F1, Smedley: In Williams abbiamo eliminato la cultura della colpa

L'ingegnere fornisce la sua chiave di lettura in merito alla risalita del team Williams. Rob Smedley ritiene che abbia giovato una mentalità più aperta e meno votata a cercare il colpevole.

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E’ bastato eliminare la blame culture perché Williams sia tornata ad ottenere risultati di spessore. La confessione di Rob Smedley lascia pertanto intuire il clima di paura ed insicurezza fra i vari componenti della scuderia, che in precedenza si incolpavano l’uno con l’altro e che ora hanno invece raggiunto una maggiore armonia. L’ingegnere 40enne, Head of Vehicle Performance, ha spiegato che “Williams ha le sue colpe per quanto avvenuto in passato. Non era abitudine solo del team utilizzare la blame culture quando emergevano dei problemi”.

Smedley non rivela tuttavia cosa intenda con blame culture, ma traducendo in maniera letterale su ottiene ‘cultura della colpa, della responsabilità’. “Pat Symonds ed io abbiamo la stessa visione, ovvero che la blame culture va assolutamente abolita – il suo pensiero –. In caso opposto una persona spende il 60/90 per cento del suo tempo a ricontrollare ciò che è stato fatto, invece che lanciarsi in qualcosa di positivo e capire il problema”.

Smedley ammette poi di conoscere perfettamente la situazione ed ha parlato negli scorsi mesi a tutti i componenti delle scuderia, tranquillizzandoli sul fatto che “non stiamo cercando nessun capro espiatorio e nessuna persona da licenziare. Ci devono essere una cultura ed un modo di pensare votati all’ottimismo”. L’ingegnere inglese apprezza poi che la squadra corse e gli ingegneri in fabbrica lavorino più a stretto contatto di prima, tendenza confermata anche dalla quantità di nuovi pezzi introdotti.

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