Formula 1: il tem Ferrari analizza e prepara il GP d'Ungheria


La Scuderia Ferrari Marlboro arriva al decimo round del Campionato Mondiale di Formula 1 portandosi dietro l’incoraggiante terzo posto sul podio di Felipe Massa in Germania. Comunque, in questa stagione, ogni fine settimana è un capitolo a se’, con pochi punti in comune con la gara precedente.

In teoria la F60 dovrebbe essere adatta alle caratteristiche e alle richieste dell’Hungaroring di Budapest, in quanto questo circuito ha molti punti in comune con le strette e tortuose strade di Monaco. Tornando indietro a maggio è stato lì, fra le strade del Principato, che la Ferrari è sembrata più competitiva per questa stagione. La natura lenta della pista e la prestazione delle mescole più morbide che la Bridgestone ha messo a disposizione quest’anno, potrebbero essere di nuovo degli elementi favorevoli alla Scuderia, favoriti dal fatto che si attendono temperature più elevate rispetto a Monte Carlo.

Gli sviluppi sulla vettura si sono naturalmente evoluti da allora e a Budapest, le F60 vedranno ulteriori aggiornamenti con l’introduzione di nuove componenti aeodinamiche (modifica del fondo e dell’alettone posteriore) e una sospensione posteriore modificata.

Proprio come a Monaco, una buona posizione di partenza è fondamentale, non soltanto per la pista particolarmente stretta, ma anche perchè l’Hungaroring è famoso per essere un tracciato scivoloso, in parte a causa della sabbia e della polvere che finiscono in pista dai terreni circostanti ma anche a causa dei residui di gomma che gli pneumatici lasciano durante la gara. La sessione di qualifiche del sabato pomeriggio sarà un duro test per i nervi dei piloti e per la strategia delle squadre.

Essere vicini o davanti in griglia di partenza è essenziale, ma anche partire sul lato più pulito, perchè la storia dimostra che i piloti che si sono qualificati in qualsiasi altezza nella parte sporca, spesso hanno perso posizione pochi secondi dopo che le luci dei semafori si sono spente. Il rettilineo principale è stato allungato qualche anno fa, il che dovrebbe favorire squadre che, come la Ferrari, montano ancora il KERS.

E’ un luogo comune che in Ungheria le gare siano noiose, ma non è sempre così: Nigel Mansell, che spesso ha sfidato le convenzioni, ha provato che è possibile vincere qui anche se si parte da una posizione senza speranza e nel 1989, è riuscito, partendo dalla dodicesima posizione in griglia di partenza, a infilare Ayrton Senna con uno spettacolare sorpasso prima di regalare alla Ferrari una memorabile vittoria, la prima delle cinque che la Scuderia ha collezionato qui.

Se la vittoria è stata tipica dell’atteggiamento di sfida dell’inglese, la vittoria successiva della Ferrari, nel 1998, è stata un classico esempio dello stile più cinico di Michael Schumacher e i due stint di gara corsi con un passo da qualifica si sono uniti alla perfetta strategia elaborata dagli uomini del muretto, visto che il tedesco ha ottenuto la vittoria grazie all’inedita strategia di tre soste. Quest’anno, considerando che il limite di velocità sulla corsia dei box è stato alzato a 100 km/h, la strategia dei tre pit stop potrebbe essere una scelta molto popolare.

Negli anni passati, la polvere e lo sporco hanno fatto sì che le prove del mattino del venerdì all’Hungaroring non siano state un grande spettacolo d’azione. Comunque, quest’anno, con il divieto di effettuare test, le tre ore di prove libere della prima giornata servono, non solo a settare le vetture per prepararle alle qualifiche, ma anche per valutare le nuove componenti e le idee che possono essere riutilizzate in altri momenti della stagione.

Per questo motivo, sporco o meno, il primo giorno di prove potrebbe essere più impegnativo del solito questo fine settimana. Un’altra ragione per fare molti giri è che questo inverno sarà la prima volta che ci sarà il divieto di test anche per gli ultimi due mesi dell’anno e con il lavoro già a buon punto per le vetture del 2010, valutazioni per il prossimo anno possono trovare spazio nella tabella di marcia della giornata, come è già successo per la Scuderia e per le altre squadre due settimane fa al Nuerburgring.

Il divieto di effettuare test ha costretto le squadre ad introdurre nuovi aggiornamenti sulle macchine sulla base dei dati raccolti in Galleria del Vento, con la Computational Fluid Dynamics e con programmi di simulazione e, per quel che riguarda la Ferrari, questo ha comportato un maggior impegno nell’analisi, considerando che, come prima squadra ad avere, da anni, il proprio circuito a Fiorano, la maggior parte degli sviluppi si è sempre basata sui risultati su pista.

Un’altra ragione per lavorare sodo questo fine settimana è che stiamo per vivere la prima, vera “chiusura” della Formula 1, quando la Gestione Sportiva fermerà i lavori dal 3 al 16 agosto. Le nuove regole proibiscono alle squadre di portare avanti alcun lavoro tecnico, R e D o il reparto manifatturiero, ed è un altro aspetto della nuova era della Formula 1, seguendo proposte delle squadre all’interno della FOTA.

Nel passato, mentre ci poteva comunque essere un periodo di stop nel calendario, il lavoro in azienda continuava a pieno ritmo anche durante i mesi estivi, quindi da quest’anno, lo staff e le loro famiglie potranno godersi un normale periodo di vacanza estiva. Il lato negativo di questo magnanimo gesto è che così si perdono due settimane di lavoro in un momento critico dello sviluppo della vettura del prossimo anno, ma le regole almeno sono le stesse per tutti.

Come già detto in precedenza, Michael Schumacher ha vinto qui nel 1998 e ha poi ottenuto altre due vittorie al volante di una vettura del Cavallino Rampante, ed anche Rubens Barrichello ha vinto su questo circuito. L’attuale pilota Kimi Raikkonen è salito anch’egli sul gradino più alto del podio, ricevendo una grande ovazione dalla folla che, nel bel mezzo delle vacanze estive, di solito è piena di finlandesi che vengono qui in quella che diventa quasi la gara di casa per Kimi e per i suoi connazionali che l’hanno preceduto in F1.

La sua vittoria è arrivata quando non era ancora in rosso, benchè sia comunque arrivato secondo e terzo per la Scuderia, rispettivamente nel 2007 e nel 2008. Per quel che riguarda Felipe Massa, questa gara non è mai stata facile per lui, con un settimo posto come miglior risultato. Particolarmente duro per il brasiliano è stato l’appuntamento dell’anno scorso: a pochi chilometri da una facile vittoria, dopo aver dominato la gara, una biella si è lasciata andare causando la rottura del motore. La speranza è di cercare di riparare questo fine settimana, visto che ci sarà tutta la squadra nella ricerca realistica di risalire al terzo posto del Campionato Costruttori.

Via | Comunicato Stampa

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