GP Australia F1 2014: la gara di Melbourne in chiave Renault

Renault si prepara ad affrontare con i suoi motori il Gran Premio d’Australia di Formula 1, in programma questo weekend sulla pista di Melbourne.

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Tutto pronto sul circuito dell’Albert Park per il Gran Premio d’Australia di Formula 1, tappa d’apertura della stagione agonistica 2014. Renault si prepara alla sfida di Melbourne, che si profila all’orizzonte con un forte carico di incertezze per tutti i team del Circus.

La complessità del quadro, frutto delle grandi novità tecniche introdotte e del poco tempo a disposizione per sperimentarle, emerge anche dalle parole di Rémi Taffin, Direttore Prestazioni in Pista di Renault Sport F1: “Il circuito di Melbourne si è sempre dimostrato impegnativo per le monoposto di Formula 1, ma la sfida quest’anno sarà ancora più avvincente a causa del debutto in gara del nuovo gruppo motopropulsore ibrido. Le caratteristiche principali del tracciato di Albert Park si riveleranno particolarmente esigenti, in particolare a causa delle curve serrate e delle accelerazioni brevi ma brusche”.

In questo scenario la casa francese, fornitrice di diversi team del Circus, è pronta a fare il suo meglio, pur sapendo che nessuno al momento può avere delle certezze, proprio in virtù delle riflessioni fatte prima.

Ecco alcune analisi di Taffin, utili a capire l’approccio strategico: “Con tutta probabilità le scuderie decideranno di partire con la quantità più bassa possibile di carburante, per ridurre al massimo il peso del veicolo. Tuttavia, per non penalizzare la competitività in pista, sarà necessario usare tutti i 100 kg di carburante consentiti nell’arco della gara. L’obiettivo, quindi, sarà l’ottimizzazione della quantità di energia recuperata in fase di frenata grazie a MGU-K e dallo scarico con MGU-H, per fare in modo di mantenere la batteria carica ridistribuendo l’energia nel modo più intelligente possibile”.

A questo punto non ci resta che attendere il weekend australiano per capire come andrà il rapporto con il turbocompressore e il sistema MGU-H, capaci di raggiungere velocità di rotazione straordinariamente elevate. Ricordiamo che ogni pilota potrà disporre solo di cinque gruppi motopropulsori per tutta la durata della stagione. Ciascun cuore ibrido dovrà quindi essere utilizzato per tre o quattro Gran Premi, mentre i motori V8 della generazione precedente erano impiegati per un massimo di tre gare.

A proposito delle vecchie unità aspirate da 2.4 litri, giusto ricordare il ciclo felice del propulsore RS27. Questa unità motoristica ha guadagnato 60 successi nelle ultime otto stagioni, con una percentuale di vittorie pari al 40%. I 250 ingegneri di Viry-Châtillon hanno sviluppato un cuore che ha conquistato nello stesso periodo di riferimento cinque titoli costruttori con due scuderie: Infiniti Red Bull Racing (2010-2011-2012-2013) e Renault F1 Team (2006). Ora è tempo di guardare al presente, con il nuovo Power Unit V6 turbo. Continuerà la striscia felice?

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