Nino Vaccarella festeggia il compleanno e torna al volante dell'Alfa 33/3

Ieri Nino Vaccarella ha compiuto 81 anni. Il mitico “Preside Volante” è stato festeggiato dagli amici. Noi eravamo presenti.

vaccarella

E’ stata una serata emozionante, fra grandi appassionati, che hanno reso un affettuoso tributo al loro idolo. La festa di compleanno di Nino Vaccarella poteva elargire solo momenti di grande piacevolezza. Così è stato.

In un locale tipico non molto distante dalle tribune di Floriopoli, si è consumata una cena squisita, fra gustosi aneddoti e racconti di fatti storici ed agonistici. Molte le presenze importanti, ma il grande protagonista è stato il “Preside Volante”, che si è confermato campione non solo nello sport ma anche nella vita.

Il suo stile lo rende un vero signore. Dietro il fare elegante si è percepita chiaramente l’emozione di un uomo passionale, felice dell’abbraccio dei suoi amici, sempre attenti e premurosi nei suoi confronti. Il personaggio lo merita!

Vaccarella, a dispetto dell’età, è ancora oggi un maestro del volante. Chi ha la fortuna di andare in macchina con lui capisce immediatamente la differenza fra un vero asso e un pilota veloce. La sua padronanza nella gestione del mezzo e le prestazioni di cui è capace lasciano senza parole.

Ora per lui si profila all’orizzonte una nuova esperienza esaltante, che farà la gioia degli sportivi. Il 3 maggio, alla vigilia della Monte Pellegrino Rievocazione Storica 2014, il mitico Nino tornerà ad indossare tuta e casco, per una passerella cittadina nella sua Palermo, dal viale della Libertà a Piazza Verdi, al volante dell’Alfa Romeo 33/3 che lo accompagnò alla vittoria nella Targa Florio del 1971. La stessa auto è stata riprodotta nella torta di compleanno.

Nino Vaccarella

Nino Vaccarella è stato un "pilota di temperamento" che "ha conseguito grandi vittorie", secondo Enzo Ferrari. Questo autorevole ritratto, denso di ammirazione, rende chiaro il suo spessore. Appassionato d'auto fin da ragazzino, inizia a correre alla fine del 1956 con la Fiat 1100 del padre, esordendo alla salita Passo di Rigano-Bellolampo, dove ottiene il quinto posto di classe. Nel 1957 acquista una Lancia Aurelia 2500, con la quale si mette ripetutamente in luce.

Dopo le prime vittorie fra le Gran Turismo passa, nel 1959, alla categoria Sport, gareggiando con una Maserati barchetta due litri. Con la vettura del "tridente" si pone con forza al centro dell'attenzione, per gli eccellenti risultati conseguiti. La stampa specializzata celebra con enfasi le sue eroiche gesta!

Nel 1960, con la Maserati Birdcage, disputa la Targa Florio insieme a Maglioli. Durante il suo turno di guida riesce a guadagnare la testa della classifica, con margine abbondante sugli inseguitori. Uno stupido inconveniente al serbatoio ferma però la sua cavalcata. Nel corso della stagione non mancheranno vittoriose partecipazioni ad altre sfide.

Viene arruolato nel 1961 dalla Scuderia Serenissima del conte Volpi, che dispone di un vasto assortimento di bolidi di diverse categorie. Con essi corre nei circuiti più in voga, ottenendo lodevoli risultati. Il contratto sottoscritto col nobiluomo veneto gli impedisce di aderire al reclutamento Ferrari che, nel 1962, lo tenta fortemente. Vaccarella, da persona perbene, non se la sente di voltare le spalle a chi gli ha accordato fiducia e declina elegantemente l'offerta.

Il Commendatore ammira la sua lealtà e continua a tenerlo d'occhio. L'atteso matrimonio è solo rinviato! Nel 1963 entra a far parte del team di Maranello, con le cui vetture raccoglierà prestigiosi risultati. E' l'inizio del periodo d'oro del "Preside Volante" che, con la P2, vince la 1000 km del Nurburgring e la 24 Ore di Le Mans del 1964. Nella stessa stagione conquista la Coppa Intereuropa di Monza, al volante di una 250 LM. Ma il trionfo più atteso arriva nel 1965, quando in coppia con Bandini, sulla 275 P2, si aggiudica l'amata Targa Florio.

Nella gara di casa stabilisce anche il nuovo record sul giro. Per lui è un momento di gloria. Nel corso dell'anno debutta con la Ferrari al Gran Premio d'Italia di Formula Uno dove, prima dell'abbandono, naviga in sesta posizione. Notevoli i risultati conseguiti nel 1967, turbati dalla sfortunata partecipazione alla Targa Florio, con la 330 P4, che crea in lui profondo disappunto. Davanti al suo pubblico è infatti costretto al ritiro quando conduce le danze a un ritmo impossibile per gli avversari.

L'anno successivo viene reclutato dall'Alfa, ottenendo piazzamenti di grande rilievo. Nel 1970 rientra in Ferrari, dove corre con la 512 S. Con questa vettura vince l'impegnativa 12 Ore di Sebring. Torna vittorioso alla Targa Florio del 1971, al volante dell'Alfa Romeo 33. Con l'evoluzione TT12 di questo modello, nel 1975, si aggiudica ancora la prova di casa.

Abbandona le corse proprio alla fine di quella stagione, dopo quasi un ventennio di attività agonistica. Il suo nome è strettamente legato a quello della mitica sfida isolana, considerata come una delle più belle e impegnative gare stradali di tutti i tempi. In Sicilia avrebbe potuto vincere molte più volte, ma la sfortuna non lo ha consentito. Memorabili i tributi d'affetto nei suoi confronti, fissati con invidia dagli altri piloti!

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