
E’ un pilota bravo e veloce, che suscita un certo interesse, ricevendo diversi attestati di stima. Davide Rigon ha un bel curriculum alle spalle e spera di coronare le sue aspirazioni professionali.
Il giovane talento di casa Minardi, in un intervista pubblicata sul sito della factory di Faenza, racconta la sua prima stagione nel campionato GP2 Main Series, ma non disdegna un’analisi ad ampio raggio sulla Formula 1. A lui la parola.
Come giudichi la tua prima stagione in GP2?
E’ stata sicuramente una grande esperienza perchè, dopo tante vittorie, ho imparato anche a perdere. Ho dovuto guidare sempre al limite e questo mi ha fatto crescere sotto diversi aspetti. Se poi guardiamo il bilancio complessivo, non è del tutto positivo in quanto il bottino è stato modesto. Siamo sempre stati molto vicini alla zona punti, ma ogni volta ci mancava qualcosa per completare l’opera. La fortuna, poi, non mi ha sempre aiutato, infatti in almeno due occasioni avrei potuto lottare per un posto sul podio.
Cosa ti ha lasciato in più questo campionato e sotto quale aspetto sei cresciuto maggiormente?
Diciamo che mi ha aiutato a crescere sotto l’aspetto psicologico. Dover sempre inseguire e andare costantemente al limite per tenere il passo degli altri non è sempre facile. L’approccio ad ogni week end è stato sempre molto professionale. Anche il mio fisico è stato portato sempre al limite e ogni volta ha risposto molto bene.
In questa stagione sei stato impegnato nuovamente in SF con i colori dell’Olympiacos, prendendo parte ai primi tre appuntamenti. Come mai hai deciso di chiudere in anticipo la tua avventura?
Ero tornato in Superleague Formula in previsione di non poter finire la mia stagione in GP2. Dopo ogni gara infatti non sapevo se avrei corso anche l’appuntamento successivo, per i soliti problemi di budget che mi attanagliano costantemente. Successivamente, visti i problemi di affidabilità della vettura dell’Olympiacos, ho deciso di concentrarmi principalmente sul campionato GP2, la cui vettura si avvicina molto ad una monoposto da Formula 1.
Hai un curriculum che potrebbe far invidia a molti tuoi colleghi: nel 2005 hai provato la Minardi F1, hai sfiorato la vittoria in F3 Italia nel 2006, hai vinto il campionato italiano ed europeo di F3000 nel 2007, mentre nel 2008 hai inaugurato l’albo d’oro della Superleague Formula, avendo la meglio su piloti con esperienze in F1, Champ Car e GP2. Cosa ti manca per poter provare nuovamente una Formula 1?
Manca solo una possibilità. Sono pronto sotto tutti gli aspetti e sto continuando gli allenamenti in funzione della Formula 1. Anche in GP2 ho dimostrato di saper andare forte. Mi piacerebbe poter mostrare ad una scuderia di Formula 1 il mio potenziale.
Rimaniamo in F1: come giudichi questo mondiale e chi ti ha sorpreso maggiormente?
E’ un Mondiale sicuramente diverso e per certi versi strano, perchè ad ogni gran premio non è facile fare delle previsioni. Ad inizio stagione le Brawn GP mi hanno certamente sorpreso, anche se in questo finale stanno calando. Molto bravo Sebastian Vettel, con il quale mi sono anche scontrato in passato, e Lewis Hamilton che, pure con un macchina non perfetta, ha dimostrato di saper vincere e di poter andare forte. La Ferrari sta crescendo, anche se ormai sono proiettati completamente al 2010. Nonostante questo sono sempre li, ma non sarà facile difendere il terzo posto nel mondiale costruttori da una McLaren in grande progressione.
Da chi ti aspettavi qualcosa in più?
Ad essere sincero mi ha deluso leggermente Grojan, perchè comunque in GP2 ha dimostrato di saper andare forte, anche se commettendo qualche errore di troppo. Visto l’inizio di stagione mi sarei aspettato qualcosa in più in questa fase anche da Jenson Button.
Dal prossimo anno i regolamenti cambieranno nuovamente: ad esempio saranno vietati i rifornimenti. Per un pilota, come cambierà l’approccio al gran premio? Sarà un cambiamento positivo per l’immagine della Formula 1?
Con i nuovi regolamenti 2010 in più occasioni salterà fuori la qualità del pilota che sarà chiamato ad una più delicata gestione della vettura, essendo questa molto più pensante (220 Kg di benzina) ad inizio gran premio. Bisognerà fare molta attenzione all’usura dei freni. Si tornerà indietro agli anni ‘90, quando si faceva molta attenzione alle possibile rotture meccaniche, prendendo i cordoli in modo più dolce senza fare tutte le tornate al limite. Questo ci permetterà di avere delle corse ancora più emozionanti. Anche le qualifiche saranno più interessanti in quanto tutti i piloti potranno decidere liberamente con quanto benzina scendere in pista.
Dal prossimo anno avremmo quattro team nuovi, con la Sauber alle porte. Una chance in più per voi giovani piloti?
Sicuramente può essere una possibilità in più per entrare in Formula 1, anche se i cosiddetti piloti con la valigia avranno la strada spianata. Secondo me i nuovi team opteranno per un pilota esperto da affiancare ad un giovane pagante per coprire così i budget stagionali.
Per quanto riguarda il tuo futuro prossimo?
Per ora non ci sono grandi novità. Siamo vagliando alcune opportunità interessanti. Sono stato contattato da alcuni team per i test di Jerez in GP2, ma i costi erano troppo alti.
Via | Minardi.it
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