GP Abu Dhabi: l'analisi degli uomini Ferrari



L’esordio della Formula 1 sul nuovo circuito di Yas Marina non ha coinciso – del resto non poteva essere altrimenti – con un cambiamento della situazione per la Scuderia Ferrari Marlboro.

“Siamo consapevoli delle difficoltà cui andremo incontro in questo fine settimana: i nostri principali avversari nella lotta per il terzo posto nella classifica Costruttori stanno attraversando una fase molto positiva mentre noi dobbiamo fare di necessità virtù, cercando di tirare fuori il massimo da quello che abbiamo a disposizione” – ha detto Stefano Domenicali – “Detto questo, non significa che non combatteremo fino all’ultimo giro: non siamo gente che si lascia andare tanto facilmente. Al di là degli aspetti tecnici di questa prima giornata di prove libere, voglio fare a nome di tutta la squadra i complimenti agli organizzatori di questo Gran Premio per il lavoro svolto: Yas Marina diventerà, anche grazie al Ferrari World Park Abu Dhabi, una delle mete preferite per tutti gli appassionati.”

Giancarlo Fisichella: “Questo diventerà quasi come il secondo Gran Premio di casa per la Ferrari, che qui vedrà sorgere, proprio alle spalle del circuito, il primo parco a tema dedicato alla casa di Maranello. Quanto al tracciato, posso dire che la parte più bella è quella iniziale, dove ci sono le curve veloci; penso che ci sia qualche possibilità di sorpasso sui lunghi rettilinei mentre l’uscita della pit-lane è piuttosto pericolosa ma non si può ormai far nulla per cambiarla.

Nella seconda sessione, con l’abbassamento della temperatura, l’asfalto è diventato meno scivoloso: nella prima facevo fatica a stare in pista e c’era anche molto graining. Non abbiamo nulla di nuovo sulla macchina e dobbiamo cercare di fare del nostro meglio lavorando sull’assetto della vettura.”

Kimi Raikkonen: “La macchina non è male da guidare ma è semplicemente lenta e manca di aderenza, come del resto è accaduto spesso quest’anno. Non è che andiamo male su questo tracciato per un motivo specifico: più che altro è normale che, una volta scelto di non sviluppare più la F60, il livello della nostra prestazione rispetto agli altri peggiori gara dopo gara, visto che tante squadre hanno continuato a lavorare sulla macchina di quest’anno.

Ci sono soltanto poche curve dove si può fare la differenza, all’inizio del giro: poi ci sono tante frenate brusche e curve da bassa velocità, dove è importante la stabilità in entrata e l’accelerazione in uscita. Il passaggio dalla luce naturale a quella artificiale? Dopo due gare di esperienza a Singapore non rappresenta un problema. L’uscita della pit-lane? Come conformazione è abbastanza simile a quella di Interlagos, solo che qui c’è un muro al posto del guardrail.”

Chris Dyer: “E’ stato un venerdì simile a tanti altri in questa stagione. Abbiamo potuto completare il programma previsto con entrambi i piloti raccogliendo tanti dati da analizzare questa sera e domani in vista delle qualifiche e della gara.

Sul ritmo di gara la prestazione sembra essere abbastanza buona mentre facciamo fatica a tirare fuori il tempo nel primo giro cronometrato, il che potrà essere penalizzante in qualifica. Per quanto riguarda il rendimento degli pneumatici non è ancora chiaro, almeno per quello che si è visto oggi, quale sarà la mescola più performante in qualifica, quindi è possibile assistere a scelte diverse dal solito.”

Via | Ferrari Press

  • shares
  • Mail
8 commenti Aggiorna
Ordina: