Jules Bianchi è morto

(continua da pagina 1 )

Il padre: "Meno ottimista sul recupero"


Lunedì 13 luglio 2015

Preghiere per Jules Bianchi

Il padre di Jules Bianchi ha confessato di non sentirsi sollevato dalle novità che i medici gli forniscono sulle condizioni del figlio, ricoverato in coma presso l’ospedale di Nizza. “E’ insopportabile, una tortura quotidiana. Si tratta a mio avviso di una situazione peggiore che se fosse morto – commenta Philippe Bianchi –. A volte ci sembra di impazzire, anche perché non ci sembra di aiutarlo abbastanza”.

L’ex pilota della Marussia rimase gravemente ferito il 5 ottobre 2014, durante il GP del Giappone, quando la sua monoposto uscì di strada ed urtò un trattore impegnato a spostare la vettura di Adrian Sutil.

Il tempo passa ed ora sono meno ottimista rispetto ai due/tre mesi successivi all’incidente, quando ancora speravamo che il decorso fosse migliore – continua il padre, intervistato da France Info –. Ad un certo punto bisogna trovarsi ben piantati a terra e realizzare quant’è grave la situazione”. Philippe ha poi rivelato che il figlio stringe la mano delle persone a lui vicine, ma non è chiaro se tale gesto vada considerato un riflesso oppure un comportamento messo in pratica con coscienza.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • Mail