
Flavio Briatore è un membro della Fota che guarda con molta attenzione all’attrattiva del Circus. Il manager piemontese crede che il mondo dei Gran Premi debba essere vissuto con entusiasmo dai tifosi, sia in televisione che dal vivo. Per questo lo irrita il fatto che in Turchia ci sia stata una scarsa partecipazione di pubblico.
Sulla pista di Istanbul si sono registrate solo 30 mila presenze. Un dato misero, che secondo il manager della Renault non è degno della Formula 1 e della sua immagine. Questo, alla lunga, potrebbe avere delle ripercussioni negative, che la disciplina non può permettersi.
Briatore è chiaro per il futuro: “Preferiamo avere delle tribune piene piuttosto che più soldi dagli organizzatori turchi. E’ meglio per lo spirito del nostro sport. Vogliamo spalti colmi di tifosi. Non ha alcun senso spendere tanti soldi per una cattedrale vuota“. Sarà necessario incentivare le presenze, quindi, magari riducendo il costo dei biglietti.
Altrimenti si corre il rischio di far sparire dal calendario il circuito di Silverstone, che ha richiamato 310 mila persone nel week-end agonistico, mentre resterebbero delle gare, come quella turca, che si disputa su un bel tracciato ma non riesce a destare il giusto interesse. A questo punto urgono delle soluzioni. Il geometra cuneese, dall’alto della sua esperienza, sarà prodigo di consigli. Dice Luca di Montezemolo, presidente della Fota: “Flavio sarà molto occupato coi detentori dei diritti commerciali per migliorare lo spettacolo nel nostro sport. Speriamo di trovare un accordo nei prossimi giorni“.
Via | Eurosport.com
simo17
26 giu 2009 - 23:32 - #1Sacrosanto. Ineccepibile. Speriamo di cuore che qualcuno inizi a ragionare e che imponga la ragionevolezza d’ora in poi. Certe cose si faticano davvero a capire.
XLR8
27 giu 2009 - 01:12 - #2La Formula uno e’ nata in Europa dove e popolare e’ rende bene,per rendere la F1 uno internazionale la Fia ha scelto nuove strade cioe’ grande quantita’ di popolazione come L’EST, un potenziale con due miliardi +.E’ un mercato verde ci vorra’ tempo per la F1 a profittare in certi posti,quindi ridurre i prezzi e dar tempo alla gente di assorbire, nel frattempo si devono usare le nazioni che sopportano bene la F1, si raccoglie e si semina…….. citta’ come Montreal 300.000 + persone Indianapolis 400.000 + persone…… poi ci sono Giappone—Argentina—Messico—Russia—I paesi nord Svezia—Norvegia—Finlandia—enorme potenziale.Per le squadre costruttori in particolare il mercato Nord Americano e’ essenziale, specialmente per la Ferrari.
NICOLA11
27 giu 2009 - 06:11 - #3Ci hanno tolto Imola…e non si e’ mai saputo bene il perche’…Dapprima hanno rovinato la pista con tutte quelle chicane,e poi l’hanno cancellata dal circuito mondiale..Mi auguro che la rimettano…e abbassano i prezzi…per avvicinare i tifosi e le famiglie…Come puo’ un padre portare il proprio figlio a una corsa se deva sborsare in media mille euro per i biglietti,se sommati all’hotel,ai pasti,benzina,autostrada,rischio multe,e’ ovvio che uno se la vede in televisione…e con i stessi soldi porta tutta la famiglia in vacanza almeno una settimana…
NICOLA11
27 giu 2009 - 06:33 - #4Hano disintegrato Imola e Hockenheim,rovinato Monza…Mosley,Ecclestone e il loro architetto Tilke,andrebbero impiccati…Uno per ogni circuito…
Bull2
27 giu 2009 - 09:37 - #5Bravo Nicola, ti quoto in pieno! Un bel più!
NICOLA11
27 giu 2009 - 10:29 - #6Grazie di cuore…Bull2
Fabiooo
27 giu 2009 - 15:20 - #7Vero che hanno rovinato molte piste, ma la Turchia a dirla tutta è l’unica bella pista fatta da Tilke. Che poi non vada nessuno al GP, è un’altra cosa.
Cmq la cosa grave è che alla fin fine Bernie ce lo troviamo in mezzo ai c…… ancora. O schiatta, o ce lo teniamo con le sue porcate.
der ring meister
27 giu 2009 - 16:34 - #8Bassa affluenza negli autodromi,abbassassero i prezzi d’ingresso,se oggi
una famigliola volesse assistere ad un gran prix ci vuole un mutuo.
GruppoC
27 giu 2009 - 19:07 - #9Se si va indietro, e non di molto, con gli anni, ai Gran Premi d’Italia e di San Marino si vedevano tribune strapiene e, anche nel “prato”, gente disseminata dovunque. Questa era passione, e questo era sport! Bisogna tornare a prezzi “umani” dei biglietti; poi, magari, in certe occasioni, la prevendita esaurirebbe mesi prima dell’evento, ma va beh…
Ecclestone, peccando di presunzione, ha commesso un grosso errore: pensava che, dovunque avrebbe portato la F1, avrebbe trovato entusiasmo e partecipazione. Si sbagliava. Lo dimostrano le tribune vuote di certi GP “esotici”. Piuttosto che al GP di Turchia, a momenti c’era più gente a vedere la 1000 km di Monza (sigh…)!!! Lo dimostra il fatto che gran parte dei nuovi presunti team che si sarebbero dovuti presentare, secondo Mosley, al via l’anno prossimo erano europei; al massimo ce n’erano di americani. Nessuna scuderia araba, nè cinese, nè coreana… la Force India rimane un’eccezione.