Alfa Romeo 33 TT/12, un bolide vincente dell'era romantica

Nella ricca storia del “biscione” uno spazio importante va assegnato alla 33 TT/12, che seppe far brillare il simbolo della casa milanese nel difficile universo delle corse.

L'Alfa Romeo 33 TT/12 porta la firma di un mitico ingegnere, che non ha bisogno di presentazioni: Carlo Chiti. Suo il progetto di questo modello, prodotto dal 1973 al 1976.

La sigla racconta della presenza di un inedito telaio tubolare (TT), ben coniugato col potente motore a dodici cilindri contrapposti (ecco il perché del numero presente nel nome del modello).

Dal cuore dell’unità propulsiva di 3 litri di cilindrata sbocciavano oltre 500 cavalli di potenza a circa 11.500 giri al minuto. Facile immaginare il tenore delle performance se si tiene conto del peso di 670 chilogrammi registrato alla bilancia.

Alfa Romeo 33/2, regina di classe nelle gare di durata

Il mix era giusto e le gare lo confermarono. Nel 1974 si mise a frutto il lavoro compiuto nei mesi precedenti, con il successo guadagnato alla 1000 km di Monza e la piazza d’onore nella classifica di fine stagione.

Furono sette, invece, i successi del campionato del mondo sport prototipi dell’anno successivo, che consegnò la gloria finale alla casa milanese. Poi la parabola discendente, per il disimpegno di chi ne amministrava le sorti. Della 33 TT/12 resta uno splendido ricordo negli appassionati.

Fra i piloti che ne gestirono le danze ci furono Arturo Merzario, Vittorio Brambilla, Jacques Laffite, Henri Pescarolo, Derek Bell e Jochen Mass. Oggi la si rivede con piacere in alcuni dei più importanti appuntamenti in pista, che rievocano il fascino romantico delle vecchie glorie. Il video odierno documenta una di queste uscite.

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