalismo non c’entra niente con l’amore per la patria, per le proprie origini….
Potrei scusarti sole se tu fossi Buemi in persona. Ma non credo.
Architetti
19 apr 2009 - 14:51 - #127E poi LHHK e Stern, francamente chissenefrega….ognuno è libero di sentirsi come vuole. Ricordare le origini di Buemi è un dettaglio. Le sue origini sono italo-svizzere…ha residenza in Bahrein….. Ha vinto sia dei campionati svizzeri, sia un campionato italiano…
Il succo del discorso non era quello, era la considerazione che Buemi dimostra talento….
stern
19 apr 2009 - 18:55 - #128@ Dirk Pitt
Infatti, è esattamente quello, che accadde in McLaren ai tempi di Prost e Senna e Murray, in F1 è sufficiente che un paio di persone “giuste” cambino team per stravolgere le forze in campo, proprio come quello che ha fatto Brawn…
stern
19 apr 2009 - 19:39 - #129@ Architetti
Non voglio fare inutili polemiche, ma Buemi aveva il nonno italiano ma lui è svizzero non italo-svizzero.
Probabilemte tu sei cresciuto e formato in parte in svizzera e in parte in italia, non Buemi.
Se per affermare una doppia nazionalità fosse sufficiente avere un nome di origine “straniera” allora in Alto-Adige/SudTirol sono tutti “italo-austriaci”, il presidente Obama è “americano-keniota”, in teoria si potrebbe estendere il concetto a tutti gli americani di origine “anglo-americana” e io stesso se guardo ai miei nonni non posso dirmi italiano…
Architetti
20 apr 2009 - 07:36 - #130Certo. Bravo hai afferrato il concetto.
Secondo me è meglio non chiedere a un altoatesino doc se si sente italiano. Ti risponderà: I bin a Südtiroler….
Quello che mi sorprende è la reazione così dura da parte vostra a un dettaglio.
Mi piacerebbe chiedere a Buemi come si considera lui. E quanti passaporti ha…
Certo è che Obama è cosciente delle sue origini, tanto da avere fatto un viaggio in Africa un paio d’anni fa, proprio per rivisitare le terre di origine dei suoi antenati.
Architetti
20 apr 2009 - 07:38 - #131Ma tu pensi che alla comunità Italo-Americana a New York manchi la coscienza della proprie origini?
O pensa a Mario Andretti….
Come detto mi sembra così esagerato disquisire su dettagli e nuances…
Siamo quello che siamo proprio in base alla nostra storia e a quella dei nostri antenati.
Anche solo dal punto di vista scientifico….
bomber75
20 apr 2009 - 12:14 - #132Ma vi siete dimenticati i mezzi punti nelle classifiche o sbaglio????????
stern
21 apr 2009 - 21:36 - #133Vorrai dire, ich bin ein Südtiroler…
stern
21 apr 2009 - 21:39 - #134Comunque concordo sul fatto che è soggettivo sentirsi legati alle proprie origini o meno