Ferrari: Fernando Alonso si racconta in video

Lo spagnolo è il pilota di riferimento del “cavallino rampante”. Purtroppo la “rossa”, nelle ultime stagioni, non è stata all’altezza delle aspettative.

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La Ferrari offre agli appassionati un viaggio a tre puntate su Fernando Alonso, in cui l’asso spagnolo racconta la sua carriera, nelle diverse fasi dello svolgimento. Il primo step di questo cammino prende forma nel video odierno, che raggruppa alcune istantanee della sua storia di lottatore.

Alonso è il pilota di riferimento della Ferrari moderna. Il campione spagnolo, nato ad Oviedo il 29 luglio 1981, cerca di difendere al meglio i colori del “cavallino rampante”, facendo appello a straordinarie doti professionali. Al suo attivo due titoli iridati, giunti nel 2005 e 2006 con la Renault. Per qualche anno è stato il più giovane interprete del Circus a guadagnare la doppietta mondiale, ma poi ha dovuto cedere il primato a Sebastian Vettel.

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Con il tedesco ha lottato per la gloria fino all’ultima gara del 2012, chiudendo per un soffio in piazza d’onore, ma meritando vasti apprezzamenti nel giro, per la capacità di giocarsela fino in fondo, pur avendo una monoposto meno efficace della Red Bull del rivale. Il suo nome trova degna collocazione nella classifica dei drivers più talentuosi e versatili di tutti i tempi.

Le prime avventure a motore di Alonso si compiono su un kart artigianale, costruito dal padre. In questo ambito si snodano le più giovani avventure agonistiche dell’asturiano, come per molti colleghi del Circus. I sacrifici del genitore e gli ottimi risultati maturati nella categoria aprono a Fernando le porte per un test con un’auto da corsa a ruote coperte, offerto da Adrián Campos. Gli esiti lusinghieri lo accompagnarono al passaggio successivo, nel 1999, in Formula 3000.

Nel 2001 l’esordio in Formula 1, al Gran Premio d’Australia, al volante di una Minardi. Qui si mette in luce per la capacità di prodursi in long run velocissimi, pur disponendo di una vettura chiaramente inferiore a molte altre. Flavio Briatore, credendo nel suo potenziale, ci scommette sopra, portandolo alla Renault nel 2002, inizialmente come collaudatore. Qui l’anno dopo va ad affiancare Jarno Trulli.

Nel Gran Premio di Malesia 2013 la prima pole, in quello dell’Hungaroring il primo successo. La strada è segnata. Anche se nel 2004 non riesce a riportarsi sul gradino più alto del podio, si capisce che per lui la gloria è dietro l’angolo. Arriva infatti nel 2005, con il successo iridato maturato nel Gran Premio del Brasile di quell’anno.

Il mondiale viene vinto anche nel 2006, sempre con la Renault. Nessuno c’era riuscito ad un avanzamento anagrafico minore del suo. Nel 2007 il passaggio alla McLaren, con il terzo posto finale. Poi il divorzio dal team di Woking e il ritorno alla Renault, dove resta nel 2008 e 2009. Nel 2010 approda in Ferrari, mettendo in mostra il suo temperamento. Si gioca il mondiale fino all’ultimo, perso solo nella gara finale di Abu Dhabi. Va peggio nel 2011, quando giunge quarto in classifica conduttori, con una “rossa” in evidente affanno. Le cose migliorano nel 2012, quando si gioca le chances iridate fino alla tappa conclusiva. Alonso giunge secondo, a soli tre punti da Vettel, vincitore del terzo titolo iridato consecutivo. Nel 2013 e nel 2014, invece, Alonso deve fare i conti con un “cavallino rampante” poco tonico, che gli impedisce di mettere a frutto le sue doti.

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