
Mancano poche ore alla chiusura delle iscrizioni al prossimo campionato del mondo di Formula 1. Scade domani, infatti, il termine ultimo fissato dalla Fia per completare l’adempimento. Solo tre team, ad oggi, hanno inoltrato la documentazione richiesta. Oltre alla Campos Racing e all’USF1 c’è pure la Williams. Quest’ultima ha rotto il fronte comune della Fota, i cui membri non intendono aderire alle disposizioni varate da Max Mosley per il 2010.
Se queste non cambieranno, il Circus dovrà abituarsi a una geografia diversa, con l’assenza dei grossi costruttori. Un rischio che varrebbe la pena di scongiurare. Ma i margini di trattativa sono risicati. Anche il tempo stringe. L’accordo potrebbe però arrivare. In questo clima di incertezza le decisioni diventano difficili. Lo fa capire David Richards, che non ha ancora maturato una scelta definitiva.
L’ex capo della BAR e della Benetton sta ancora riflettendo sull’opportunità di concorrere al campionato del prossimo anno, con i colori della Prodrive, dell’Aston Martin o di un marchio del Medio Oriente (ipotesi più probabile). Le ragioni di questa esitazione sono spiegate dal diretto interessato: “Tutto dipende da due cose: le nuove regole ci permetteranno di avere successo? Inoltre: ci sono le condizioni finanziarie che permetterebbero a un nuovo team di portare a termine un modello di business pratico e duraturo?”
L’analisi tradisce la possibilità, al momento remota, che possa esserci un significativo innalzamento al tetto di spesa e un livellamento del layout tecnico fra i partecipanti, in seguito ad un eventuale accordo fra la federazione e l’associazione dei costruttori. Ecco perché Richards dice: “Aspetteremo fino all’ultimo e vedremo cosa succederà. Poco prima della scadenza ci saranno incontri dei consigli di amministrazione dell’Aston Martin e della Prodrive. Poi decideremo“.
Via | F1grandprix.it
Dertos
28 mag 2009 - 15:01 - #1Se Richards decidesse di correre sotto le insegne Prodrive, da romantico, mi piacerebbe se intitolasse le sue monoposto TP, in onore del suo concittadino Tom Pryce (Richards sta cotribuendo alla creazione di un museo dedicato a Tom) come faceva Guy Ligier che siglava le sue monoposto Js in ricordo dell’amico Jo Schlesser
my-monkey86
28 mag 2009 - 20:28 - #2“ci sono le condizioni finanziarie che permetterebbero a un nuovo team di portare a termine un modello di business pratico e duraturo?”…ma ancora non l’hanno capito? il termine scade domani non hanno altri 1000000 mila anni per capirlo… mah!!!