F1, Boullier: La Formula 1 si sta sparando da sola sui piedi

Autosport intervista alcuni 'pezzi grossi' della Formula 1 e chiede loro cosa pensino della disciplina. Il più critico è Boullier, Kaltenborn pensa allo spettacolo e Wolff ai nuovi media.

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Eric Boullier ha criticato senza mezzi termini l’attuale politica seguita dai vertici della Formula 1, colpevoli di aver provocato una crisi di identità resa ancora più acuta dal calo in termini di audience. Il direttore sportivo della McLaren ritiene infatti che la Formula 1 “si sia sparata da sola nei piedi”, nonostante quasi tutti i fine settimana vi siano gare interessanti. “Al giorno d’oggi ci sono più nazioni interessate ad ospitare gran premi. Si tratta di un fattore estremamente positivo, su cui dobbiamo spingere ed investire – ha commento l’ex Lotus –. La Formula 1 dovrebbe essere più coinvolgente verso i tifosi e dovrebbe aprirsi alle nuove tecnologie”.

Quest’ultimo tema è caro anche a Toto Wolff, team principal della scuderia Mercedes, che paragona l’attuale contrapposizione fra nuovi media e media tradizionali ad un nodo da tagliare. “Ad oggi è evidente la stagnazione registrata dai canali televisivi, parallela alla crescita dei media digitali – il suo punto di vista –. Mi rendo conto che sia un problema deludere i principali clienti (i canali TV, nda), ma è altrettanto evidente che non si può al momento sperare di rendere profittevoli i nuovi media. D’ogni sono certo che nel giro di un decennio la situazione sarà completamente diversa”.

Monisha Kaltenborn, a capo del team Sauber, ritiene invece che la Formula 1 sia diventata talmente esclusiva da non suscitare più l’attenzione dei tifosi. “I fan stanno perdendo interesse in virtù del fatto che non capiscono per quale motivo un pilota si sia ritirato dopo aver premuto la manopola sbagliata, o dopo che un certo componente non ha più risposto ai comandi. Tutto ciò non è coinvolgente”.

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