Alfa Romeo 33/2, regina di classe nelle gare di durata

Nel cuore degli appassionati del “biscione” ci sono dei modelli del passato che fanno vibrare le corde emotive, come il prototipo 33, nelle diverse declinazioni.

Oggi ci occupiamo dell’Alfa Romeo 33/2, evoluzione del modello con cui nel 1967 la casa milanese aprì una nuova e bella parentesi nelle competizioni a ruote coperte, che in quel periodo godevano di vasto gradimento, strette sempre nell’abbraccio di un pubblico affettuoso e competente.

Alfa Romeo 33/2

La 33/2 nacque nel 1968 a cura del Reparto Corse Alfa Romeo. Si giovava di una carrozzeria sinuosa e aggressiva firmata da Franco Scaglione. C’era pure una variante a coda lunga, adatta alla 24 Ore di Le Mans, come quella immortalata nelle foto, che riguardano la sua partecipazione alla recente rievocazione storica, sotto forma di un concorso dinamico di eleganza, della Monte Pellegrino 2014.

Diverse le sue vittorie di classe nella stagione dell’esordio, come quella guadagnata alla 24 Ore di Daytona. In quella circostanza fu tripletta, con tre vetture in parata al traguardo, sulla falsariga di quanto fatto dalla Ferrari nell’edizione precedente della gara a “stelle e strisce”, dove le “rosse” di Maranello incassarono però il successo assoluto.

Sempre nel 1968 l’Alfa Romeo 33/2 guadagnò la gloria di classe alla Targa Florio e alla 1000 km del Nurburgring. Podio completo di classe alla 24 Ore di Le Mans, regina delle gare di durata.

A fine stagione un terzo posto assoluto fra i costruttori, dietro Ford e Porsche, che disponevano di cuori più grandi e potenti. La spinta dell’auto del “biscione” era assicurata da un V8 di 2.5 litri con 320 cavalli all’attivo. Cifra che venne abbondantemente superata dagli step evolutivi degli anni a seguire, quando l’auto assunse nuove sigle e diversa fisionomia, mantenendo però la magia del numero inziale.

  • shares
  • +1
  • Mail