GP Singapore: la gara vista dagli uomini Ferrari

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Nessun punto all’attivo per la Scuderia Ferrari Marlboro nel Gran Premio di Singapore di Formula 1, ancora stregato per la casa di Maranello. Kimi Raikkonen e Giancarlo Fisichella si sono classificati al decimo e tredicesimo posto, interrompendo così le serie di gare con almeno una "rossa" in zona punti e sul podio. Con il risultato di ieri il margine di vantaggio sulla più immediata inseguitrice nella lotta per il terzo posto si è ridotto a sole tre lunghezze.

Stefano Domenicali allarga le braccia: "Onestamente non penso che potessimo fare molto di meglio. Quando su una pista con queste caratteristiche si parte così indietro in griglia è difficile riuscire a risalire la china. Kimi e Giancarlo hanno dato il massimo, cercando di sfruttare quello che offriva la macchina. Dobbiamo accettare il fatto che tante altre squadre hanno fatto ancora un passo avanti in termini di prestazione, il che rende ancora più difficile la nostra situazione tecnica, visto che lo sviluppo della F60 è stato fermato già da tanto tempo".

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"Quando abbiamo fatto questa scelta -aggiunge il team principal del 'cavallino rampante'- eravamo consapevoli che l’avremmo pagata sempre di più man mano che la stagione si avviava alla fine, ma ciò non vuol dire che ci arrendiamo, sia ben chiaro: ci restano tre gare e le onoreremo con il massimo impegno perché vogliamo fare di tutto per finire al terzo posto nella classifica Costruttori. In un anno strano come questo tutto può succedere: anche oggi (ieri, ndr.), ad esempio, abbiamo visto squadre che erano da tempo nelle retrovie ritrovarsi nelle prime posizioni e altre fare il percorso inverso".

Fisichella ammette le difficoltà: "E’ stata una gara molto dura, sia dal punto di vista fisico che mentale. Non avevamo un passo all’altezza della Ferrari, dobbiamo prenderne atto. Facevo fatica a tenere la macchina in pista a causa della scarsa aderenza. Alla fine, con le gomme più morbide, il comportamento della vettura è migliorato e sono riuscito a girare su buoni tempi. Abbiamo anticipato la prima sosta per cercare di tirarmi fuori dal traffico, visto che ero praticamente bloccato dietro a Sutil ma, anche a causa della neutralizzazione, la mossa non ha dato gli effetti sperati. Il Kers è stato meno importante che a Monza: in partenza sono riuscito a superare una macchina e poi mi è servito più che altro per difendermi. Ora andiamo a Suzuka, una pista completa: visto come sono andate le cose quest’anno, con macchine che una volta sono andate forte e la gara dopo pianissimo, è difficile fare pronostici".

Anche Raikkonen riconosce i problemi: "Non potevamo fare di più. La macchina scivolava dovunque e non avevamo aderenza. Nell’ultima parte, con le gomme più morbide, la situazione è un po’ migliorata, ma era ormai troppo tardi. Sono arrivato nella scia di Nakajima e in un paio di occasioni ho cercato di azzardare il sorpasso. Qui, però, è davvero difficile passare una macchina, a meno che chi ti sta davanti non faccia un errore. La settimana prossima a Suzuka non mi aspetto certo che la situazione sia diversa: quella è una pista molto impegnativa per la macchina sotto il profilo aerodinamico e noi difettiamo proprio in questo settore. Detto questo, cercheremo di fare del nostro meglio".

Chris Dyer non può che confermare quanto detto dai piloti: "E’ stata una gara molto difficile, sia per Kimi che per Giancarlo. Contrariamente a quanto era accaduto nelle ultime occasioni, non siamo riusciti a sfruttare al meglio la partenza, uno dei nostri punti di forza quest’anno: già eravamo molto indietro sulla griglia e quindi la nostra situazione si è fatta subito ancor più complicata, anche perché a Singapore i sorpassi sono pressoché impossibili. Oggi (ieri, ndr.) diverse macchine non hanno finito la corsa o sono state in difficoltà a causa di problemi ai freni, ma non siamo riusciti a sfruttare questa opportunità per arrivare almeno in zona punti. Quanto al rendimento delle gomme, la mescola più morbida nell’ultima parte della gara si è dimostrata migliore del previsto in termini di costanza, ma non c’erano sufficienti elementi per decidere di usarla già nel secondo stint, quello più lungo: è facile parlare a posteriori ma credo proprio che abbiamo fatto la scelta giusta".

Via | Ferrari Press

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