Targa Florio 1948, vince Biondetti con la 166 S

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La guerra si è finalmente conclusa. Nella gente esplode il desiderio di cancellarne il ricordo. Tutti si sbracciano, lavorando per la ricostruzione. Anche la Targa vuole ripartire. L’impresa è dura, ma i siciliani non demordono. A risolvere la questione ci pensano il principe Raimondo Lanza (nipote di Vincenzo Florio), il barone Antonio Pucci, il marchese Carlo Pottino ed altri collaboratori.

Uno degli scogli da superare è rappresentato dalle condizioni delle strade madonite, che versano in uno stato a dir poco pietoso. Il dramma è amplificato dall’assenza di segnali che facciano scorgere un pronto recupero. Lo staff organizzativo si consulta, per individuare una soluzione capace di aggirare il problema.

Alla fine passa l’idea di Raimondo Lanza, che propone di effettuare la gara sulle arterie che percorrono il perimetro dell’isola. I promotori cercano di guadagnare la collaborazione delle istituzioni, per il ripristino dei tratti più dissestati. Ottengono il via dal Presidente della Regione, che accorda il permesso al Giro di Sicilia-Targa Florio, da disputarsi su un circuito di 1080 chilometri.

Gli sportivi isolani possono nuovamente vivere l’emozione della loro corsa, abbracciata con grande calore. Al via spiccano alcune Ferrari 166 (della Scuderia Inter), condotte da Sterzi-Besana, Cortese-Righetti e Troubetzkoy-Biondetti. Le due Maserati A6GCS ufficiali sono affidate ad Alberto Ascari e Gigi Villoresi. L’Alfa partecipa con le risolute 2500 Sport. Ai nastri di partenza un nugolo di splendide Cisitalia 202, firmate Pininfarina.

La gara si preannuncia dura e combattuta. Memori degli aspri duelli vissuti in passato, gli appassionati attendono il solito e acceso confronto fra i protagonisti. Non dimenticando però che la Targa, per il ritmo delle sue insidie, è stata spesso una lotteria, capace di ribaltare le certezze apparenti. Anche in questa edizione sarà così!

Dopo poche centinaia di chilometri ecco infatti arrivare i primi colpi di scena. Abbandona Ascari, con la sua Maserati, per uscita di strada. Stessa sorte per la coppia Cortese-Righetti, con la loro Ferrari, per guai all’alimentazione. Conduce le danze l’esperto Villoresi, seguito da Biondetti. Quest’ultimo, con una grintosa “rossa”, si lancia in una grande rimonta. Aiutato dalla scorrevolezza dei tratti intermedi e da noie alla trasmissione dell’auto capofila, recupera la testa della classifica.

Villoresi passa adesso alle sue spalle. Ma a Messina i problemi sempre più gravi accusati dalla Maserati superstite, costringono il pilota del tridente a un mesto abbandono. In seconda e terza posizione si inseriscono le due Cisitalia di Taruffi-Rabbia e Macchieraldo-Savio. Sarà così fino alla fine. La Ferrari, con Biondetti, coglie un prestigioso obiettivo, vincendo alla prima partecipazione alla Targa. Un risultato di grande valore simbolico, che unisce nel successo due nomi importanti. E’ l’inizio del felice connubio fra le creature del Commendatore e la corsa di don Vincenzo Florio.

Foto | Forum-auto.com

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