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F1: alla scoperta del pianeta gomme, prima parte

Pubblicato: 07 lug 2009 da Rosario Scelsi

Commenti dei lettori

gomme

In Formula 1 le gomme sono uguali per tutti, ma non tutti riescono ad utilizzarle alla stessa maniera. Quante volte abbiamo sentito piloti e tecnici lamentarsi per il rendimento inaspettato degli pneumatici o parlare di difficoltà nel mandarli in temperatura nel giro secco oppure, in caso di vittoria, lodarne il rendimento e l’aderenza avuta nell’arco della corsa?

Il punto è che il comportamento delle coperture varia in funzione di tantissimi parametri, alcuni esterni (condizioni meteo, caratteristiche del circuito), altri interni (pressioni di gonfiaggio, carico aerodinamico e caratteristiche meccaniche della vettura, regolazioni dell’assetto). Per cercare di capire di più su come funzionano, è utile leggere l’intervista a Marco Fainello, responsabile del reparto Prestazione Veicolo e Ricerca e Sviluppo della Scuderia Ferrari Marlboro, considerato uno dei più profondi conoscitori della correlazione fra gomma e veicolo.

Dal 2001 al 2006 la Formula 1 è stata caratterizzata dalla competizione fra due fornitori, Bridgestone e Michelin, mentre dal 2007 si è tornati al monopolio, detenuto dalla compagnia giapponese. Il rendimento degli pneumatici rimane comunque uno dei fattori decisivi per il successo: perché è ancora così visto che le gomme sono le stesse?

Il fatto che i pneumatici siano uguali per tutti non significa che essi non siano un fattore determinante per differenziare le prestazioni delle diverse vetture, in funzione di come vengono utilizzati adottando assetti e stili di guida particolari. Infatti, per poter sfruttare al meglio le potenzialità offerte dai pneumatici e soprattutto in relazione alle diverse condizioni ambientali e strategie di gara è necessario conoscerne le caratteristiche e comprendere come queste si integrano con il comportamento della vettura. Può sembrare un paradosso, ma proprio ora che i pneumatici sono uguali diventa ancora più importante conoscerli al meglio per sfruttare ogni minimo aspetto che può fare la differenza.

Quali sono i fattori che fanno cambiare il rendimento di una gomma?

Gli pneumatici sono componenti la cui prestazione è determinata in modo sostanziale dall’impiego che ne viene fatto: sono molto influenzati dalla pressione, da temperatura e tempo di permanenza in termocoperta, dalle caratteristiche delle sospensioni della vettura, dallo stile di guida, solo per citare gli aspetti più evidenti. Mettere a punto in modo ottimale tutti i parametri è un esercizio tutt’altro che semplice, soprattutto quest’anno con la reintroduzione di pneumatici da asciutto lisci dopo ben undici anni di scanalature. Gli pneumatici di quest’anno hanno caratteristiche diverse da quelli usati in passato ma non è possibile studiarne approfonditamente il comportamento nei test in pista in quanto questi non sono consentiti durante il campionato.

L’assetto della vettura ed il comportamento delle gomme vengono quindi analizzati durante le sessioni di prova che hanno luogo venerdì e sabato prima della gara, ma occorre sottolineare che queste quattro ore sono troppo poche per poter provare i diversi assetti, senza contare poi che le condizioni di pista, soprattutto il venerdì, non sono stabili e la loro evoluzione può cambiare in modo significativo ed occorre regolare le vetture il sabato cercando di prevedere quali saranno le condizioni che si troveranno poi la domenica. Per poter gestire una situazione tanto complessa la Ferrari fa affidamento su strumenti di simulazione numerica sviluppati internamente che, utilizzando dati forniti dalle prove al banco della Bridgestone e durante i test pre-campionato, sono in grado si riprodurre al computer le condizioni che si verranno a realizzare in pista consentendo di arrivare in pista già con una messa a punto vicina all’ottimale. Durante le sessioni quindi ci si può concentrare nel verificare la situazione e fare gli aggiustamenti di dettaglio richiesti dalle condizioni meteo e dalla strategia di gara.

Via | Press Ferrari

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7 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di p3p

    p3p

    07 lug 2009 - 16:38 - #1
    -2 punti
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    i pneumatici? conoscerà benissimo le gomme ma non altrettanto bene l’italiano…

  • Magilla

    07 lug 2009 - 17:45 - #2
    0 punti
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    In effeti a quel che si sente il comportamento delle gomme è uno dei fattori più difficili da implementare ne i simulatori di guida.

  • weqweqwe

    07 lug 2009 - 20:26 - #3
    1 punto
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    si può dire anche “i pneumatici” oltre a “gli pneumatici”…ho incontrato molto spesso questa forma e mi sono informato

  • peter 85

    07 lug 2009 - 20:37 - #4
    0 punti
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    anche Ivan Capelli che tutti conosciamo dice “gli pneumatici”.
    sicuramente e’ corretto dirlo pure in questa maniera.

  • XLR8

    07 lug 2009 - 22:18 - #5
    0 punti
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    Che si aprono le porte per i costruttori di gomme,ci vuole la conpetizione, con la loro individuale differenza……… questa e un’altra stupida regola di Mosley che si deve spazzare via.La Formula per vincere!…… E’ un po’ di questo……. e’ un po’ di quello…… LE PAROLE (FORMULA UNO) E’ AUTOESPLICATIVA.

  • der ring meister

    07 lug 2009 - 22:59 - #6
    0 punti
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    @5
    A parte che non si capisce quello che hai scritto,ma mi pare di avere colto
    che vorresti ci fossero diversi fornitori di gomme.Errore,è bene che ci sia il
    monogomma ,così le differenze di prestazioni si capirà che sono dovute alle
    diverse caratteristiche delle varie monoposto e dalla capacità delle varie squadre
    di trovare le regolazioni giuste per far rendere meglio gli pneumatici,specialmente
    ora che tutto è delegato alle libere del pre-gara.

  • Gattopazzo80

    08 lug 2009 - 08:59 - #7
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    Quoto der ring meister..
    Gli pneumatici da soli sono in grado di influenzare interamente il risultato finale, meglio quindi toglierli dalla competizione.. (anzi personalmente trovo anche assurdo che in regime di monogomma si facciano penumatici così sensibili alle condizioni esterne..)