La decisione della Williams di iscriversi entro i termini al campionato del mondo del prossimo anno era stata letta da molti come un’incomprensibile rottura nei confronti della Fota, visto che solo alcune ore prima il team di Grove aveva sottoscritto un documento comune dell’associazione dei costruttori, in cui si chiedeva un radicale cambio delle norme varate per il 2010, pena la mancata adesione in blocco dei firmatari.
Anche se una squadra come quella inglese vive sostanzialmente di Formula 1, nessuno si aspettava un così rapido cambio di fronte, che ha spiazzato gli alleati. Per questo la Fota ha assunto un provvedimento clamoroso, sospendendola in via temporanea dall’organizzazione. L’iniziativa ha un valore simbolico e traccia una presa di distanza da una linea che tradisce lo spirito del blocco.
Riferendosi alla “sanzione”, Frank Williams dice: “La decisione della Fota, anche se deplorevole, è comprensibile. Comunque, per una squadra corse ed una società il cui solo lavoro è la F1, nel rispetto dei nostri dipendenti e dei nostri partner, iscriverci al campionato del prossimo anno era incontestabile. Insomma, noi siamo obbligati giuridicamente per il contratto con Fom e Fia a partecipare al Campionato di Mondo fino alla fine del 2012“. Ma ci si chiede: quest’obbligo non esisteva anche prima che il sodalizio elaborasse il documento di protesta?
Via | Racingworld.it
Architetti
28 mag 2009 - 02:37 - #1La FOTA fa bene.
Frank Williams è vecchio e acido. Per lui la F1 è un affare. Le decisioni le prende dopo aver fatto un calcolo economico. Manca il cuore.
emmequadro82
28 mag 2009 - 07:43 - #2Alla faccia dell’unità della FOTA…
comunque, Sir Frank è stato coerente, aveva detto che avrebbe accettato il budget cap, e così è stato… e sinceramente, capisco pure, la Williams non è che se la passi bene ultimamente, anche dal punto di vista economico…
Ribadisco il mio pensiero: alla fine - purtroppo - sono convinto che troveranno un accordo… a nessuno conviene uscire dalla Formula 1 (Ferrari in primis), e alla coppia Max & Bernie, non conviene perdere numerosi team di F1 (Ferrari in primis)… e quindi addio sogni di Indy e LMS :-(
patrick depailler on tyrrell p34
28 mag 2009 - 08:10 - #3@1
ecco la risposta di frank…ineccepibile..Bravo frank.
Frank Williams, Team Principal said of the decision: “FOTA’s decision, although regrettable, is understandable.
“However, as a racing team and a company whose only business is Formula 1, with obligations to our partners and our employees, submitting our entry to next year’s championship was unquestionable.
“In addition, we are legally obliged under our contract with FOM and the FIA to participate in the World Championship until the end of 2012.”
patrick depailler on tyrrell p34
28 mag 2009 - 08:11 - #4quando capiranno i tifosi che alla fota della f1 no ninteressa nulla..ma interessano solo soldi e posizioni privilegiate sarà troppo tardi.
sveglia!!!!!!!!!!!!!!!!
Gattopazzo
28 mag 2009 - 08:40 - #5Le ragioni di frank williams sono ottime, ma non lo sapeva già prima di sottoscrivere la posizione della fota?
.
Oltre a quanto scritto da patrick, su autosport è riportata anche questa dichiarazione:
“FOTA’s decision, although regrettable, is understandable.
Trad: “La decisione della fota, per quanto spiacevole, è comprensibile”
renax
28 mag 2009 - 09:01 - #6BUFFONE …
I SOLITI INGLESI PAGLIACCI & SPIONI
patrick depailler on tyrrell p34
28 mag 2009 - 09:08 - #7@5 c’era scritto anche nel mio post ;-)
Gattopazzo
28 mag 2009 - 09:10 - #8Oooooooops non l’avevo visto :-D
Ryo
28 mag 2009 - 09:33 - #9Bravo Frank, ha preferito assicurare il lavoro ai suoi dipendenti piuttosto che lasciarli in strada ed ha fatto bene. La Williams non ha di certo le spalle coperte come la Toyota, Ferrari ecc… non c’era altro da fare
patrick depailler on tyrrell p34
28 mag 2009 - 09:57 - #10@9 infatti…ha fatto bene.
renax
28 mag 2009 - 10:00 - #11…il problema maggiore x i grandi è proprio il personale.. Ryo non hai proprio capito niente.
Complimenti !!!!
der ring meister
28 mag 2009 - 10:21 - #12@1
Non è vecchio ed acido e non gli manca il cuore.Malgrado quello che gli
è successo e con i condizionamenti fisici derivati continua ad avere una serenità
d’animo e ad essere al muretto per quello che è lo scopo della sua vita:le corse.
E’ un uomo estremamente semplice e parco,pensa che si alimentava sui campi
di gara con un bicchiere di latte. Interpreta in pieno quello che è lo spirito
della formula1 ed è un team manager con la lettera maiuscola.
E’ lui per primo che ha introdotto le grandi sponsorizzzioni,ma non per cassa,
per alimentare le sue squadre,e non per profitto,ma per mettere in pista macchine
che portassero il suo nome.Architetti,togliti il cappello quando parli di Frank Williams.
patrick depailler on tyrrell p34
28 mag 2009 - 10:33 - #13ryo mi sa che ha capito bene come me…frank non può essere in balia di altri, lui intanto ha inscritto la squadra,come poi accordi negli anni precedenti lo obbligavano a fare, e lo ha spiegato, e così tutti i dipendenti che ha sono tranquilli.
patrick depailler on tyrrell p34
28 mag 2009 - 10:39 - #14@12 forse in molti non sanno molto la storia di frank…ha ragione
agent provocateur
28 mag 2009 - 11:00 - #15in contrasto con i bodyguards, le vip ansiogene, e i personaggi che non c’entrano nulla, frank sembra il volto pacato e serio della f1, ceeto anche le banane di ross non sono niente male… di una semplicità così naturale che al sistema businnes-tv appare come eccitante, se gli creano intorno un siparietto. quoto 12 13 14, williams non è come certi approfittatori che si sono buttati nell’avventura per interessi personali (jordan?)
patrick depailler on tyrrell p34
28 mag 2009 - 11:13 - #16@15 e walkishaw con l’arrows altro esempio…
Dertos
28 mag 2009 - 11:16 - #17@12
Concordo su tutta la linea, purtroppo molti ignorano la storia di Franco Guglielmi
La forza d’animo che gli ha fatto superare momenti difficilissimi come la perdita di una persona a lui carissima come Piers Courage, Frank è andato avanti non ha mollato la presa ed è ancora qui,come quando saltava da un motorhome all’altro in cerca di sponsor e piloti con addosso la maglietta del fan club di Jochen Rindt.
der ring meister
28 mag 2009 - 13:50 - #18@17
Quanto andava forte Piers Courage!!!Per un certo periodo ha pilotato
anche l’Alfa 33 prototipo e dicevano in Autodelta che mentre gli altri piloti prima
di fare i tempi impiegavano tre/quattro giri di assestamento,Piers entrava
e dopo il giro di lancio,praticamente a freddo,stampava il tempo sul giro.
Grandissimo talento perso prematuramente a Zandvoort quando con la f1
che stava provando uscì sul terrapieno a sinistra prima della terzultima curva
e il fondo dell’auto,fatto di materiale infiammabile allo sfregamento,non mi ricordo
che materiale fosse,fece esplodere la macchina.
renax
28 mag 2009 - 14:06 - #19Mosley: “Ferrari non può dettare legge”
RAGAZZI (INGLESI) GODETEVI LA VOSTRA NUOVA F1
Dertos
28 mag 2009 - 14:20 - #20@18
Courage era un talento puro, ho sempre pensato che se non fosse morto nel rogo della De Tomaso (i soccorritori una volta individuato il casco del pilota vicino al relitto in fiamme,non accennarono alcun soccorso intuendo che ormai non ci fosse nulla da fare), con Frank Williams avrebbero potuto formare un accoppiata eccezionale alla Chapman-Clark
Purtroppo l’incidente di Piers non insegno nulla,tre anni dopo la tragedia di Williamson nello stesso tratto (Tunnel Oost) in mondovisione spazzo via quel velo d’omerta che l’ambiente utilizzava come protezione nei confronti dei media generalisti che puntavano il dito nei confronti del motorsport ad ogni incidente mortale.
Chris Lambert, Piers Courage e Roger Williamson tre giovani talenti persi nello stesso circuito
der ring meister
28 mag 2009 - 15:02 - #21@20
….un’accoppiata eccezionale,sì, come Chapman-Clark,come Tyrrel-Stewart,
quei connubi team manager-pilota che contraddistinguono le squadre inglesi,
che creano un dialogo di reciproca fiducia tra patron e pilota e dove le decisioni
vengono prese rapidamente,con grande reattività. Un poco il concetto che in
Ferrari si creò tra Montezemolo e Lauda e specialmente tra Todt e Schumacher,
ricreando i presupposti per la vittoria per la casa italiana.
Non mi ricordavo che Lambert e Williamson fossero morti a Zandvoort,pista stupenda,
tecnica,difficile,un circuito che ancora premia i valori di pilotaggio.
Dertos
28 mag 2009 - 15:28 - #22Si anche Lambert e Williamson sono morti nello stesso tratto, il primo nel contestato incidente con Regazzoni.
Courage era molto legato a Frank,ricordiamo che per la stagione 70 rifiutò un importate offerta dalla Ferrari per restare con Williams, secondo me se negli anni successivi Frank avesse avuto Piers come pilota e invece di correre con i telai March modificati e rinominati Politoys avesse continuato ad insistere sulle March clienti avrebbero ottenuto risultati da outsiders e attirarando sponsor maggiori avrebbero potuto finanziarsi un futuro da subito migliore (senza aspettare gli arabi)
ma purtroppo stiamo facendo fanta-f1
il materiale della De Tomaso era il magnesio che già costò caro a Jo Schlesser,ma erano altri tempi,e dopo l’incidente di Rouen a nessuno vene in mente di proibirlo
Dertos
28 mag 2009 - 15:41 - #23Secondo me Zandvoort e Suzuka sono i capolavori di Hans Hugenholtz,meno riusciti Zolder e Nivelles che d’altronde erano stati costruiti non seguendo un tracciato naturale ma a tavolino, rispettando standard di sicurezza elevatissimi per l’epoca (secondi forse solo al Paul Ricard) ma offrendo poche emozioni ai piloti
Zandvoort è stata castrata,mentre Suzuka ci appare ancora nel suo originario splendore!
der ring meister
28 mag 2009 - 16:16 - #24@22
Magnesio,sì!grazie!@23Parlavi del Paul Ricard,con grandi spazi di sicurezza certamente
sicurissimo e dove se sbagli non ci sono rischi ,salvo che ti si stacchi
qualche pezzo come successe a De Angelis,circuito che permette l’esercizio della
tecnica di guida pura,non essendoci punti che creano incertezze per paura di sbattere.
Estremamente tecnico con il clou nella curva a raggio decrescente dopo quella in fondo
al rettilineo principale.