Storia Ferrari: il successo di Piero Taruffi con la 500 F2 in Svizzera

Ricordare la storia aiuta a migliorarsi, ma anche a vivere momenti emotivi felici, legati alle cose belle del passato.

La Ferrari può guardare a testa alta alla sua storia, ricca di successi e di imprese che hanno fissato in modo indelebile la loro trama nell’antologia dell’automobilismo, sia sul piano agonistico che commerciale, con modelli da favola che fanno sognare gli appassionati di tutto il mondo.

La rossa dei tempi moderni è invece in affanno

Il mito di Maranello è cresciuto con fatti e gioielli di altissimo pregio, amati in tutto il mondo. Per la ricorrenza della data, il sito ufficiale della casa del “cavallino rampante” ricorda un fotogramma del suo lungo e avvincente film.

Il 18 maggio 1952 il terzo campionato del mondo di Formula 1 iniziò in Svizzera, sul circuito cittadino di Bremgarten, a Berna. Il regolamento era completamente cambiato dal momento che in quella stagione venne adottato quello con le specifiche di Formula 2 allo scopo di avere più vetture in pista e in attesa che venisse messo a punto il nuovo format della massima categoria per il 1954.

La Ferrari si ritrovò così ad avere la vettura migliore nella piccola 500. In qualifica ad ottenere il tempo migliore fu Giuseppe Farina che in 2’47”5 fu in grado di precedere il compagno Piero Taruffi di addirittura 2”6. A 4”6 il francese Robert Manzon fu terzo con la Gordini precedendo altre due Ferrari, la terza della Scuderia affidata al francese André Simon e quella privata della Ecurie Espadon pilotata dall’idolo locale Rudi Fischer.

In gara Farina partì senza esitazioni prendendo immediatamente il largo. Al 16° giro però la sua Ferrari si ammutolì ma il pilota piemontese riuscì a riprendere la gara sulla vettura lasciatagli da Simon. In testa intanto era passato Piero Taruffi che comandava sulla Ferrari clienti di Fischer e sulla Gordini del francese Jean Behra, insidiato da vicino da Farina.

Al 54° passaggio Farina fu costretto al ritiro anche con la seconda Ferrari e così gli ultimi giri furono una vera e propria passerella per Taruffi che vinse doppiando tutti tranne Fischer. Terzo fu Behra.

A questo punto non ci resta che scoprire da vicino la 500 F2.

Ferrari 500 F2

A driver performs stunts in Alberto Asca

E' una delle monoposto più vittoriose della storia della casa di Maranello. Basti dire che ben sette sono i successi conseguiti nel Mondiale del 1952 e altrettanti nel Campionato del 1953, disputati con le macchine di Formula 2. A questi vanno aggiunte la ventina di vittorie raccolte dal bolide del “cavallino rampante” nello stesso biennio, in competizioni non titolate. Alberto Ascari, alla guida della fenomenale monoposto, conquista il Campionato Mondiale Conduttori in entrambi gli anni, aggiudicandosi sei gare nel ’52 e cinque nel ’53 e agevolando così la conquista dei due allori Marche per la Casa di Maranello.

La “500 F2” è il primo modello Ferrari ad essere dotato di un frazionamento diverso dal solito 12 cilindri e questo per una precisa scelta tecnica sponsorizzata dallo stesso Enzo Ferrari. E’ proprio il Commendatore, infatti, a spingere l’ing. Lampredi a realizzare l’unità a quattro cilindri in linea disposta anteriormente, nella convinzione che, alla luce dell’atteso cambiamento regolamentare di Formula Uno del 1954 (che avrebbe innalzato da 2000 a 2500 cc la cilindrata per i propulsori aspirati), tale architettura avrebbe offerto dei benefici in termini di sfruttabilità.

In effetti i vantaggi attesi per i modelli successivi, progettati per la massima Formula, arridono anche alla “500 F2” che, per via della compatta struttura del blocco e della sua posizione estremamente arretrata, con scatola del cambio posta sotto il sedile del pilota, offre un ottimale centraggio delle masse che ne perfeziona l’equilibrio, esaltandone la guidabilità. La cilindrata del propulsore che spinge la splendida monoposto è di 1985 cc, ottenuta con un alesaggio di 90 mm e una corsa di 78 mm; le valvole sono due per cilindro, azionate da una distribuzione di tipo bialbero a camme in testa. La potenza sviluppata, inizialmente pari a 165 cv a 7000 giri/min, viene elevata negli step successivi a 185 cv, ottenuti al regime di 7500 giri/min.

Il cambio è a 4 rapporti non sincronizzati più RM, montato in blocco col differenziale ZF, di tipo autobloccante; la frizione è a dischi multipli. Il telaio è a longheroni con traverse, mentre le sospensioni a balestre trasversali hanno la classica architettura a ruote indipendenti sull’asse anteriore e a schema De Dion sull’assale posteriore. I freni sono a tamburo sulle quattro ruote e la loro sollecitazione viene limitata da un peso contenuto in appena 560 Kg, grazie anche alla leggera carrozzeria in alluminio. Il serbatoio è di 150 litri. Fra i piloti che conducono in gara la Ferrari “500”, oltre al già citato Ascari, anche Farina, Taruffi e Villoresi.

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