Ferrari F1: il GP Spagna del 26 aprile 1975

Nel rincorrersi delle date la Ferrari ci offre pillole di storia capaci di fare la gioia degli appassionati, desiderosi di scoprire i vari momenti, più o meno felici, della scuderia del “cavallino rampante”.

fer

Oggi, per la corrispondenza del giorno, la Ferrari ci regala un breve ma intenso resoconto del Gran Premio di Spagna di Formula 1 del 1975. La cosa è interessante, anche in ragione del fatto che la sfida iberica si profila all’orizzonte.

GP CINA F1 2014: LA CRONACA COMPLETA DEL WEEKEND DI SHANGHAI

Ecco come il sito ufficiale della casa di Maranello racconta quella pagina del passato:

Il 26 aprile 1975 si svolgono le qualifiche del Gran Premio di Spagna. A conquistare la pole position è la Ferrari di Niki Lauda che precede di un decimo la 312 T del compagno Clay Regazzoni. Per la Ferrari è la prima pole position stagionale, in un’annata che fino a quel momento non ha regalato grandi soddisfazioni.

Per la Scuderia è in assoluto la pole position numero 71, per Lauda la decima. Quella corsa per il team di Maranello non andò affatto bene: il pilota austriaco fu coinvolto al via in un incidente che vide protagonista Vittorio Brambilla e Mario Andretti. La Parnelli del pilota statunitense colpì la Ferrari che centrò quella del compagno. Regazzoni si fermò ai box e ripartì molto attardato al punto da non venire nemmeno classificato.

Le basi per un grande prosieguo della stagione però erano gettate: in quella annata, che alla fine vide Lauda iridato per la prima volta, arrivarono altre otto pole position e dalla corsa successiva, a Monaco, iniziarono le vittorie. Alla fine Lauda ne ottenne cinque, Regazzoni una.

L’occasione ci torna utile per tracciare un profilo della monoposto “rossa” protagonista di quella stagione.

Ferrari 312 T

Dopo un avvio di stagione in sordina, con due gare incolori, è un festival di trionfi per la 312 T, che lancia il driver austriaco Niki Lauda alla conquista del titolo mondiale del 1975. Forte dell’innovativo cambio posizionato trasversalmente, la nuova monoposto vanta una perfetta ripartizione delle masse che la rende agile, stabile e maneggevole. E’ pure dotata di una veste aerodinamica sofisticata che ne migliora le capacità deportanti, senza produrre effetti nocivi sul piano della scorrevolezza. Il telaio è munito di una struttura tubolare rivestita con pannelli di irrigidimento, per ottenere una configurazione a scocca autoportante, con sospensioni anteriori e posteriori a ruote indipendenti.

Disposto posteriormente, il cambio è a 5 rapporti più retromarcia; la frizione è a dischi multipli, il differenziale autobloccante a lamelle. I freni a disco della Lockheed sono chiamati a rallentare la corsa di un bolide pesante 575 kg. Il motore -vero fiore all’occhiello di ogni Ferrari- è nettamente più performante dei meno frazionati Cosworth degli avversari. Si tratta di un 12 cilindri raffreddato ad acqua a V di 180° “boxer”, progettato da Mauro Forghieri, con basamento e testa in lega leggera e canne cilindro in alluminio riportate, il cui valore aggiunto è rappresentato dal basso baricentro, che dona alla “312 T” un invidiabile equilibrio dinamico.

La cilindrata di questo superbo propulsore è di 2992 cmc, ottenuta con un alesaggio di 80 mm e una corsa di 49,6 mm; la distribuzione è affidata a due alberi a camme in testa che, in ciascuna bancata, azionano le quattro valvole per cilindro. La potenza massima erogata è di oltre 495 cv a 12.200 giri/minuto, con un rapporto di compressione di 11,5:1. L’accensione è elettronica a scarica capacitiva "Dinoplex", con spinterogeno e bobine; l’alimentazione è a iniezione indiretta di origine Lucas.

La carreggiata anteriore è di 1510 mm, quella posteriore di 1530 mm; il passo è di 2518 mm. Uno dei benefici pratici legati all’uso del compatto cambio trasversale è rappresentato dalla facilità delle operazioni di sostituzione degli ingranaggi, per adeguare i rapporti alle diverse condizioni di gara. Il notevole vantaggio acquisito dal bolide di Maranello nella prima metà della stagione 1975 consente ai tecnici Ferrari di sperimentare in piena tranquillità -nella seconda parte del campionato- quegli affinamenti tecnici necessari per conservare il vantaggio nelle sfide dell’anno successivo.

Con la “312 T” Lauda vince i Gran Premi di Monaco, Belgio, Svezia, Francia e Stati Uniti. In Germania un banale inconveniente tecnico (una gomma bucata) lo priva della soddisfazione di una vittoria ormai certa. Il pilota austriaco -portacolori di riferimento in casa Ferrari- arriva secondo nel bagnatissimo Gran Premio d’Olanda e terzo in un Gran Premio di Monza che, grazie ai punti raccolti, gli consegna in anticipo l’alloro iridato.

Foto | Ferrari.com

  • shares
  • Mail