Lotus ha un campionario di parametri che ne definiscono l’essenza, due dei quali spiccano su tutti gli altri: le prestazioni e la leggerezza. Sono i valori da custodire nel tempo e la Evora ne ha profondo rispetto. La filosofia aziendale, che fa rivivere la tradizione di famiglia, si spinge verso nuovi lidi nell’ultima creatura, pronta a scrivere un altro capitolo nella storia delle sportive di Hethel.
Questo modello, presentato tredici anni dopo la Elise, non trascura l’allestimento interno, degno di una granturismo. Il risultato appare subito chiaro quando si aprono le porte, per scoprire un abitacolo rivestito con materiali di pregio, dove spiccano dei piccoli strapuntini, pronti ad ospitare due bimbi. Nessun’altra vettura a motore centrale offre oggi una simile opportunità.
Dentro ci sono un sistema multimediale Alpine, con connettività Bluetooth, l’iPod e altre diavolerie che il mercato mette a disposizione. Ma i cultori del marchio preferiscono il piacere di guida, che non fa certamente difetto alla nuova proposta.
Il telaio in estrusi di alluminio, con carrozzeria in compositi, assicura quella integrità necessaria a produrre un comportamento preciso e sicuro, per dare il filo da torcere a vetture di fascia più alta. La resistenza strutturale supera di due volte e mezzo quella della Elise, già di suo molto valida. Per fortuna la solidità dello chassis non va a detrimento del peso, contenuto in 1350 kg: non tanti per un’auto di tali caratteristiche.
La Evora è equipaggiata con un V6 aspirato da 3.5 litri di origine Toyota, opportunamente modificato. Questo propulsore, disposto trasversalmente, eroga 280 cavalli a 6400 giri, con una coppia massima di 342 Nm a 4700 giri. Notevoli le prestazioni, con una velocità di 260 km/h e un`accelerazione da 0 a 100 inferiore ai 5 secondi, ottenute in una cornice di grande piacevolezza che i freddi numeri non riescono ad esprimere.
A smorzare l’energia cinetica provvede l’impianto frenante AP con dischi forati, dotati di pinze e quattro pistoncini che mordono elementi da 350 mm all’avantreno e 332 al retrotreno. La Yokohama ha sviluppato specificamente delle coperture con misure differenziate sui due assi, accoppiate a cerchi anteriori da 18 pollici e posteriori da 19 pollici.
Non mancano, ovviamente, i dispositivi elettronici di sicurezza, come l’ESP e il Lotus Traction Control, attenti a non turbare il godimento della conduzione. Il cambio manuale a 6 marce ha il piglio sportivo che ci si aspetta in casi del genere. La Evora non riscrive i cardini del marchio, ma li reinterpreta in un nuovo quadro funzionale, senza lanciarsi in arditi sentieri lontani dalla tradizione. In essa il passato si sposa al presente per traghettare l’azienda verso il futuro.
Con le sue credenziali questa 2+2 riuscirà ad attecchire nel cuore degli appassionati, conquistati dal suo pacchetto tecnico e funzionale, ma anche dal fascino di una linea sinuosa e tagliente, che dissimula la presenza dei sedili posteriori. I primi esemplari sono stati consegnati, ma i clienti dal piede pesante fremono per la versione più estrema, mossa da 400 scalpitanti cavalli. La sua data di nascita, però, è ancora incerta.
francesco77
10 nov 2009 - 10:15 - #1a me piacerebbe la stessa sportività, quindi stesso handling, ma con 4 veri posti.
Quelli di dietro sono solo degli strapuntini per dei bambini.
Questo per chi ha famiglia.
L’M5 ok , gran mezzo, ma pesa quasi 1900kg!!!!!