Gp Australia F1 2014, Fry: "L’affidabilità non basta alla Ferrari"

Il Gran Premio d’Australia di Formula 1 è stato come un brutto risveglio per gli appassionati della Ferrari, che si aspettavano delle “rosse” più incisive nella prima tappa della stagione agonistica 2014.

F1 Grand Prix of Great Britain - Practice

Il cavallino della Ferrari non è stato troppo rampante nella prima gara di questo Campionato del Mondo di Formula 1. Sulla pista di Melbourne le monoposto di Maranello hanno deluso, lasciando l’amaro in bocca. Inutile nascondersi dietro un dito: dalla F14T ci si aspettava di più, ma non è il caso di farne un dramma, perché siamo soltanto alla prova d’apertura della stagione agonistica 2014.

Il grigio risultato della sfida dell’Albert Park può virare verso colori più caldi e passionali nei prossimi appuntamenti in pista, a condizione che gli uomini della squadra emiliana riescano a capitalizzare meglio gli sforzi, per risalire velocemente la china, togliendo subito il dubbio che i 35 secondi di ritardo accumulati dalla Mercedes di Rosberg non siano una montagna impossibile da scalare.

Nell’attesa, a Maranello devono accontentarsi del quarto posto di Fernando Alonso e del settimo di Kimi Raikkonen, maturati grazie alla squalifica di Daniel Ricciardo, che perde la sua piazza d’onore, facendo scorrere di una posizione tutti gli inseguitori, in attesa di conoscere il responso dell’appello presentato da Red Bull contro il provvedimento sanzionatorio.

La Ferrari si è dimostrata abbastanza affidabile, ma con qualche problema ancora da risolvere, mentre c’è tanto da lavorare sul piano delle performance. I tifosi sperano che i risultati giungano in fretta, perché a Melbourne la Mercedes è stata una vera dominatrice. A Maranello non mancano le risorse umane, tecnologiche e finanziarie per conseguire lo scopo, ma occorre capitalizzare al meglio i valori, nei tempi più stretti.

Ecco l’analisi del direttore tecnico Pat Fry, sul sito ufficiale della casa italiana: “Alla vigilia della gara portare al traguardo entrambe le vetture sembrava il compito più difficile, ma alla fine l’obiettivo è stato centrato. Abbiamo visto quanto l’affidabilità non si possa dare per scontata: oltre a sorprendere diverse vetture, in alcune fasi di gara ha limitato la nostra prestazione. Su entrambe le F14 T abbiamo sofferto qualche problema di natura elettrica, soprattutto su quella di Kimi, non riuscendo a sfruttare tutta la potenza a disposizione”.

Fernando –prosegue l’ingegnere inglese- si è trovato per molti giri dietro a Hulkenberg e il potenziale della vettura si è potuto vedere solamente dopo il soprasso avvenuto grazie ad una buona strategia nel pit-stop. Kimi ha fatto una grande partenza ma poi per gran parte della gara ha sofferto il graining sugli pneumatici anteriori e si è ritrovato costretto a difendere senza la possibilità di attaccare. Ora ci aspetta molto lavoro se vogliamo migliorare le prestazioni della vettura, davanti a noi abbiamo rivali molto forti ma anche tutti gli strumenti per colmare il divario tra noi e loro”. Siamo ansiosi di vedere come andranno i prossimi appuntamenti in pista.

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