F1 2014, Mateschitz: La sponsorizzazione di Red Bull non è eterna

"La sostenibilità economica non rappresenta l’unica questione di cui preoccuparsi". Per tal motivo Mateschitz si domanda se la presenza di Red Bull in Formula 1 abbia ancora senso. Minaccia o avvertimento?

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Dietrich Mateschitz ha gettato un’ombra di incertezza e perplessità sulla permanenza di Red Bull quale sponsor principale dell’omonima scuderia. L’imprenditore austriaco ha infatti rivelato che potrebbe abbandonare la categoria in mancanza di risultati concreti.

“La sostenibilità economica non rappresenta l’unica questione di cui preoccuparsi. Io valuto anche l’influenza politica, il seguito della disciplina e l’apprezzamento del pubblico – ha commentato Mateschitz, intervistato dal quotidiano viennese Kurier –. A nostro avviso c’è un limite ben chiaro a cui dobbiamo piegarci”. Il manager esprime poi tutta la delusione per uno sport che sta diventando più ecosostenibile, meno emozionante e votato solo all’efficienza energetica.

“La Formula 1 deve tornare ad essere quello che è stato finora: la prima disciplina automobilistica – il suo commento –. Le monoposto non devono stabilire nuovi record in materia di consumo, così come gli spettatori non devono né parlare bisbigliando né sentire lo stridio dei pneumatici”. Il 69enne ammette poi di considerare assurdo che “le monoposto vadano 1 secondo più lente dello scorso anno. Allo stesso tempo è inconcepibile che le GP2 vadano veloci tanto quanto le Formula 1, pur avendo budget nemmeno paragonabili”.

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