Nessuno sale per caso sul podio della 24 Ore di Le Mans. La gara più famosa del mondo è da sempre massacrante, ricca di insidie e inflessibile con chi commette degli errori. Lo scorso anno Paolo Ruberti concluse al secondo posto sotto la bandiera a scacchi, un risultato che fece da preludio alla vittoria alla 24 ore di Spa qualche settimana più tardi.
Il pilota veronese non ha mancato l’appuntamento neppure quest’anno scrivendo il suo nome nuovamente sul secondo gradino del podio della Sarthe. Un risultato tutto italiano, a partire dall’equipaggio, completato da Matteo Malucelli e Fabio Babini. Tricolore non solo metaforico anche sulla livrea della Ferrari F430 GT2 gommata Pirelli schierata dalla BMS Scuderia Italia.
Dopo il quinto posto in qualifica il trio di connazionali ha impostato la gara sulla costanza, senza commettere errori e mantenendo il contatto con le posizioni di testa. La progressiva debacle delle Porsche ha agevolato le aspirazioni da podio dell’equipaggio della rossa numero 97: prima la terza posizione, poi la seconda nelle ultime faticose ore di gara hanno premiato piloti e team autori di una prestazione praticamente perfetta.
“Fa un certo effetto ‘abituarsi’ a salire sul podio di Le Mans“, ha dichiarato Ruberti al termine della cerimonia di premiazione. “E’ una gara dal fascino unico dove un podio vale più di molte altre vittorie. Da parte nostra abbiamo fatto un gran lavoro già dalle qualifiche: la macchina andava bene, era competitiva, bilanciata e siamo sempre stati fiduciosi di poter fare un bel risultato. Il fatto di essere un team completamente italiano ci ha dato una motivazione in più oltre a dare ulteriore valore al nostro podio“.
Via | Press Office
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