
Ralf Schumacher, che in passato ha corso per tre anni con la Toyota, esprime la sua amarezza per il ritiro dell’azienda nipponica dal Circus: “Mi dispiace molto per tutte le persone che lavoravano a Colonia“. Nelle sue parole si legge la preoccupazione per il futuro occupazionale dei tanti connazionali che, dopo l’abbandono della scuderia, dovranno mettersi alla ricerca di un nuovo lavoro. La cosa non è certo facile, visti i tempi che corrono.
Il pilota tedesco, fratello del più celebre Michael, si lancia in una riflessione sulle possibili motivazioni dell’abbandono: “In 8 anni la Toyota non ha centrato gli obiettivi fissati e questa deve essere la ragione che sta alla base della decisione di lasciare il Circus“. Quindi, secondo lui, gli scarsi risultati hanno pesato più della difficile congiuntura economica. Voi che ne pensate?
Via | Eurosport.com
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dodgechallengersrt-8
04 nov 2009 - 19:29 - #1Ferrari all’attacco
“La F1 cade a pezzi”
Dopo ritiro dal Circus della Toyota e della Bridgestone il Team di Maranello chiede certezze alla FIA. “Sembra una parodia di ‘Dieci piccoli indiani’ dove tutti i personaggi muoiono uno dopo l’altro. Dobbiamo aspettare questo?”
MODENA - La F1 sta cadendo a pezzi. Ne è convinta la Ferrari che, attraverso un comunicato sul proprio sito, chiede soluzioni e certezze alla nuova FIA di Jean Todt. “Sembra una parodia di ‘Dieci piccoli indiani’, il romanzo di Agatha Christie pubblicato per la prima volta in Inghilterra nel lontano 1939, ma la realtà è decisamente più seria”, scrive il Team di Maranello riferendosi ai tanti addii agonostici dell’ultimo anno. Dalla Honda alla BMQ, passando per Bridgestone e Toyota. La colpa, però, non è solo della crisi economica, ma anche della “lotta condotta contro i grandi costruttori automobilistici da parte di chi ha gestito la Formula 1 in questi ultimi anni”.
SERVONO CERTEZZE - “La Formula 1 continua a perdere pezzi importanti: in dodici mesi hanno annunciato il ritiro la Honda, la BMW, la Bridgestone e, stamattina, la Toyota - ricorda la Ferrari -. In cambio, per così dire, sono arrivate la Manor, la Lotus (il nome, solo quello, perché del team di Colin Chapman, Jim Clark e Ayrton Senna, tanto per citarne alcuni, non c’è poi molto altro), la USF1 e la Campos Meta. Dite che sia la stessa cosa, basta essere in molti seduti a tavola? Mica tanto, e poi bisognerà vedere se, l’anno prossimo in Bahrain saremo davvero così tanti sulla griglia di partenza della prima gara della stagione 2010 e quanti arriveranno alla fine dell’anno”.
TROVARE SOLUZIONI - “La realtà è che questo continuo stillicidio di defezioni è il risultato più di una lotta condotta contro i grandi costruttori automobilistici da parte di chi ha gestito la Formula 1 in questi ultimi anni che degli effetti della crisi economica. Nel ‘giallò della Christie il colpevole si scopre soltanto quando tutti i personaggi sono morti, uno dopo l’altro - conclude la Ferrari -. Vogliamo aspettare che accada lo stesso oppure decidiamo di scrivere il libro della Formula 1 con un finale diverso?”.
Chriz
04 nov 2009 - 19:53 - #2E’ inutile che fa lo splendido i “meriti” sono anche i suoi se abbandonerà